mercoledì
24 maggio 2017

07:58

Intervista con Mario Venuti: “Il motore di vita sono i nostri sogni”

di Francesca Monti

“Motore di vita” (Microclima-Puntoeacapo/Believe Digital) è il titolo del nuovo disco di inediti di Mario Venuti, in uscita venerdì 7 aprile, e anticipato dal primo singolo “Caduto dalle stelle”, scritto dallo stesso cantautore con Kaballà.

L’album, che arriva a oltre due anni dal precedente “Il tramonto dell’occidente”, contiene 13 tracce che mettono al centro il corpo che si riscopre nella danza e nei sapori, nella percezione della musica e dell’amore, nelle meraviglie del viaggio e del creato, e vanta la collaborazione del batterista jazz e arrangiatore ritmico Luca Scorziello, che ha curato le percussioni del brano “Caduto dalle stelle”.

Abbiamo incontrato a Milano Mario Venuti e parlato con lui del nuovo disco.

 

Mario, il 7 aprile esce il tuo nuovo disco “Motore di vita”. Ci puoi raccontare com’è nato questo progetto?

“Lo spirito guida è la voglia di riscoprire questo lato più terreno, carnale, sensuale, anche perché il disco precedente era indirizzato verso un’analisi sociologica della nostra civiltà, sul declino dell’occidente. In “Motore di vita” il corpo ritrova il suo spazio vitale, ci sono gli elementi sensoriali più gustosi come nel brano “Conservare in luogo fresco”, c’è l’idea dei sapori, la cantina, la cucina, il ballo in “Caduto dalle stelle”, la musica e l’amore in “Lasciati amare”. Dal punto di vista musicale è un album orgogliosamente pop, è una materia che possiedo, di cui ho una certa esperienza sia come ascolto che come musicista, ho anche la capacità di fare del pop senza rischiare di essere troppo superficiale. La mia leggerezza ha sempre un suo peso specifico, è sempre pensosa, dà corpo alla materia pop anche se la espongo in maniera solare, gioiosa”.

Nel primo singolo, “Caduto dalle stelle”, la musica rappresenta la cura del corpo e dell’anima…

“Il potere consolatorio, balsamico della musica attraverso le canzoni è una terapia, anche oggi si cerca di usare la musica come un elemento catartico, di evasione”.

In “Spirito del mondo” parli dell’individualismo che oggi caratterizza la nostra società, ma inteso in senso positivo…

“E’ l’aspetto positivo dell’individualismo. L’individuo può avere la forza e la capacità di cambiare lo spirito del mondo, credo che in passato siamo stati molto più condizionati dall’altro mentre ora sono le forti personalità che decidono i destini personali ma a volte anche quelli collettivi.  Lo spirito del mondo lo facciamo noi, questo è il significato della canzone, ognuno di noi può fare qualcosa per cambiare il mondo”.

Il tema del brano “Tutto questo mare” è il viaggio. Ti sei ispirato a un posto particolare per scrivere questa canzone?

“Mi immagino lo scenario di un’isola greca, o tropicale, un posto al Sud, che rappresenta la nostra parte istintiva, il cuore è al sud la mente al nord. Il viaggio ti mette alla prova sia in una dimensione solitaria sia in compagnia, è un isolarsi, ci si misura con se stessi e con gli altri. E poi c’è la scoperta della terra, il viaggio è sempre uno strumento di conoscenza”.

Tra le tracce del disco c’è “Non è peccato” che hai scritto dieci anni fa per Syria. Come mai hai deciso di riproporre questo brano?

“Ho scelto di riproporla perché affronta temi ancora validi, etici, quello che si ritiene giusto o sbagliato, quello che è considerato peccato anche in senso religioso. L’evoluzione del costume, della società, della cultura fa in modo che alcune cose vengano ritenute peccato mortale, inaccettabili, poi col tempo vengono sdoganate e accettate, è l’evoluzione naturale, è accaduto col divorzio, l’aborto, le unioni gay, e in futuro ci saranno altri temi eticamente sensibili, dal fine vita all’eutanasia. Certi tabù a poco a poco li stiamo abbandonando”.

“Motore di vita” sono i sogni che muovono il mondo…

“Quella canzone racconta una favola metropolitana, questo ragazzo che ha dei superpoteri. Alla fine questi miti popolano l’immaginario delle nuove generazioni, noi avevamo Superman, l’Uomo Ragno, oggi ci sono supereroi diversi, ma sono il nutrimento degli uomini fin dai tempi dei greci, hanno accompagnato le nostre esistenze e sono un po’ fatti a nostra immagine e somiglianza. Questo mondo alimenta l’idea del sogno. I sogni sono motori di vita”.

Per quanto riguarda la cover del disco cosa ci racconti?

“Abbiamo voluto sfruttare le possibilità del corpo, rappresentando l’idea di motore di vita attraverso il movimento e poi all’interno del booklet con le immagini di altre parti del corpo che hanno delle potenzialità espressive. Mi sembrava artisticamente interessante”.

Presenterai il disco con dei live?

“Faremo poche date di presentazione, degli showcase, un antipasto di quello che sarà poi il tour estivo. Stiamo pensando all’allestimento, sarà un tour all’insegna della sobrietà e della semplicità, la forza della musica è la cosa che deve essere messa sempre in primo piano”.

Questa la tracklist dell’album “Motore di Vita”: “Conservare in luogo fresco”; “Caduto dalle stelle”; “La prima volta”; “Lasciati amare”; “Motore di vita”; “Spirito del mondo”; “Tutto questo mare”; “Se avessi altro amore”; “Non è peccato”; “Fuorimondo shop”; “Alza un po’ il volume”; “I peccati della luna”.

Dall’8 aprile Mario Venuti incontrerà il pubblico e racconterà “Motore di Vita” in un instore tour. Queste le date: l’8 aprile a Milano (ore 17.30 – Mondadori di Via Marghera, 28); il 9 aprile a Palermo (ore 18:00 – La Feltrinelli di via Cavour 133), il 10 aprile a Catania (ore 18:00 – La Feltrinelli di via Etnea 283); il 12 aprile a Roma (ore 18.00 – La Feltrinelli di via Appia Nuova 427); il 20 aprile a Torino (ore 18.30 – La Feltrinelli di Stazione Porta Nuova); il 21 aprile a Firenze (ore 18.30 – La Feltrinelli di Piazza della Repubblica, 26)

Ad aprile il cantautore presenterà live “Motore di vita”, accompagnato dalla band composta da Donato Emma alla batteria, Luca Galeano alle chitarre, Pierpaolo Latina alle tastiere e Antonio Moscato al basso, nelle seguenti date: l’11 aprile al Vinitaly and the City di Bardolino (Verona), il 18 aprile al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, il 28aprile al Rapsodia di Caserta, il 6 maggio al Blue Note di Milano, il 16 giugno alla Corte Platamone– Palazzo della Cultura di Catania.

 

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