mercoledì
22 novembre 2017

14:03

Ass. Pan: “Al Ministro chiediamo scelte strategiche e coraggiose per zootecnia e settore lattiero-caseario”

(AVN) Venezia – “Ci piacerebbe che le politiche di sostegno al settore primario aiutassero chi ne ha davvero diritto e più bisogno e non che si intervenisse con il criterio, tutto italiano, della continua mediazione per non scontentare nessuno. Le proposte avanzate dal ministro Martina di modifica dei premi accoppiati della Pac sembrano rispondere più al criterio di dare un contentino a tutti, che a quello di aiutare in modo strategico un settore in forte difficoltà, come la zootecnìa, nelle aree più vocate del paese”.

E’ il giudizio dell’assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan, sul confronto avviato al tavolo interregionale delle politiche agricole sui premi della Politica agricola comunitaria. All’ordine del giorno del vertice tra gli assessori all’agricoltura delle Regioni italiane e il Ministero per le politiche agricole c’era la proposta del ministro Maurizio Martina di ‘rimodulare’ dal 2017 i premi accoppiati della Pac, cioè le particolari forme di sostegno per i settori in crisi previsti dalla programmazione europea 2014-2020.

“Abbiamo analizzato con attenzione la proposta ministeriale – riferisce l’assessore Pan – ma ci sembra che l’unico obiettivo del ministro sia di voler introdurre una misura (per la quale viene stanziata l’importante somma di 25 milioni di euro) a vantaggio di alcuni allevamenti di vacche nutrici, che attualmente non rientrano nei premi accoppiati. Secondo i nostri calcoli ne beneficeranno molto poco le regioni del nord (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna), mentre saranno molto avvantaggiate le regioni meridionali ed insulari”.

“Né l’altra misura prevista, cioè l’ampliamento del numero dei beneficiari nel riparto del cosiddetto ‘premio latte’, con il ripristino del requisito dell’iscrizione ai libri genealogici o a i registri anagrafici, porterà un aiuto significativo ai produttori veneti e del Nord Italia – prosegue Pan – perché, se i fondi stanziati rimangono invariati, l’effetto sarà pressoché ininfluente rispetto alla grave crisi del settore lattiero caseario”.

“Unica concessione al nord, presente nella proposta del Ministro, quindi è rappresentata dai 5 milioni per la macellazione dei vitelli a carne bianca, che tra l’altro abbiamo proposto anche noi, ma che sinceramente non è sufficiente per farci digerire quanto offerto alle vacche nutrici e la scarsa attenzione per un settore in crisi come quello lattiero caseario.”

“Al ministro Martina e al coordinatore delle Regioni Leonardo Di Gioia – sottolinea l’assessore veneto – abbiamo esplicitato da tempo le controproposte del Veneto. La Regione, le associazioni del settore e i produttori veneti chiedono di integrare il plafond per la carne bovina, di prevedere un apposito plafond per la macellazione dei vitelli a carne bianca e dei bovini tra i 12 e i 24 mesi inseriti nei sistemi di etichettatura o di qualità nazionale o regionale, e di adeguare la misura di sostegno prevista per il settore delle vacche da latte prevedendo un premio per i vitelli nati da incrocio con toro da carne”.

“Il Veneto, lo ricordo, è la terza regione in Italia per valore della produzione zootecnica – conclude Pan – e chiede da tempo un aggiornamento della politica agricola comunitaria e in particolare delle misure di sostegno alla zootecnìa. Ma chiediamo che gli interventi di riforma siano strategici e coraggiosi e non un ‘pannicello caldo’. Mi auguro che il confronto avviato tra Regioni e Ministero porti ad aiuti concreti per chi ha investito nell’attività zootecnica e vuole continuare a produrre con alti livelli di sicurezza e qualità”.

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