lunedì
20 novembre 2017

04:49

Prelievo, trapianto e nuovi traguardi nella donazione e utilizzo clinico dei tessuti omologhi al centro del Congresso Europeo 2017 delle banche dei tessuti

Al centro della tre giorni che si è svolta a Treviso in particolare la donazione e l’utilizzo della membrana amniotica e il tessuto adiposo in crioconservazione

Più di 350 tra clinici e ricercatori hanno partecipato al Congresso Europeo 2017 delle banche dei tessuti che si è svolto a  Treviso dal 18 al 20 ottobre  “Eatb 2017- European Association Tissue Banks” ( www.eatb2017.eu/) .

  Al centro della tre giorni le nuove tecniche di innesto e i risultati scientifici raggiunti sul banking dei tessuti . Due in particolare le novità trattate nelle sessioni dei clinici: l’utilizzo  più diverso della membrana  amniotica e del tessuto adiposo su crioconservazione.

Non è un caso che il congresso si sia svolto nella città della Marca dove ha sede la Fondazione Banca dei Tessuti di Treviso – FBTV  www.fbtv-treviso.org/ ,  una struttura di eccellenza della Regione Veneto che processa e distribuisce tessuti in tutto il territorio nazionale e non solo.

 A presiedere la banca è il dottor Giuseppe Di Falco già presente della vicina  Fondazione Banca degli Occhi Onlus – FBOV due realtà vicine e che collaborano quotidianamente, simbolo dell’eccellenza della sanità veneta. Il motivo della scelta di Treviso come location del congresso europeo 2017 arriva proprio come riconoscimento sia degli stretti contatti della banca della Marca con le altre banche dei tessuti europei sia ai lavori scientifici pubblicati in questi anni. Di qui il prestigioso incarico di organizzare l’annuale congresso europeo delle banche dei tessuti 2017 con il coinvolgimento di 27 paesi.

Nelle sessioni giornaliere, tutte rigorosamente in inglese, si è parlato in particolare dell’utilizzo ed efficacia di due tessuti come la membrana amniotica e il tessuto adiposo.

La placenta delle mamme che partoriscono con parto programmato per esempio può essere donata e utilizzata per estrarre la membrana amniotica utilizzata in dermatologia piuttosto che nei grandi ustionati o in chirurgia oculare per trattare le ustioni oculari anche come collirio.

Noto il recente caso del bambino di 4 anni della provincia di Torino, azzannato al cranio dal pitbull di casa e curato con l’utilizzo della membrana amniotica con quale è stato possibile ricostruire lo strato di pelle che ricopre il cranio. Intervento portato a termine con successo dal chirurgo plastico di chirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino dottor Giovanni Montà. “ L’intervento è stato realizzato un mese fa – ha spiegato il dottore – e ad oggi la cicatrice si sta chiudendo. Il bambino era arrivato in ospedale con l’osso del cranio scoperto.”

E ancora ottimi risultati anche nell’utilizzo della membrana amniotica nel campo oculistico  per infiammazioni della cornea e ovviamente nel campo della medicina rigenerativa  così come per curare i neonati con spina bifida o con ulcere neonatali, che con l’utilizzo della membrana amniotica possono guarire anche in un mese senza la necessità di numerosi interventi microchirurgici.

Altro versante quello del tessuto adiposo già noto e utilizzato in campo clinico da centinaia di anni. Oggi però si sta studiando la possibilità di prelevare e crioconservare il tessuto adiposo autologo per poi utilizzarlo nel caso  del bisogno senza dover prelevare ogni volta. Le ricerche si stanno concentrando sulla durata del  tessuto adiposo crioconservato che in realtà è molto delicato e sul suo utilizzo successivo. Ne ha parlato in particolare il dottor Giorgio Berna  direttore dell’unità complessa di chirurgia plastica dell’ospedale di Treviso “ Stiamo guardando – spiega Berna – con fiducia alla ricerca sulla crioconservazione del tessuto adiposo  e alla sicurezza del prelievo e della conservazione dello stesso. Da 15 anni per esempio utilizziamo a Treviso  la tecnica del lipofilling ma questo  significa continui prelievi di grasso dal paziente. Con la crioconservazione del tessuto adiposo sarà possibile prelevare solo una volta ed utilizzarlo quando necessario. Questo non è ancora possibile ma in fase di sperimentazione. Inoltre stiamo aspettando l’autorizzazione dei comitati etici di tutti i centri coinvolti quali la chirurgia plastica di Treviso, Padova Udine e Verona”.

La Fondazione Banca dei tessuti Onlus è una fondazione costituita dall’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 2 Marca Trevigiana con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca scientifica e di assistenza sanitaria nel campo della medicina del prelievo e del trapianto; ha il compito di reperire, conservare e distribuire tessuti omologhi, certificandone l’idoneità e la sicurezza.

Qualche numero sulla donazione di tessuti in Veneto da parte di FBTV e FBOV. Nel 2016 oltre 8000 persone hanno ricevuto un trapianto, 10.500 sono stati i tessuti donati da 3700 famiglie e 17 i progetti di ricerca in essere. Quanto ai donatori multitessuto sono stati 201 di cui 175 provengono dal Veneto. I donatori viventi sono stati 1169: 39% dei tessuti donati teste di femore, il 30% dalla vene safene, il 20% dalla placente. 5771 i tessuti distribuiti, in particolare (64%) i tessuti osteo tendinei.

Il 60% dei tessuti donati dalla Fondazione Banca dei Tessuti Onlus riguardano i tessuti ossei, di varie lunghezze con diversi tipi di utilizzo , destinati in particolare ai malati oncologici .

“La Fondazione Banca dei tessuti è una Onlus senza fini di lucro – spiega il Presidente Giuseppe Di Falco già Presidente della Banca degli Occhi Onlus – Nasce come reparto ospedaliero,  come banca dei tessuti dell’ospedale di Treviso che ne è l’ ente fondatore.  Crescendo però  i bisogni e le richieste esterne alla provincia trevigiana  la banca si è costituita in Fondazione per rispondere anche alle esigenze provenienti dal resto del Veneto e a livello nazionale e internazionale. Ad oggi è una delle prime tre banche del genere in Europa”.

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