venerdì
13 luglio 2018

16:33

Il ballo del qua qua

Ieri sera guardando Luigi Di Maio ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta” si è capito, una volta di più, perché fino a ieri Beppe Grillo proibiva ai suoi, pena l’espulsione dal Movimento, di partecipare a tribune politiche o salotti televisivi. Da buon padre (padrone) del movimento voleva evitare figuracce colossali ai suoi adepti. Infatti quando uno rimane zitto può anche passare per intelligente, il problema è quando apre la bocca per dargli fiato che cadono tutti i dubbi. E Di Maio si è svelato, ancora una volta, in tutta la sua compiaciuta incompetenza e presunzione. Di solito i grillini, dopo un dibattito, pubblicano post e video utilizzando le seguenti formule: “il nostro ha distrutto, ha asfaltato” preceduto dalle solite parole chiave acchiappa click “clamoroso, da non credere, ecc…”. Cosa titoleranno dopo aver visto un Di Maio, sempre più ambizioso, sovvertire quasi tutti i dogmi del movimento? Se fosse sfuggito ai distratti sostenitori grillini Di Maio, pur di ottenere l’ambita poltrona di Presidente del Consiglio, ha tenuto a tranquillizzare tutti dicendo che il M5S è una forza politica responsabile, innocua, ed a ribadire la fedeltà agli alleati Usa ed ai burocrati e tecnocrati d’Europa. Poi, sull’eventualità di un bombardamento statunitense in Siria, non è si è pronunciato nettamente, limitandosi a dire che le diplomazie dovranno attivarsi per evitarlo; nel caso – aggiungiamo noi – potrebbe chiedere consiglio al web, tanto cinquanta persone per decidere le sorti del mondo tramite un sondaggio online le trova sempre. Purtroppo siamo ancora in attesa che qualcuno salti fuori dicendo: “Tranquilli, siete su Scherzi a parte”. Intanto Di Maio ricorda, ogni 5 minuti, che lui è stato votato da 11 milioni di italiani. E’ vero, è stato votato da tantissimi italiani, soprattutto disoccupati che sperano nella promessa del reddito di cittadinanza che ora Di Maio chiama in maniera edulcorata “sostegno al reddito”. Di Maio, oltre ad essere inadeguato a guidare il paese, ha un’idea davvero distorta della democrazia e del funzionamento delle Istituzioni. Lamenta la mancanza di collaborazione delle altre forze politiche che non gli regalano i voti per fare il premier, ma non concede nulla alle opposizioni, pone veti a destra e manca, si prende tutte le poltrone più importanti, ha già la lista dei ministri completa. Con la scusa della fine delle ideologie e la caduta – secondo lui – degli steccati tra destra e sinistra, un giorno flirta spudoratamente con il gemello diverso Salvini, l’altro cerca di dividere il PD. Chiama “Contratto di Governo” (triste assonanza col “Contratto con gli italiani” di berlusconiana memoria) quello che è un “inciucio” in piena regola. Inoltre bisognerebbe ricordare al signorino Di Maio che in Germania il patto di Governo è stato sottoposto ad un voto tra gli iscritti alla Spd. I grillini chiedono l’intervento delle telecamere, della web cam e del VAR solo quando fa comodo a loro. Stendiamo invece un velo pietoso sulla proposta di dar vita ad un Comitato scientifico per l’analisi dei programmi dei partiti. Per fortuna dopo il teatrino della politica con protagonista assoluto Luigi Di Maio, che ha strappato la promessa di un nuovo invito ad un  soddisfatto Bruno Vespa, a “Porta Porta” hanno cominciato a parlare di cose serie, ovvero del ritorno di fiamma tra Albano e Romina…

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