lunedì
11 dicembre 2017

22:01

Italia Africa Business Week: Investire in Marocco

Al primo Convegno Italia-Africa è intervenuta l’avvocatessa veneta-marocchina Kaoutar Badrane

Il continente africano rappresenta il futuro per gli investimenti europei e di questo si è discusso il 17 e 18 ottobre 2017 durante l’Italia Africa Business Week (IABW) a Roma, con networking e conferenze per favorire l’incontro tra le due sponde del Mediterraneo.

Nell’evento sono intervenuti tanti relatori esperti di economia e diritto, rappresentanti dell’Italia e di vari paesi dell’Africa: tra loro l’Avvocatessa Kaoutar Badrane, esperta di diritto internazionale e contrattualistica commerciale dei paesi del Maghreb, trattando la tematica relativa le opportunità per le aziende italiane in Marocco; Félix Moloua, Ministro dell’Economia, della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Centrafricana; Mario Giro, Vice-Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Christian Adovelande, Presidente della Banca di Sviluppo dell’Africa Occidentale (BOAD); Licia Mattioli, Vice-Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione; Amani Abou-Zeid, Commissario per le Infrastrutture e l’Energia dell’Unione Africana; Nomatemba Tambo, Ambasciatrice del Sud Africa; Roberto Vigotti, Segretario Generale di RES4MED e RES4Africa; Eric Yao, Vice-Presidente dell’Ordine degli architetti del Burkina Faso; e poi tantissimi altri illustri ospiti.

Primo evento di questo genere, in esso si è discusso delle varie opportunità economiche e di partnership tra le aziende italiane e quelle africane e delle strategie per lo sviluppo in Africa. «Il Marocco risulta essere per l’Italia e per l’Europa un punto strategico nella regione mediterranea per tre motivi principali – ha affermato l’avv. Kaoutar Badrane, – ossia per la vicinanza geografica con l’Italia, la stabilità politica della monarchia e la previsione di crescita economica che lo rende “la porta d’accesso all’Africa”».

Il Marocco gode della fiducia di organismi internazionali, quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, oltre alla Banca Africana degli Investimenti, con cui il Marocco ha rafforzato i rapporti grazie anche al suo ritorno nell’Unione Africana dopo 33 anni. Esso svolge un ruolo centrale in Africa, sia per la presenza di banche nazionali nei paesi sub-sahariani, in particolare BMCE, Banque Centrale Populaire, e Attijariwafa Bank, ma anche per gli investimenti diretti di aziende di telecomunicazione (Maroc Télécom), minerarie (Managem), dei trasporti aerei (Royal Air Maroc) e per gli accordi bilaterali di cooperazione con gli altri Stati africani.

L’Italia è il terzo partner commerciale del Marocco, dove sono presenti oltre 130 imprese italiane, dovuto soprattutto ai piani di sviluppo avviati dal governo marocchino negli ultimi 10 anni sia nel settore dei servizi che in quello dell’industria. Questi piani prevedono diversi programmi: la costruzione di infrastrutture da realizzare nei prossimi vent’anni in ambito stradale, ferroviario, portuale ed aeroportuale; il “Plan Maroc Vert”, che vuole migliorare il sistema d’irrigazione per le piccole aziende agricole e permettere l’accesso alle tecniche più innovative; infine la promozione di energie rinnovabili. Entro il 2030 il Marocco dovrebbe produrre il 52 % del proprio fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili, come l’energia solare col progetto NOOR, una centrale solare termodinamica tra le più grandi al mondo, installata vicino alla città di Ouarzazate, e l’energia eolica prodotta nel Sud del paese, in particolare nel Sahara occidentale.

A livello mondiale il Marocco è al primo posto nell’esportazione di olio di argan, capperi e fagiolini, ed è al terzo posto per quanto riguarda l’olio d’oliva. Importante anche l’esportazione di sardine, l’estrazione e trasformazione di fosfati e il settore automobilistico.

Kaoutar Badrane ha quindi analizzato l’aspetto normativo che riguarda il grado di tutela degli investitori stranieri in Marocco. Il principale strumento è l’Accordo di cooperazione tra l’Unione Europea e il Regno marocchino, entrato in vigore nel 2000; esso ha dato avvio agli accordi di associazione per la partnership euro-mediterranea per creare un’area di libero commercio tra i paesi dell’Unione Europea e alcune aree del Mediterraneo. Oggi vige il libero scambio tra l’Italia ed il Marocco, con lo smantellamento di tariffe e diritti doganali per i prodotti Made in Italy.

Altri importanti accordi sono la Carta degli Investimenti, che attribuisce alcune facilitazioni fiscali e finanziarie nel quadro delle Agevolazioni doganali, e il Trattato bilaterale sulla protezione degli investimenti, firmato nel 2000 dalla Repubblica Italiana e dal Regno del Marocco. Questo trattato permette di convenire in giudizio lo Stato di fronte a un Tribunale nazionale competente o alla Corte arbitrale qualora esso violi le disposizioni adottando misure discriminatorie nei confronti di investitori stranieri. 

Questa prima conferenza dell’Italia Africa Business Week è servita a creare un collegamento stabile tra le due sponde del Mediterraneo attraverso un Forum di conoscenza economica e commerciale tra il mondo africano e quello italiano, per migliorare le relazioni e le reti, ma anche per crescere insieme in modalità win-win.

In quest’ottica lo Studio Legale Badrane, nato alla fine del 2012, si occupa di dare alle aziende ed agli investitori italiani consulenza ed assistenza giuridica e fiscale in ambito commerciale, in particolare di diritto marocchino.

Saida Hamouyehy


Foto: Roberto Antonelli

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