lunedì
20 novembre 2017

04:40

Clemente “Beppi” Tonellato, da Caporetto alla ingiusta detenzione al “Petawawa Internment Camp”

di Geremia Mancini (Presidente onorario “Ambasciatori della fame”)

Clemente “Beppi” Tonellato nacque a Trevignano, in provincia di Treviso, il 18 maggio del 1898. Durante la Prima Guerra Mondiale fu volontario con gli Arditi della Fanteria e combatté nella disastrosa disfatta di Caporetto. Catturato fu fatto prigioniero e poi, quasi due anni dopo, fu liberato. Nel 1921 Tonellato decise di emigrare per il Canada.

Uomo vigoroso e resistente accettò, pur di conoscere un riscatto economico, il duro, durissimo, lavoro della miniera. Fu assunto in una miniera di New Waterford nella provincia canadese di Nova Scotia. Scendeva ben oltre i mille metri e lavorava, dalle 10 alle 14 ore, quasi sempre sdraiato sul fianco, staccando i pezzi di carbone con il gomito incastrato nella roccia.

Clemente “Beppi” Tonellato con la moglie (1931)

Clemente “Beppi” Tonellato con la moglie (1931)

Nel 1931 giunse in Canada la moglie Emma Dottori. I due non ebbero figli. Intanto Tonellato, uomo semplice ma assai carismatico, era divenuto membro del combattivo e rivendicativo “dopolavoro della miniera”. Nel 1940, l’Italia dichiarò guerra al Canada e questo portò ad identificare molti italiani come “stranieri nemici”. Il 10 giugno 1940 Tonellato venne arrestato e dall’indagine risultò che non possedeva alcuna proprietà. Di cosa lo accusavano? Aveva inoltrato una domanda per ottenere una tessera dalla locale federazione fascista ma forse, più di tutto, gli si imputava la lotta contro la proprietà della miniera.

Dopo aver esaminato il caso di Tonellato il giudice Hyndman così concluse: “dopo ulteriori indagini visto il suo essere pro-fascista decido che è probabile che provochi pericolo per lo Stato”. Con queste parole Hyndman raccomandò la conferma della detenzione. Sta di fatto che Tonellato, rinchiuso il 10 giugno 1940 al “Petawawa Internment Camp”,  fu liberato solo il 19 settembre 1942.

All’interno del campo di internamento conobbe l’artista Guido Casini, anche lui prigioniero, che gli regalò un bellissimo ritratto. Tonellato uscì dal “Petawawa Internment Camp” pesantemente provato fisicamente, economicamente (gli erano stati sequestrati anche i pochi denari) e, soprattutto, moralmente. Ripeté per il resto dei suoi giorni: “Come si fa ad arrestare uno che ha combattuto a Caporetto?”.

Fu costretto per qualche tempo a segnalare i suoi movimenti alla Royal Canadian Mounted Police (RCMP). Decise di trasferirsi nella zona di Welland-St.Catharines-Thorold sempre in Ontario. Continuò a lavorare in vari cantieri ma lasciò, per sempre, la miniera.

Morì il 28 ottobre del 1954. Nel 1972 la moglie decise di tornare definitivamente in Italia. Il Governo Canadese ha riconosciuto, dopo tanti anni, che in molti furono ingiustamente internati nel “Petawawa Internment Camp”. Tra questi il povero “Beppi”.


Immagine di copertina: il ritratto di Clemente “Beppi” Tonellato realizzato a “Petawawa Internment Camp” da Guido Casini.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz