sabato
21 ottobre 2017

04:58

L’Italia dei Rosselli

“L’Italia dei Rosselli, una storia di Giustizia e Libertà”: Mostra documentaria in occasione dell’80° anniversario dell’uccisione dei Fratelli Rosselli avvenuta  a Bagnoles de l’Orne giugno 1937. Dall’11 al 31 ottobre 2017 presso l’Archivio di Stato di Milano, Via Senato 10. Inaugurazione mostra e conferenza di presentazione mercoledì 11 ottobre. Evento promosso dalla Fondazione Anna Kuliscioff in collaborazione con l’Archivio di Stato di Milano e la Fondazione Circolo Rosselli. Patrocinio del Comune di Milano

Il contributo culturale, politico e umano che la Famiglia Rosselli ha dato all’Italia merita di essere sottolineato e ricordato come patrimonio collettivo: una storia di straordinario interesse che permette di cogliere i nodi e i problemi del nostro passato attraverso la cultura, la sensibilità, i valori di una famiglia educata al culto della patria, della libertà e della solidarietà sociale. La mostra, e la Conferenza inaugurale, intendono ripercorrere la vita dei Fratelli  Rosselli, l’importanza della Famiglia Rosselli, nella storia democratica del nostro paese da Mazzini in poi, il legame con  Filippo Turati e la città di Milano, non solo per celebrarne la memoria, ma per fornire strumenti di conoscenza e approfondimento alle nuove generazioni per un esame più consapevole della  storia del nostro paese e della società attuale.

In esposizione: Mostra storica a cura della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli di Firenze. Documenti Archivio Fondazione Anna Kuliscioff: lettere olografe di Carlo Rosselli, originali di fotografie e pagine d’epoca, il “Quarto Stato”, il processo Bassanesi, la Guerra di Spagna, Giustizia e Libertà, i libri di Carlo e Nello Rosselli.

Conferenza Inaugurale 11 0ttobre 2017, ore 15.00 Sala Conferenze Archivio di Stato di Milano

Porteranno il loro saluto: Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura Comune di Milano; Benedetto Luigi Compagnoni, Direttore Archivio di Stato

Presentazione di: Walter Galbusera, Presidente Fondazione Anna Kuliscioff

Interverranno: Paolo Bagnoli, Università di Siena – Sulla famiglia Rosselli; Marina Calloni, Università Bicocca di Milano – “Le Rosselli”; Nicola Del Corno, Università Statale di Milano – Carlo Rosselli a Milano. Il Quarto Stato ; Giuliana Nuvoli, Università Statale di Milano – La scrittura dei Rosselli; Giovanni Scirocco, Università Statale di Bergamo Socialismo liberale

Letture sceniche di pagine di Carlo e Nello Rosselli

Conclusioni di: Valdo Spini Presidente Fondazione Circolo Fratelli Rosselli Firenze

INGRESSO GRATUITO Dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 17.45, domenica chiuso Apertura straordinaria domenica 8 ottobre 2017 dalle ore 11 alle ore 18 in occasione dell’iniziativa “Domenica di Carta” promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali

Per informazioni e visite guidate per le scuole: info@fondazioneannakuliscioff.it

 Foto-collage di copertina: Chiara Corio / grafica Silvano Belloni.


Per gentile concessione della Fondazione Anna Kuliscioff pubblichiamo in anteprima l’introduzione al catalogo della Mostra di Walter Galbusera, Presidente Fondazione Anna Kuliscioff

Introduzione

Questa mostra e la conferenza che la inaugura, è stata promossa dalla Fondazione Anna Kuliscioff per ricordare e rendere omaggio ai  Rosselli, una famiglia che ha legato il proprio nome alla storia d’Italia, dal Risorgimento alla Grande Guerra, dalla lotta al fascismo negli anni venti all’esilio e alla guerra antifranchista di Spagna, dove Carlo Rosselli da Radio Barcellona in un messaggio al popolo italiano lanciò la parola d’ordine “Oggi in Spagna, domani in Italia”.  

Ma non solo per ricordare.  Il contributo culturale, politico e umano che la famiglia Rosselli ha dato all’Italia merita di essere sottolineato come patrimonio collettivo: una storia di straordinario interesse che permette di cogliere i nodi e i problemi del nostro passato e soprattutto fornire strumenti di conoscenza e approfondimento alle nuove generazioni, per un esame più consapevole della storia del nostro paese e della società 

