domenica
28 maggio 2017

00:20

Intervista con Fabio Curto: “Nel brano “Via da qua” ci sono tutti i valori in cui credo”

credit foto Ana Ortega Moral

di Francesca Monti

A distanza di due anni dall’ultimo lavoro in studio, il cantautore Fabio Curto, vincitore di The Voice of Italy 2015 torna con un nuovo e intenso brano dal titolo “Via da qua” (Marasco Comunicazione/Believe Digital), in radio da venerdì 14 aprile, scritto interamente dallo stesso Fabio, prodotto e arrangiato da Simone Bertolotti presso WhiteStudio 2.0.

Il singolo è caratterizzato  da una sonorità pop folk accattivante, con l’utilizzo di strumenti popolari quali buzuki irlandese e la tammorra, attraverso cui emerge la particolare e splendida voce del cantautore, che racconta un viaggio interiore attraverso le sue emozioni e il suo stato d’animo.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Fabio Curto, che sta lavorando al nuovo disco e che quest’estate suonerà live in diverse città italiane.

Fabio, è uscito il tuo nuovo singolo “Via da qua”, un brano dal sound pop-folk. Ci racconti com’è nato e a cosa ti sei ispirato?

“Il singolo è nato in una camera d’albergo, dopo un concerto, in un periodo particolare in cui suonavo nelle grandi piazze da solo. E’ stata una prova ardua che ho superato e sono contento di questo, però c’era quella noticina di solitudine soprattutto a fine live, quando venivo portato in albergo, e da quella botta di adrenalina incredibile si passava al silenzio e a quegli ambienti sterili che non amo molto, perché preferisco quei posti autentici, con un odore vero di qualcosa di vissuto. La canzone inizia proprio dicendo “vorrei portare un grammo di campagna da annusare quando in questi strani hotel non c’è rumore…”. In questo pezzo sento la gioia di vivere, condividere e percepire attraverso l’intesa dei sensi. Per quanto riguarda l’ispirazione, ho sempre ascoltato tanta musica e ho un debole per il folk americano. E’ un brano intriso di quella materia e siamo riusciti a rendere bene in italiano quello che volevamo dire. La canzone, come dicevo prima, è nata con la chitarra in una stanza d’albergo ed è stata ultimata in campagna, dove mi sono trasferito per finire di scrivere”.

In questo pezzo sono presenti molti valori importanti in cui credi…

“Ci sono tutti i valori in cui credo, la lealtà, l’onestà, l’umiltà, non penso esistano valori più importanti e belli di questi, che ritrovo negli ambienti semplici. Dopo The Voice of Italy mi sono trovato a frequentare anche ambienti che mi appartengono poco, dove non mi sento a mio agio, io prediligo invece le situazioni informali, mi piace vivere le persone da vicino e questo si sente nel brano. Ti faccio un esempio: l’altro giorno una ragazza mi ha dato un biglietto di un parcheggio dicendomi che stava andando via e mi lasciava un’ora che aveva già pagato. Nessuno l’ha obbligata a fare questo bellissimo gesto, quando ciò accade si crea un momento di condivisione e anche un precedente per cui la persona che ha ricevuto questo regalo si sente a sua volta in dovere di fare lo stesso”.

Com’è cambiata la tua vita dopo la vittoria a “The Voice of Italy” e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“The Voice of Italy è stata un’esperienza utile e bellissima che mi ha permesso di farmi conoscere al grande pubblico, accelerando un processo che sarebbe stato più lungo senza il talent. Suono da quando ho 16 anni e avevo fondato una band black metal, quindi ho fatto una lunga gavetta, il talent non è stato una scorciatoia per avere successo. “The voice of Italy” mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista, lo rifarei se dovessi tornare indietro, anche se ho capito che il mondo televisivo mi piace poco. E’ stata un’esperienza incredibile che mi ha fatto crescere  e diventare un ometto (ride)”.

Hai avuto occasione di tornare a fare a suonare per strada come facevi prima di partecipare al talent?

“Dopo la vittoria a The Voice sono triplicati gli impegni, all’inizio ho provato a suonare per strada ma senza riuscirci, perché ho solo firmato autografi e fatto selfie. E’ stato molto gratificante, ma non ho potuto suonare. Un anno e mezzo dopo il talent ho ritentato e questa volta è andata bene ed è stato bellissimo, la mia esibizione è stata filmata da un passante e ho riscoperto il piacere di parlare con persone che non conosci e che ti dicono che con la tua musica hai cambiato la loro giornata, hai regalato loro un sorriso. E’ una cosa meravigliosa che resta confinata alla strada, a un incontro casuale, sono emozioni uniche e diverse da quelle che senti quando ad esempio canti su un grande palco”.

“Via da qua” fa da apripista a un nuovo disco?

“Sì, sto lavorando al nuovo disco, questo singolo è il primo di una serie di brani che sto elaborando, non so ancora se uscirà in autunno o la prossima primavera. Lavoreremo senza fretta per realizzare un album ben fatto”.

Quest’estate invece ti vedremo live?

“Quest’estate suonerò live con la band, faremo dei concerti belli, in cui emergeranno tutte le mie sfumature in inglese e in italiano anche di natura goliardica e circense, che mi avevano contraddistinto nel progetto La Van Guardia. Sarà uno spettacolo pulp, riunito nel rock con influenze folk. Voglio divertirmi sul palco, dopo un anno in cui mi sono preso troppo sul serio, voglio ritrovare la leggerezza e il piacere di suonare insieme ai ragazzi, la complicità e l’essere felice a fine serata, ricordandoci che stiamo facendo il mestiere che amiamo”.

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2 Commenti su "Intervista con Fabio Curto: “Nel brano “Via da qua” ci sono tutti i valori in cui credo”"

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[…] Come vi avevamo annunciato qualche giorno fa, da venerdì 14 aprile è in radio Via di qua, il nuovo singolo di Fabio Curto, che farà parte del suo nuovo lavoro, in uscita il prossimo autunno o nella primavera del 2018. Il vincitore di The Voice of Italy 2015 ha spiegato a Francesca Monti de Ilpopoloveneto.it: […]

adriana de stefano
Guest

Una bella intervista, non c’è che dire ! Quello che mi colpisce di Fabio, ogni volta che lo sento,e è la sua assoluta sincerità, una naturalezza disarmante, un animo giovanile ,amante delle cose semplici e dei rapporti di amicizia e di collaborazione artistica. Insomma , io ho per Fabio una tenerezza speciale, e sì che l’ho incontrato solo due volte per pochissimi minuti. Auguri, Fabio!

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