venerdì
20 luglio 2018

22:17

Un libro in rete: Zainocrazia

Leonardo Previ autore del libro “Zainocrazia” in dialogo con  Sebastiano Zanolli. Appuntamento stasera, mercoledì 20 giugno 2018, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari, Corso Italia n.63 – Valdagno (VI). Evento del Guanxinet in collaborazione con Amer

Il nuovo libro di Leonardo Previ “Zainocrazia. Teoria e pratica di un futuro preferibile” (Edizioni LSWR, 2018) dà voce a chi non ha paura della rivoluzione digitale e si attiva per sfruttare al meglio il cambiamento epocale.

Il termine “zainocrazia” è un neologismo che si può tradurre in “potere dello zaino” contrapposto a burocrazia “il potere della scrivania”.

Secondo Previ bisogna distinguere tra macchine banali, ovvero tutto ciò che riguarda l’automazione: robot e computer programmati per svolgere determinate mansioni (ma anche gli umani abituati ad eseguire solo i compiti a loro assegnati), e le macchine non banali, ossia gli umani, dotati di cervello e soprattutto gambe per muoversi.

Per andare dove? Innanzitutto fuori dagli anonimi e soffocanti luoghi di lavoro. Con le moderne tecnologie l’ufficio non ha più ragioni di esistere, ha esaurito la sua funzione. Ormai si può lavorare ovunque: nei caffè, mentre si viaggia con i mezzi pubblici o a casa propria.

L’intelligenza artificiale è vista come un supporto per i lavoratori, ma Previ non vuole fare un’apologia delle macchine banali, al contrario mette l’uomo al centro della rivoluzione zainocratica. Un lavoratore che, finalmente liberato dalla schiavitù e dalla monotonia della scrivania, riscopre la sua vera natura di nomade, di “animale sociale”.

Lo zainocrate al posto fisso preferisce l’esperienza, le relazioni, la convivialità, lo scambio e la condivisione dei saperi e delle esperienze. Lo zainocrate è una persona che “sa di non sapere” ed è sempre pronto ad aprirsi ed arricchirsi dal rapporto con il prossimo.

Anche se stiamo parlando di un fenomeno recente, nel “pantheon della zainocrazia” l’autore iscrive come padre nobile Pietro Abelardo (1079-1142), filosofo, teologo, figlio di un cavaliere rinunciò ai beni materiali ed alla carriera militare per dedicarsi agli studi, chierico vagante, amante dello spirito e della carne, goliarda, dotto ma non dogmatico; in contrapposizione a Bernardo di Chiaravalle, prototipo del moderno burocrate.

Sia nel lavoro che nello studio, lo zainocrate è sempre in movimento: “trasloca da una materia di studio all’altra, le sue esplorazioni trasversali saranno guardate con sospetto dagli esperti più accreditati, ma faranno progredire il genere umano in misura superiore rispetto alla verticalissime ricerche disciplinari dei molti professorini che si trovano disperatamente alla ricerca di un titolo accademico capace d’imbastire il proprio burocraticissimo corso degli onori”.

La teoria della zainocrazia elaborata ed esposta da Previ con efficacia è davvero affascinante, progressista, ma restano alcuni dubbi e nodi irrisolti che magari potrebbero essere sciolti durante la presentazione del libro a Valdagno.

– Innanzitutto la zainocrazia pare un abito cucito su misura per le grandi metropoli: Milano, Roma, ma può funzionare ed avere successo anche nelle realtà provinciali?

– L’autore sembra dare per scontato che tutti possediamo dei talenti nascosti. Purtroppo non è sempre così. Dunque cosa si fa e quali reti di protezione occorre attuare per chi “rimane indietro” e non riesce ad adattarsi (anche per ragioni anagrafici) al nuovo metodo di lavoro?

– C’è infine il problema della lentezza dei processi culturali rispetto alla velocità di quelli tecnologici. Come si fa a colmare le distanze?

In ogni caso noi il nostro zaino lo prepariamo mettendo dentro un tablet, carta e penna, un metro pieghevole e una scatola nera (il metro e la scatola nera a cosa servono? …mica possiamo anticiparvi tutto!), ma soprattutto avendo cura di lasciare dello spazio libero “per tutto quello che vi viene voglia di portare con voi, anche se ancora non lo sapete”. 

(e.b.)


ZAINOCRAZIA
TEORIA E PRATICA DI UN FUTURO PREFERIBILE

Dalla quarta di copertina: La zainocrazia è un fenomeno emergente che offre una risposta costruttiva alle trasformazioni del nostro tempo. La zainocrazia si oppone alla burocrazia, che è invece la risposta distruttiva offerta al nostro tempo da parte di coloro che ne sono spaventati. Al centro del libro campeggia la figura dello zainocrate, una persona capace di chiudere nello zaino tutto quello che serve per affrontare qualsiasi ostacolo: i profondi cambiamenti del mondo del lavoro, le incertezze dell’economia, le trasformazioni radicali che la rivoluzione digitale sta imponendo a ogni aspetto della nostra civiltà. Come ogni altro fenomeno emergente, la zainocrazia pretende partigianeria: possiamo scegliere di crederci oppure di non farlo. Dopo avere aiutato il lettore a riconoscere nella zainocrazia un pattern interessante, il libro ne esplora dettagliatamente il funzionamento, sia nelle dinamiche micro – zainocrazia per la persona – sia nell’ambito macro – zainocrazia per le organizzazioni. Si esce dal libro riconoscendosi nella zainocrazia e ottenendo suggerimenti molto concreti per affrontare il futuro con maggiore fiducia ed efficacia.


Leonardo Previ fonda, nel 1996, Trivioquadrivio, il laboratorio d’ingegnosità collettiva che ha aiutato migliaia di manager, in Italia, Europa, Asia, a frequentare gli aspetti più insoliti e fertili dell’innovazione e del cambiamento. Nel 2003 porta in Italia Lego Serious Play, insegnando ai manager italiani a pensare con le mani (come racconta nel libro Lego Story, Egea, 2012), mentre nel 2014 porta in India MAPPS, la metodologia proprietaria di apprendimento organizzativo sviluppata da Trivioquadrivio. Di ritorno dall’India cura, insieme a Gianni Lo Storto, l’edizione italiana dei due volumi che hanno imposto l’innovazione frugale all’attenzione delle imprese italiane (Jugaad Innovation e Frugal Innovation, Rubbettino editore). Ha pubblicato sei libri (tra i quali figura il Manuale illustrato d’incompetenza manageriale, LSWR,  e pochi mesi fa ha coniato il termine zainocrazia per raccontare il nomadismo professionale quale rimedio alla crescente burocratizzazione delle pratiche organizzative. Insegna da dodici anni Gestione delle risorse umane all’Università Cattolica di Milano. www.trivioquadrivio.com

Sebastiano Zanolli: scrittore e speaker ispirazionale, è nato nel 1964 a Bassano del Grappa (VI). Ha sviluppato e approfondito i temi legati alle performance professionali e personali. Sebastiano sceglie un approccio alla professione misto di pragmatismo e sentimento. È autore di sei volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2013) nei quali la sua esperienza si traduce in suggerimenti per chi cerca una maggiore qualità del lavoro, delle relazioni, della vita. Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli. www.sebastianozanolli.com

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