venerdì
20 aprile 2018

14:57

Al Compagno Amendola

Dopo la lettera aperta al Compagno Marescotti torniamo ad occuparci dei tormenti che agitano alcune personalità considerate già “simbolo” della sinistra. Quasi quasi siamo tentati di farne una rubrica fissa, visto che il materiale non manca. Questa volta è il turno di Claudio Amendola, oggetto di un corsivo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera dal titolo “La sinistra creativa di Claudio Amendola”. Il pungente giornalista prende spunto dalla dichiarazione di Amendola che, ospite de “L’aria che tira”, ha detto: “Matteo Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni, ma proprio senza ombra di dubbio”. Grasso ha fatto notare all’attore romano che, sfogliando gli ultimi vent’anni della carriera politica di Salvini, si fatica ad incoronarlo “er mejo” e ricorda alcuni giudizi ed epiteti poco lusinghieri dello stesso Amendola nei confronti di Salvini di appena qualche anno fa. Probabilmente a far arrabbiare l’attore romano, che ha replicato al Corriere con una lettera di cui diremo dopo, più che la maliziosa supposizione di un’apertura di credito al leader leghista è l’accusa di incoerenza mossa da Grasso. Infatti nell’articolo si ricostruisce per sommi capi la carriera artistica di Amendola che non ha mai disdegnato di lavorare per alcuni programmi “trash” delle reti di Berlusconi e soprattutto uno stile di vita poco in linea con lo spirito proletario professato. Amendola, probabilmente avvalendosi del diritto di replica, ha scritto una lettera piccata al critico in cui ha ribadito che Salvini è il migliore non solo degli ultimi vent’anni, ma addirittura trent’anni… perché ha preso un partito locale, ai margini della politica, gravato da scandali, conducendolo al risultato strepitoso delle ultime elezioni. Poi, come fanno tutti, ha accusato il giornalista di averlo furbescamente male interpretato, perché lui, nella stessa trasmissione, aveva dichiarato di avere votato Liberi ed Uguali. Per farsi capire meglio, o forse per discolparsi delle incaute affermazioni Amendola ha fatto un esempio: “se dicessi che la Juventus è la squadra più forte degli ultimi 7 anni, potrei essere tacciato di essere uno juventino?”. Naturalmente nessuno dubita della fede romanista del nostro, ma la politica è un’altra cosa. Nella politica non sempre chi arriva primo è il migliore. Ed è aberrante pensare che la massa abbia sempre ragione. Vengono i brividi persino a scriverlo, ma questa è un’epoca talmente strana e confusa, che se si riprestassero alcuni dittatori del passato probabilmente troverebbero un largo consenso. Cosa ha fatto di buono Salvini in questi ultimi venti, anzi trent’anni? Quando Bossi, famiglia e cerchio magico furono colti con le mani nella marmellata, l’ex comunista padano ne approfittò per accodarsi ai cosiddetti “barbari sognanti” armati di ramazza, la ruspa doveva ancora arrivare, ma nessuna pulizia fu fatta veramente, infatti Salvini ha portato per l’ennesima volta Bossi in Parlamento. Salvini ha forse lasciato traccia importante come europarlamentare? Chiedete al belga Marc Tarabella che durante un dibattito in seduta plenaria replicò così a Salvini: “È una vergogna sentirti parlare, …sei l’unico che non si è mai visto nelle riunioni, …sei un fannullone”. O ancora è bravura raccogliere voti sfruttando le paure degli italiani e parlando più alla loro pancia che alla loro mente? Oppure flirtare con politici xenofobi e filofascisti come Marine Le Pen o criminali avvelenatori come Vladimir Putin? Sbraitare con la bava alla bocca, contro tutto e tutti, porta un consenso immediato, forse ad essere i migliori – stando alla strana scala di valutazione di Amendola – ma non porta a risolvere i problemi. Caro Compagno Amendola, Salvini non è “er mejo”, ma proprio senza ombra di dubbio, dunque era mejo se stavi zitto.   

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1 Commento su "Al Compagno Amendola"

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Pietra
Guest

Mi pare che difficilmente Amendola (“questo” Amendola) possa essere annoverato tra i grandi pensatori. Purtroppo come direbbe direbbe Debord, lo spettacolo si fa politica.