sabato
23 giugno 2018

07:09

Limonov: pensiero, azione e sesso

In occasione della pubblicazione del suo nuovo libro “Zona Industriale” (Sandro Teti Editore, 2018) lo scrittore e politico russo Eduard Limonov è tornato in Italia per un tour di presentazioni. Risale al 1974 la sua ultima permanenza a Roma, in attesa del visto per emigrare negli Stati Uniti. Vista l’eccezionalità dell’evento siamo andati ad ascoltarlo lo scorso mercoledì a Ferrara, presso la Libreria Ibs-Libraccio. Ad accompagnarlo l’editore Sandro Teti, che ha fatto anche da traduttore dal russo, ed il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi.

E’ stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio, così lo scrittore francese Emmanuel Carrère descriveva Limonov nella sua biografia romanzata pubblicata nel 2011 in Francia e l’anno successivo in Italia da Adelphi.  

Eduard Limonov, nom de plume di Eduard Veniaminovich Savenko, nato a Dzeržinsk – URSS nel 1943 è uno scrittore dissidente. Nella sua vita ha svolto le professioni più umili ed ha provato tutti gli eccessi, accompagnandosi spesso a donne bellissime. Tornato in Russia dopo la caduta del comunismo ha fondato il partito Nazional-bolscevico, presto messo fuori legge. Ha partecipato, come volontario, a tante guerre e scontato diversi anni di carcere per le sue idee politiche. Attualmente è il nemico numero 1 di Putin, o meglio degli oligarchi che lo sostengono.

Limonov è un personaggio tanto controverso quanto interessante.

Così lo ha presentato Vittorio Sgarbi: “Limonov dimostra di essere una persona vivente, non è come Oblomov, un personaggio inventato; in lui è fortissimo il sentimento delle cose, della vita”. Ed ha proseguito facendo alcune similitudini: “E’ dannunziano nella sua passione per le giovani donne e per aver vissuto una vita di coraggio e di imprese, una vita che compete con la letteratura. Limonov si scontra con la vita, vuole il rapporto con l’eros e con la politica”. Per la sua concezione eroica di sfida al mondo Sgarbi ha paragonato Limonov ad un eroe risorgimentale e lo ha definito un rivoluzionario.

Di sé Limonov ha detto: “Non conosco la parola politicamente corretto” ed in effetti molte sue esternazioni possono apparire ciniche o provocatorie. Per esempio quando ha affermato che “per la politica estera attacco Putin da destra mentre per la politica interna lo attacco da sinistra perché è un servo del capitalismo”, o quando ha affermato che spesso i governi non eletti sono meglio di quelli eletti.

Non dimentichiamo che Limonov in Russia vive scortato dai giovani attivisti del suo partito ed è costantemente attenzionato dalla polizia o dagli sgherri del potere, anche se filosoficamente dichiara: “Io non ho mai avuto paura perché l’uomo nasce con la morte dentro”.

Con lo stesso spirito fatalista, ma soprattutto con il sorriso (all’italiana, come ha sottolineato) ha affrontato il carcere. Mentre i compagni di detenzione segnavano sul muro i giorni mancanti alla libertà, lui ha scritto ben sette libri.

Nonostante le persecuzioni subite in patria secondo Limonov il pericolo non viene da Oriente, bensì da Occidente. Per Limonov gli Usa sono il paese più pericoloso in assoluto perché vogliono assoggettare il mondo intero …“Masters of the Universe”: “Loro dicono: Noi siamo i nuovi romani. Gli Usa vogliono controllare e dare ordini a tutti”.

E’ chiara la passione e il sacro fuoco che animano il politico, anche se noi preferiamo lo scrittore. Ma forse le due cose sono inscindibili perché Limonov mette nero su bianco la sua vita e le sue esperienze, dove la politica occupa un posto di primo piano; eppure alcuni dei migliori passaggi del suo ultimo libro riguardano episodi privati: dall’incontro con un fratello che non sapeva d’avere, con relativo confronto sulla figura paterna, alla commovente storia della topolina Krys. Originali, anche se talvolta strampalate, le sue riflessioni sulla letteratura, la religione, la reincarnazione, le donne. E poi naturalmente tanto sesso, una bulimia di sesso che spesso conduce verso una beata solitudine.

Chi è dunque Limonov? Sicuramente un intellettuale, ma anche un ribelle, un novello Faust, un genio, un megalomane, un punk sempreverde, un “bastardo” con gloria. Tutto questo e molto altro è Limonov. Prendere o lasciare.

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2 Commenti su "Limonov: pensiero, azione e sesso"

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José-Dominique
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C’è un sito completo dedicato a Eduard Limonov con moltissime informazioni :
http://www.tout-sur-limonov.fr/414521107

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