martedì
12 dicembre 2017

03:31

Verso l’inclusione socio-occupazionale

Inclusione socio occupazione di persone svantaggiate che siano disabili, giovani, donne o persone fuoriuscite dal mondo del lavoro che, attraverso il privato sociale in collaborazione con l’ente pubblico,  riescano a rientrare nel mondo del lavoro attraverso strumenti specifici che siano i patti territoriali o il Piano per il Lavoro della Regione. Federsolidarietà l’organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali e delle imprese sociali aderenti a Confcooperative del Veneto ha invitato  proprio gli addetti ai lavori e il mondo delle istituzioni a confrontarsi su questa prospettiva e azione che vede impegnato il mondo della cooperazione sociale nella nostra Regione. Ad aprire il convegno l’intervento dell’assessore all’istruzione, formazione e la lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan che ha parlato proprio di una collaborazione importante tra la la cooperazione e la Regione con le scuole (con la nascita delle cooperative scolastiche che danno risposta ai bisogni delle giovani generazioni delle scuole professionali) fino all’inclusione sociale attraverso il lavoro delle persone svantaggiate attraverso l’opera delle cooperative sociali. “ Il lavoro – ha spiegato la Donazzan – è la porta d’accesso per l’inclusione e voi come cooperative siete un nostro preziosissimo partner . Solo per fare un esempio -voi ci avete fornito l’idea dei lavori di pubblica utilità, un orizzonte nuovo ma quanto mai importante in un momento di crisi economica.  Abbiamo sempre più bisogno di azioni di coesione territoriale per i più fragili. Per fare questo dobbiamo mettere il vestito dell’unione europea adattandolo però alle persone a cui diamo un’opportunità di vita ,attraverso il pubblico e il privato, coinvolgendo il territorio, i sindaci in prima linea.  Voi del privato sociale rappresentate la parte più significativa per quantità e qualità del servizio e siete stati fondamentali soprattutto per il territorio durante la crisi. Per questo vi chiedo di continuare a lavorare assieme e a migliorare il servizio per queste persone.

Per Federsolidarietà del Veneto ha parlato il Presidente Roberto Baldo: “I modelli efficaci ed efficienti ci sono – ha commentato – così come sono disponibili risorse . C’è pure un dialogo con amministrazioni ma c’è ancora tanto lavoro da fare e molte problematiche.

La cooperazione sociale oggi in Veneto conta 700 cooperative sociali di cui 473 sono aderenti a Confcooperative Federsolidarietà che rappresentano dunque il 46% dell’intera compagine delle cooperative sociali del territorio. In totale occupiamo 1500 persone in difficoltà e altrettante persone non certificate sicuramente accolte da nostre cooperative di tipo b o tipo a dove la norma lo consente.”

Tra gli strumenti di cui si è parlato ci sono l’assegno di lavoro, i lavori pubblica utilità, patti territoriali, la legge 68, il piano regionale del lavoro, i Sil.

“Su tutte queste cose  – ha concluso Baldo – noi abbiamo un ruolo e progettualità anche futura-. il fine nostro è quello di non dimenticarci di nessuno utilizzando strumenti diversificati ma ritagliati su misura. Vogliamo cioè riuscire a profilare sempre meglio le esigenze delle persone di cui ci occupiamo con una risposta mirata.”

A seguire si sono messi a confronto esempi di inclusione socio occupazionale dai territori che hanno fatto emergere alcune necessità pratiche come l’importanza del quadro normativo regionale, della rete e interazione tra soggetti così come gli strumenti nuovi da inventare che siano diversi dal semplice collocamento lavorativo, possibilmente personalizzati.

Tante buone proposte arrivano anche dal mondo delle imprese, rappresentate oggi da Marco Moro di Morocolor Spa, azienda di circa 80 lavoratori che produce colori per bambini

“Un contatto più diretto coi centri per l’impiego sarebbe auspicabile – dice Moro – e sarebbe importante avere in stage persone con disabilità per abbattere ancora di più le barriere e mettere alla prova tutti. Noi oggi collaboriamo strettamente con 3 cooperative e stiamo progettando una piccola unità produttiva.

Sarebbe bello poter fare degli interscambi, il nostro dipendente che va in cooperativa a formare le persone e viceversa, per imparare meglio a relazionarsi.”

“Nelle politiche per il lavoro che per noi è inclusione – ha concluso Ugo Campagnaro Presidente di Confcooperative del Veneto– Confcooperative del veneto è attenta a tutte le categorie e situazioni, le più diverse. Noi non abbiamo bisogno di barricate né proclami ma usiamo il linguaggio di cortesia e collaborazione ma sappiamo dove vogliamo arrivare. E’ il lavoro il tema ma dobbiamo avere una visione a 360 gradi e perciò abbiamo bisogno di strumenti nuovi . Così come dobbiamo utilizzare leggi e norme e coniugarle con tutto il resto facendo rete”. 

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