lunedì
11 dicembre 2017

22:00

Femminicidio: In mostra la storia della prostituta uccisa

Nella mostra “Natura Naturae” a Peschiera del Garda l’artista bassanese Ketra racconta il viaggio nella natura (umana) più oscura 

La mostra di arte contemporanea “Natura Naturae” che inaugura sabato 3 dicembre presso la Palazzina Storica di Peschiera del Garda, nel Veronese, è il risultato dell’indagine svolta dai curatori Enrica Feltracco, Massimiliano Sabbion e Matteo Vanzan con l’obiettivo di sensibilizzare il visitatore, attraverso il linguaggio dell’Arte e della Cultura, su una tematica attuale che sta cercando ormai da diversi anni una soluzione.

Organizzata dal Comune di Peschiera del Garda (Vr) e in collaborazione con l’agenzia MV Eventi di Vicenza, il progetto espositivo è un percorso visuale e sensoriale attraverso le opere di artisti affermati del Novecento italiano – Carena, Cascella, Festa, Gilardi, Guccione, Guidi, Lilloni, Onorato, Schifano – e selezionati artisti contemporanei tra cui l’artista bassanese Ketra (Elena Pizzato) in un lungo excursus focalizzato sulla rappresentazione dello stretto rapporto tra uomo e natura, dialogando con viste mozzafiato e gli abitanti ad esse legati, trasformazioni del territorio e l’esaltazione del concetto di pittoresco nella stesura dell’opera.

Ketra, in particolare, attraverso la sua video-installazione “40” racconta un viaggio nell’oscurità, nel lato più nero della natura, o meglio dell’uomo che la rende complice.  Il sole è splendente, gli alberi hanno folte chiome di un verde acceso, l’acqua scorre lenta nel ruscello, tutto è in perfetto equilibrio: questa è la bellezza pura della natura. Una bellezza all’apparenza incontaminata. Ma poi, per caso o fatalità, approfondendo scopriamo avere le sue ombre e i suoi segreti. L’opera “40” porta alla luce ciò che è stato nascosto, occultato. Questa videoinstallazione si ispira a un fatto di cronaca nera di non molti anni fa: una giovane prostituta viene trovata morta sul greto di un torrente, sono passati 40 giorni dalla scomparsa al ritrovamento del suo corpo, oramai irriconoscibile. Il tempo e gli agenti atmosferici scorrono, consumano e cancellano. Lei è stata uccisa e nascosta. Attorno a lei solo meravigliosi paesaggi, che continuano a stupire e mutare, stagione dopo stagione.  Il video ripercorre attraverso gli occhi dell’artista quella strada, quel campo e quell’acqua che quella giovane donna ha visto per l’ultima volta. Dal luogo del suo ritrovamento Ketra ha raccolto una zolla di terra e l’ha adagiata su un’alzatina di porcellana: è l’urna che accompagna lo spettatore in questo viaggio dentro il nero umano: “Mi ha colpito questa storia per la modalità con cui l’ho scoperta – racconta l’artista – e per la grande difficoltà nel reperimento della foto della ragazza, assente nei quotidiani che hanno scritto del caso. L’uccisione di una ragazza che non trova colpevoli e l’abbandono. La sua scomparsa è totale: il tempo e gli agenti atmosferici hanno cancellato i suoi tratti distintivi, la sua persona. Con questa installazione rifletto sull’incontro e scontro di violenza, sessualità e identità per poter ricucire tratti di dignità.“.

La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 con ingresso gratuito (chiuso il 25 e il 26 dicembre 2017 e il 01 gennaio 2018)

 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz