domenica
27 maggio 2018

19:39

Morti sul Lavoro: Veneto sempre sul podio

Un decennio di elaborazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre confermano l’emergenza in Regione. E anche il primo trimestre 2018 non smentisce la tendenza. Il Veneto è terzo per numero di decessi dopo Lombardia ed Emilia Romagna.

“Da un decennio a questa parte il Veneto è sempre stato, purtroppo, ai primi posti in Italia per numero di decessi sul lavoro. E anche in questo 2018 sembra non smentire la tendenza. Con 17 vittime registrate da gennaio a marzo, è terzo nella graduatoria nazionale dopo Lombardia (29 morti) ed Emilia Romagna (18)”.

Così Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, ha raccontato l’emergenza durante il convegno organizzato ieri (venerdì 11 maggio) da Vega Formazione al centro Cardinal Urbani di Zelarino, che ha accolto oltre 200 operatori della sicurezza aziendale del Nordest. Questi gli ultimi numeri delle morti bianche elaborati dagli esperti dell’Osservatorio, sulla base di dati Inail. Una situazione che non tende a migliorare, dunque. Anzi, pare vada pericolosamente peggiorando.

E non volge positivamente nemmeno sul fronte dell’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Perché, anche in questo caso il Veneto nei primi mesi dell’anno occupa il sesto posto in Italia, risalendo purtroppo dal settimo che occupava nel 2017.

Un incremento che si registra anche nel numero effettivo dei decessi: nel primo trimestre 2017 in effetti le vittime erano 15, mentre nel primo trimestre del 2018 si è arrivati a 17.

In provincia di Venezia i decessi registrati solo in occasione di lavoro, escludendo dunque quelli in itinere, sono stati 3 (contro i 2 dello scorso anno). E, sperare, che qualcosa possa cambiare rispetto agli scorsi anni – considerando che dal 2014 i morti sul lavoro in provincia non sono mai andati al di sotto delle 12 vittime – sembra davvero difficile.

“Quotidianamente nel nostro Paese c’è qualcuno che muore svolgendo il proprio lavoro – conclude Rossato – e nulla pare possa scalfire le statistiche che puntualmente riportano dati pressoché invariati. I morti sono tantissimi. Troppi. Spesso vengono commentati come una tragica fatalità. Mentre sappiamo benissimo come siano il frutto di gravi lacune sul fronte della sicurezza aziendale”.

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