venerdì
22 giugno 2018

18:58

Rovigo: Commenda come l’inferno dantesco

Riceviamo da Flavio Ambroglini* e pubblichiamo:

Quando Dante si trovò di fronte all’entrata dell’antinferno, notò l’iscrizione che incombeva sull’antro; “Lasciate ogni speranza o voi che entrate…..”, e perplesso rimase un attimo in attesa di Virgilio che lo accompagnava e che lo rassicurò sulla loro sorte, redarguendolo però a prepararsi spiritualmente per ciò che li attendeva al di là del fiume Acheronte!

Venendo ai fatti di casa nostra, oltrepassato viale della Pace, il nostro Acheronte cittadino, è triste constatare che per quanto una persona possa prepararsi spiritualmente al peggio, il riscontro sullo stato dell’inferno….pardon….della Commenda è devastante già da un primo sguardo d’insieme.

Strade notoriamente devastate quanto ad asfalto, cassonetti fatiscenti e spazzatura ovunque in attesa di una differenziata frutto d’ansia da prestazioni piuttosto che di un progetto ragionato ed attuabile nei tempi e nei modi che altre città hanno applicato con successo (Treviso docet), putridume d’erba lasciata sul posto dopo gli ultimi sfalci, frammista ad ogni genere di porcheria, tombini già vecchi ed inadatti quanto a dimensione dei sottostanti collettori di scarico ed ingombri a tal punto da non far passare più nemmeno un bicchier d’acqua….figuriamoci la pioggia di questi giorni!

Girando per le strade che somigliano sempre più alla periferia di Chicago e parlando con le (tante) persone sconsolate, arrabbiate, prese in giro e maldisposte ad accettare ulteriori chiacchiere imbonitorie, somiglianti più a grida di manzoniana memoria che a progetti seri, nessuno usa più toni pacati ed attendisti: la pazienza della Commenda è finita!

Tra i Residenti del quartiere sta lievitando la convinzione che chi sta maldestramente amministrando la Città in generale e parimenti alla Commenda altri quartieri cittadini, dovrebbe fare solo una cosa: harakiri….politicamente parlando, ci mancherebbe!

Non è più tollerato da nessuno in generale ed in Commenda in particolare, il qualsivoglia tipo di scusa o di scarico di responsabilità in capo ai tecnici od a terzi, per fallimenti che sono a monte solo e soltanto politici! Chi governa per sua scelta (nessuno a Rovigo è stato costretto a candidarsi alle ultime elezioni con una pistola alla tempia), deve assumersi le proprie responsabilità politiche in caso di fallimento, e di fallimenti, a Rovigo, si possono già riempire molte pagine e fa rabbia constatare che il non aver esercitato politicamente un serrato controllo preventivo, mettendo sul piatto non “bozze di accordo” ma “preliminari a condizione” e studi di fattibilità precisi ed impegnativi per tutti, forse oggi il Maddalena non sarebbe la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza in Commenda. Ai residenti del più grosso quartiere cittadino, non interessano piani b o c: la percezione di buona amministrazione è oggi sotto ai tacchi di tutti. Il latte è stato versato e non si può tornare indietro, è ovvio, ed a questo punto dovrebbe prevalere il senso dell’onore che animava i Samurai in caso di fallimento…dovrebbe!

*Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Console Prov.le Fed.ne Maestri del Lavoro

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