mercoledì
22 novembre 2017

11:29

Medici Senza Frontiere: Le ONG sono in mare perché l’Europa non c’è

Nei giorni scorsi uno dei temi di attualità più caldi è stato quello relativo alle Ong che soccorrono i migranti in mare. Ecco la posizione in merito di Medici Senza Frontiere:

“Durante l’audizione alla Commissione Difesa del Senato, abbiamo avuto l’opportunità di spiegare come avvengono le nostre attività di soccorso nel Mediterraneo, ribaltando con forza tutte le false accuse. Soccorriamo uomini, donne e bambini con bruciature chimiche sul corpo. Vediamo persone morire asfissiate o annegate. È vergognoso attaccare organizzazioni che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite. Siamo indignati. Non ci stiamo a subire gli attacchi di questi giorni contro il lavoro delle ONG in mare.

La macchina del fango ha scatenato sui nostri social network una valanga di commenti offensivi, pieni di odio e di veleno. Ma la stragrande maggioranza della società civile, tra cui molti di voi sostenitori, ha preso posizione a favore delle organizzazioni e ha fatto nascere l’hashtag #iostoconleONG. Tra loro gli scrittori Erri De Luca e Roberto Saviano.

In audizione siamo stati ben lieti di rispondere alle domande dei parlamentari per fugare i dubbi sulla correttezza dell’operato di chi fa ricerca in mare, senza sentirci mai sul banco degli imputati. Al contrario, crediamo che a dover salire sul banco degli imputati siano le istituzioni e i governi europei. Ogni giorno migliaia di uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare affidandosi a trafficanti senza scrupoli non perché potrebbero esserci delle barche a salvarli al largo della Libia, ma perché le politiche disumane dell’Europa non offrono nessuna alternativa legale e sicura. A favorire i trafficanti non sono le organizzazioni umanitarie ma le politiche europee.

Da quando MSF ha avviato le operazioni in mare nel 2015, abbiamo soccorso 60.390 persone. Oggi nessun attore europeo ha un mandato specifico per salvare vite in mare. Fino a quando non ci saranno vie legali e sicure per chi cerca protezione, chiediamo l’avvio urgente di un meccanismo europeo dedicato di ricerca e soccorso su larga scala.

Riaffermiamo, inoltre, il bisogno urgente di un sistema di ricerca e soccorso europeo e di canali di accesso legali e sicuri verso l’Europa, esortando le autorità italiane ed europee a reagire a una crisi umanitaria che mette a rischio migliaia di vite.

Ogni giorno migliaia di uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare affidandosi a trafficanti senza scrupoli. Non lo fanno perché potrebbero esserci delle barche a salvarli al largo della Libia, ma perché non hanno altra scelta, e le politiche europee non offrono loro alcuna alternativa. Non sono le organizzazioni umanitarie, ma le politiche europee a favorire i trafficanti”.

Durante l’audizione, MSF ha sottolineato come dalla chiusura del programma di soccorso italiano Mare Nostrum nel 2014, accusato di esercitare un ‘fattore di attrazione’, nessun intervento europeo abbia avuto come primo obiettivo quello di salvare vite in mare.

“La fine di Mare Nostrum e la sostituzione con l’operazione, molto più limitata, Triton di Frontex, non ha diminuito le partenze ma ha portato alla tragica morte in un solo giorno di circa 900 persone, il 18 aprile 2015. Esattamente due anni dopo, è stata solo la presenza delle organizzazioni umanitarie ad evitare che una tragedia di quelle proporzioni si ripetesse, e a far sì che più di 8000 persone venissero salvate in pochi giorni,” ha dichiarato De Filippi di MSF.

“Per anni una gestione dei flussi migratori basata sulla deterrenza, non solo non ha sortito i risultati attesi, ma ha avuto come conseguenza quella di spingere migliaia di persone disperate ad esporsi a rischi sempre maggiori in mare. Ad oggi, l’ostinato rifiuto dell’Europa a provvedere adeguati canali di accesso sicuri e legali, e a creare un meccanismo di soccorso dedicato e su larga scala, continua a provocare morti e sofferenze nel Mediterraneo e in Libia. A questo punto, non si può parlare di conseguenze indirette di politiche inadeguate, ma di una deliberata e senza precedenti operazione di non-intervento a soccorso di popolazioni in pericolo” conclude De Filippi.

Da quando ha avviato le operazioni di ricerca e soccorso in mare nel 2015, MSF ha salvato 60.390 persone. Un’azione sostenuta esclusivamente attraverso donazioni private, così come deriva da donazioni private il 100% dei fondi raccolti da MSF in Italia.

(cs)

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz