martedì
26 settembre 2017

07:34

Agricoltura, Anabio-Cia in Assemblea: “Scommettiamo sul biologico come modello produttivo del futuro”

L’iniziativa oggi a Roma all’Auditorium “Giuseppe Avolio”. La spesa “green” che guarda alla sostenibilità ambientale cresce da oltre 10 anni (+19% nella prima parte del 2016), così come la superficie coltivata (pari all’11% del totale) e le aziende agricole dedicate (quasi 50mila). Anche rispetto ai prezzi sui campi, il “bio” paga di più. Il presidente di Anabio Marchini e il presidente di Cia Scanavino: “E’ un traino potente per il settore primario, soprattutto in questa fase di difficoltà per l’agroalimentare”. Il viceministro Olivero: “Grazie per la vostra grande azione di sostegno a un comparto in evoluzione”.

Sostenere il biologico affinché esca definitivamente dal ruolo “di nicchia” e diventi il nuovo paradigma produttivo, assumendo la connotazione di vero e proprio mainstream. Un obiettivo e una sfida che Anabio-Cia persegue da anni e che diventa lo slogan della sua Assemblea nazionale, oggi a Roma presso l’Auditorium “G. Avolio”, dal titolo “Scommettere sul biologico come modello agricolo del futuro”.

“Il sistema biologico -ha spiegato nella relazione introduttiva il presidente di Anabio Federico Marchini- è capace di dare risposte: ai consumatori che vogliono qualità e genuinità; al pianeta, in termini di salvaguardia dell’ambiente; agli agricoltori, per il giusto reddito”.

Un’affermazione confermata dai dati: basti pensare che le vendite “bio” crescono ininterrottamente da oltre dieci anni e che solo nella prima parte del 2016 hanno registrato un ulteriore incremento del 19% (dopo il +20% del 2015). Tradotto al consumo, vuol dire un fatturato pari a 2,1 miliardi di euro l’anno, che sale a 2,5 aggiungendo la voce “food-service” (ristorazione e bar). Ma anche dal punto di vista agricolo il biologico avanza: oggi sono quasi 50mila le aziende “bio” in Italia, pari a oltre l’11% della superfice coltivata, senza contare che la conversione colturale comporta, in fase produttiva, un taglio di circa il 25% di energia. E anche dal punto di vista dei prezzi sui campi, il biologico paga di più: in media nel 2015 il prezzo pagato ai produttori di latte è sceso del 13% mentre quello per il latte “bio” è aumentato del 14%. Anche per quanto riguarda il grano duro, nella media dell’anno, il prezzo all’origine di quello convenzionale è cresciuto dell’8%, quello “bio” ha guadagnato il +41%.

Per tutti questi motivi “la crescita quantitativa dell’agricoltura biologica -ha aggiunto Marchini- crediamo che possa divenire un potente driver per tirare fuori dalle difficoltà l’intero settore agroalimentare. Ma per concretizzare questo obiettivo bisogna riorganizzare la rappresentanza politico-professionale del mondo produttivo, oggi troppo frammentata e dispersa in un numero eccessivo di sigle territoriali”. In questo senso, ha evidenziato ancora il presidente di Anabio, “il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo del Sistema Biologico dovrebbe favorire la stipula di una vera e propria alleanza tra il modo produttivo e le istituzioni nazionali e regionali per favorire uno sviluppo del settore che sia armonico e coordinato e che permetta di raggiungere nel 2020 un incremento della superficie coltivata del 50% e un incremento del valore della produzione del 30%”. Ecco perché “la richiesta esplicita che rivolgiamo al ministero delle Politiche agricole, alle Regioni e ai soggetti della filiera è quella di scommettere sul biologico come modello produttivo dell’agricoltura del futuro in una logica di sistema”.

E’ chiaro però -è intervenuto il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- che per una reale affermazione del biologico “devono essere portate a soluzione le questioni relative alla semplificazione legislativa e amministrativa. Allo stesso tempo devono essere potenziare le attività di ricerca e innovazione, che sono fondamentali per lo sviluppo del settore al fine di contrastare ad esempio i cambiamenti climatici, che causano diminuzione di produttività”. Solo così, con l’adeguata attenzione innanzitutto delle istituzioni, “il Piano  Strategico Nazionale potrà realmente diventare fattore di sviluppo -ha concluso Scanavino- e consentire di costruire una nuova fase dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano”.

“Da parte vostra -ha affermato il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero rivolgendosi alla platea di Anabio e Cia- c’è una grande azione di sostegno a un comparto che sta crescendo e per questo vi ringrazio. Allo stesso tempo vi invito ad assumervi ulteriori sfide per garantire uno sviluppo adeguato del biologico”. In questo senso, ha aggiunto Olivero, “è molto importante mantenere il patto di fiducia tra aziende agricole e consumatori. A livello istituzionale, invece, continueremo a lavorare nei prossimi mesi per l’attuazione del Piano Strategico, andando avanti sull’accompagnamento, sulle azioni di promozione e soprattutto su una revisione del sistema di controllo con meno burocrazia per le imprese”.

IL BIOLOGICO IN CIFRE

Struttura produttiva

  1. 55.433 operatori biologici con una crescita, nell’ultimo anno, del 6%.
  2. Tra foraggio, pascoli, cereali e oliveti e vigneti, circa 1,4 milioni di ettari coltivati a Bio, oltre l’11% della SAU nazionale e una crescita annua del 6%.
  3. Non solo produzioni vegetali ma anche zootecnia, con l’allevamento di suini e pollame in crescita di circa 15 punti percentuali.

Mercato

  1. Tra distribuzione organizzata e negozi specializzati, il mercato italiano del biologico esprime un valore al consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro. Una stima che supera i 2,5 miliardi se si considerano anche le vendite della ristorazione, dei bar e del food-service.
  2. In aumento da oltre 10 anni, i dati di crescita del mercato del biologico, relativi all’anno 2015, segnano un +20% rispetto all’anno precedente. Un risultato eccezionale  anche in riferimento al contesto di crisi o comunque di ristrettezza economica di molte famiglie e al sovrapprezzo dei prodotti biologici.
  3. Anche all’origine il “Bio” paga di più. Dall’analisi dei prezzi di alcuni prodotti appartenenti a diverse filiere, si evince che nel corso del 2015 si è registrata una crescita superiore a quella dei prodotti convenzionali:

Dinamiche dei prezzi all’origine di alcuni prodotti bio

e dei corrispondenti convenzionali

(variazioni % 2015/2014)

Tabella_prezzi_bio_prodotticonvenzionali

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