domenica
27 maggio 2018

19:40

Cooperativa Nuovi Spazi: Dagli asili nido ai profughi

Da un anno la Cooperativa Nuovi Spazi ha deciso di dedicarsi oltre ai servizi per l’infanzia anche all’accoglienza diffusa. 4 le donne oggi ospiti con una bambina nell’alloggio destinato. L’appello del Consorzio Veneto Insieme alla Società Civile perché sia generosa dal punto di vista abitativo

4 donne e un bambino di un anno. Sono questi i piccoli numeri della cooperativa Nuovi Spazi, una delle 13 cooperative del Consorzio Veneto Insieme, piccoli perché brevissima è la storia della cooperativa legata all’accoglienza diffusa, meno di un anno,

La cooperativa Nuovi Spazi nasce infatti nel 2001 da un gruppo di 9 donne sulla scia di un progetto di imprenditoria femminile, tutte del comune di Selvazzano Dentro, in collaborazione con il territorio.

Fino ad oggi ha gestito in particolare servizi rivolti a bimbi del nido e di centri estivi e poi negli anni ha sviluppato altri tipi di servizi, rispondendo alle esigenze del territorio , anche con progetti innovativi.

Da 9 soci iniziali nel giro di pochi anni la cooperativa oggi può contare 40 soci.

Quando il Consorzio Veneto Insieme ha chiesto chi era interessato all’accoglienza diffusa – spiega il Presidente della cooperativa Raffaele Sammarco – abbiamo sentito una sorta di dovere morale e abbiamo deciso di iniziare a lavorare in questo nuovo ambito. Ovviamente ci siamo appoggiati alle conoscenze ed esperienza di altre cooperative socie che gestiscono da anni questi servizi di accoglienza e da cui abbiamo imparato molto.”

E così la cooperativa Nuovi Spazi dai nidi è passata alla gestione dei profughi, dall’agosto del 2017 e forte dell’esperienza nei servizi alla prima infanzia si è concentrata sull’accoglienza a donne e bambini.

In futuro però, ci raccontano le educatrici, si vorrebbe lavorare anche con i maschi e in particolare con i minori non accompagnati.

Elisa Bertazzo referente dell’area accoglienza della cooperativa, già impegnata nell’integrazione di rom e sinti, ci racconta della prima esperienza di accoglienza diffusa nell’appartamento che hanno trovato in zona Padova est.

“Lo scorso agosto abbiamo iniziato ospitando due donne eritree – racconta Elisa – una di 19 anni e una trentenne con bimbo di 4 anni e un’altra donna della Guinea di anni 28 con un bimbo di due anni. Le eritree però a settembre sono uscite: una è partita in direzione del Lussemburgo e l’altra della Svezia. La donna della Guinea è uscita dall’accoglienza, perché ha voluto iniziare un percorso da sola. Da novembre così ospitiamo 2 donne nigeriane, 1 somala e 1 donna della Sierra Leone con una bimba di 1 anno.

Le stiamo accompagnando e aiutando a trovare una totale autonomia insegnando loro l’italiano e le regole dell’educazione civica e quelle sanitarie. Per le due ragazze più giovani abbiamo attivato anche dei tirocini di lavoro anche se una di loro per problemi di salute ha dovuto abbandonare.”

Delle ragazze accolte due arrivano dall’hub di Bagnoli dove sono rimaste solo un mese, nessuna però arriva direttamente dallo sbarco in Italia. Altre prima di arrivare nella cooperativa Nuovi Spazi hanno vissuto in strutture per minori, qualcuna ha vissuto anche per strada. Tutte sono senza partner o con partner che non vivono qui.

Proprio rispetto all’accoglienza diffusa nel territorio il Consorzio Veneto Insieme coglie l’occasione per lanciare un appello alla società civile.

“Confidiamo che sempre più persone – commenta Claudio Voltan del Consorzio Veneto Insieme – siano generose e mettano a disposizione soluzioni abitative magari inutilizzate o sotto utilizzate a prezzi congrui e sostenibili, senza fini speculativi”.

Per le cooperative che si occupano di “buona accoglienza”infatti è spesso difficile reperire alloggi con costi di locazione in linea con mercato.

Capita infatti che chi decide di affittare alle cooperative sociali affitta speculando sul prezzo, che risulta maggiorato , proprio perché destinate ai profughi.

Di qui la richiesta appello del Consorzio Veneto Insieme con le sue 13 cooperative sociali affinché il patrimonio immobiliare inutilizzato venga valorizzato quotando canoni con sobrietà e solidarietà.

Info: www.nuovispazi.org

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