E’ una storia che parte da lontano quella della famiglia Rosselli: Giuseppe Mazzini, amico della famiglia morì nel 1872 a Pisa, nascosto nell’abitazione di Pellegrino Rosselli. Aldo, Carlo e Nello Rosselli,  crebbero, soprattutto grazie alla madre, la veneziana Amelia Rosselli  Pincherle, personalità di rilievo nella cultura italiana del primo novecento e fervente antifascista,  nel culto  dei valori risorgimentali mazziniani della libertà e della responsabilità.   Ma la presenza femminile non si limitò al ruolo fondamentale di Amelia; è calzante quando si parla della Famiglia Rosselli l’affermazione per cui dietro ad un grande uomo c’è una grande donna , se si pensa all’importanza avuta da Marion, moglie di Carlo e da Maria, moglie di Nello, sempre presenti accanto ai mariti, rischiando anche in prima persona come nel caso di Marion, arrestata dopo la fuga di Carlo da Lipari.   Aldo, il fratello maggiore morì sui monti della Carnia in combattimento nel 2016, il resto della famiglia affrontò il dopoguerra e l’avvento del fascismo con coraggio e determinazione.  Nello si dedicò a importanti studi storici ma lavorò in stretti rapporti con il fratello Carlo che affrontò da subito sulle pagine della “Critica Sociale” il tema del rinnovamento intellettuale del movimento socialista,  di cui si sentiva parte attiva con la convinzione che tale forza potesse essere l’unica a garantire un cambiamento effettivo in senso democratico della società italiana. 

Carlo promosse un’attività editoriale di grande significato con il “Non mollare” di Firenze con Salvemini, Ernesto Rossi e il fratello Nello, con il “Quarto Stato”, assieme a Pietro Nenni  e collaborando con “La Rivoluzione liberale” di Gobetti quando ancora il fascismo non era riuscito nell’intento di sopprimere “legalmente” tutta la stampa democratica.  In quegli anni, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, che era segretario del  Partito Socialista unitario costituito dai socialisti riformisti espulsi dal PSI nel 1922, Carlo, che già scriveva su  “La Giustizia”, si iscrisse a questo partito.  Ma Carlo fu un eccezionale uomo d’azione, protagonista nell’organizzare prima l’espatrio clandestino di Filippo Turati in Francia, poi la propria fuga – insieme a Nitti e Lussu – dal confino di Lipari, una fuga che mise in forte imbarazzo il Regime Fascista, e poi ancora il volo di Bassanesi  da Lugano su Milano, oltre ad essere l’animatore di una intensa attività antifascista  politica editoriale italiana in Francia con “Giustizia e Libertà” e i celebri “Quaderni”. Né poteva mancare la sua presenza attiva in Spagna dove si recò a combattere costituendo con Angeloni e Berneri la ”Colonna italiana”. 

Il suo contributo ideologico e culturale di più alto profilo rimane quel “Socialisme liberale” scritto nel confino di Lipari, portato segretamente a Londra e poi stampato a Parigi, che sottolinea la necessità di una separazione netta tra  marxismo e socialismo, inteso come forza politica che persegue l’emancipazione del proletariato e la sua ascesa a forza di governo democratica nel rispetto dei diritti di libertà individuali e collettivi di tutta la società.

Ci sono  ragioni importanti per promuovere  a Milano questa iniziativa. 

Carlo Rosselli “incontrò” Milano nel 1923, chiamato come assistente di Luigi Einaudi e di Carlo Cabiati alla Facoltà di Economia dell’Università Bocconi. E sempre a Milano, nel 1926, diede vita, all’insegna della volontà di rinnovamento del socialismo, al giornale  il “Quarto Stato”, insieme a  Pietro Nenni che era stato costretto a lasciare l’Avanti!, di cui era direttore, per aver sostenuto l’opportunità di un riavvicinamento  del Psi al Partito Socialista Unitario, riformista, di Filippo Turati. Poi venne l’episodio che costò a Carlo, a Ferruccio  Parri e  Riccardo Bauer  l’arresto e il confino: la fuga di Turati, nel dicembre del 1926, organizzata con Sandro Pertini, che era in clandestinità a  casa di Carlo Rosselli.  Filippo Turati fu fatto uscire con uno stratagemma dalla sua abitazione in Galleria Portici 23, di fronte al Duomo, eludendo lo stretto controllo della polizia, e condotto, con un’auto guidata da Adriano Olivetti, al porto di Savona .  Da qui con una piccola barca si raggiunse Calvi in Corsica, da cui Turati e Pertini arrivarono poi alla terraferma francese.  L’espatrio clandestino di Turati fu uno smacco per il  fascismo.  

Altrettanto ardita fu l’operazione che portò, nel luglio del 1930,  Giovanni  Bassanesi, affiancato da Dolci, a decollare con un piccolo aereo dal territorio svizzero e a volare su Milano lanciando sulla città volantini di Giustizia e libertà che inneggiavano alla ribellione contro il fascismo.

I legami di Carlo Rosselli con Milano quindi furono solidi e intensi. Il 2 dicembre prossimo, nella sede del Comune di Palazzo Marino, a poche centinaia di passi dalla casa che fu di Turati e di Anna Kuliscioff, si svolgerà  la manifestazione conclusiva delle celebrazioni dell’ottantesimo  anniversario  dell’assassinio dei Fratelli Rosselli in terra di Francia da parte dei sicari fascisti della Cagoule. 

Walter Galbusera
(Presidente Fondazione Anna Kuliscioff)
 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz