lunedì
25 settembre 2017

00:26

Intervista con gli Skelters: “Il concept del disco Rivoluzione 9 sono l’amore e la rincorsa dei propri sogni”

di Francesca Monti

Il 20 marzo è uscito “Rivoluzione 9”, il nuovo album degli Skelters anticipato dal singolo “Londra”. La band calabrese, formata da Giuseppe Russo (voce, chitarra, synth), Domenico Martinis (voce, chitarra solista), Louis Longo (basso), Emanuele Russo (batteria), ha presentato il nuovo disco in occasione dell’Uniweb tour, progetto che prevede esibizioni live nelle maggiori webradio universitarie italiane.

Gli Skelters nascono nel 2004, fino ad oggi hanno suonato in oltre 150 date in Italia e sono partiti per 2 tour in Europa.

Ingaggiati dalla londinese BugbearPromotions nel corso del 2007 suonano per la prima volta al DublinCastle di Londra come unica band internazionale della serata. Nel 2008 firmano con la The White Records, etichetta di Manchester, e pubblicano il singolo London Time e The White Compilation, in promozione in esclusiva per l’Inghilterra (vinile e cd). Ingaggiati da Mad in Orange Booking & Promotion (Italia) in collaborazione con Loop Promotion di Birmingham, promuovono il loro primo tour in Inghilterra, lo “Uk Spring Tour”, durante il quale suonano nuovamente al DublinCastle di Londra-Camden Town, al The Bridge House-Londra-Canning Town, al The Chameleon-Nottingham-Nottinghamshire, al Adam &EveBirmingham (West Midlands). Il loro primo album ufficiale esce il 18 dicembre 2009, intitolato Lux Mundi, prodotto e promosso dalla Thisis Core Music. Nel 2011 la band viene scelta per aprire una data dei Subsonica nel loro Eden Tour.

È uscito il vostro nuovo disco “Rivoluzione 9”, com’è nato e come mai avete scelto questo titolo?

“Sì, finalmente è uscito, abbiamo lavorato due anni in sala prove, in maniera scrupolosa e metodica, abbiamo scelto fra oltre 20 canzoni, lasciando fuori brani anche molto belli, sicuramente li useremo per il prossimo album. Volevamo dare un filo conduttore a Rivoluzione 9 e le tracce di questo album ce l’hanno: l’amore e la rincorsa dei propri sogni. Il titolo si rifà a una canzone dei Beatles contenuta nel White Album (Revolution n 9), brano esoterico dei FabFour”.

Ci sono diversi brani che guardano all’attualità: penso ad esempio a “Il mondo sottosopra” o “Kamikaze”…

“Verissimo, il nostro modo di scrittura è influenzato da quello che viviamo quotidianamente, crediamo sia giusto parlare di temi attuali, solo così la gente può riflettere sul vero stato delle cose e ritrovarsi nei nostri testi. Il testo di Kamikaze è stato scritto da Giuseppe di getto, dopo aver sentito una notizia al telegiornale (purtroppo ormai è entrato nel nostro quotidiano). Nonostante tutto ciò dobbiamo andare avanti fiduciosi, lasciando da parte l’odio e aprire il cuore”.

In “Anima” c’è invece un messaggio molto importante: seguire i propri sogni e non vendersi l’anima…

“Crediamo molto in questo concetto, più di una volta ci è stato proposto di provare la strada dei Talent ma non crediamo molto in questi meccanismi, ovviamente li rispettiamo ma non fanno per noi. Oggi giorno la gente venderebbe l’anima per un po’ di fama e di like sui social, ormai siamo in un baratro ma siamo convinti che prima o poi supereremo anche questa fase storica, basta solo crederci, amare ed essere se stessi sempre”.

Tra le tracce c’è “Londra”, una città che è stata molto importante nel vostro percorso e in cui vi siete esibiti diverse volte…

“Londra per noi rappresenta la partenza del nostro viaggio, siamo grati a questa città, siamo grati alla DeucePromotions che ha organizzato due tour in tutta l’Inghilterra, è stata una bellissima esperienza, molto formativa e incoraggiante”.

Cosa ci raccontate invece riguardo al brano “Chimica dell’Amore”?

“L’amore è la forza che tiene in equilibrio tutto l’universo, è la nostra salvezza. Senza questa chimica che si crea fra due persone che si amano non ci sarebbe più vita sulla terra, pensate quanto è forte l’amore, è incredibile!”.

Quali sono le influenze musicali che hanno ispirato il disco?

“Nasciamo come band britpop, in questo disco si sente una netta crescita verso un sound più personale, ci piace tantissimo superarci sempre di più. Il disco ha sicuramente tinte anni ‘80, a tratti Editors, a tratti super cantautorali. Il filone conduttore è il ritornello che si insinua nella mente e non va più via, non abbiamo paura di dire che suoniamo pop”.

Arrivate dall’Uniweb tour, progetto che prevede esibizioni live nelle maggiori webradio universitarie italiane. Cosa vi ha lasciato questa esperienza?

“È stata una figata, crediamo che l’Uniweb Tour lo dovrebbero fare tutte le band per capire che in Italia abbiamo tanta gente che ama la musica e che si sbatte per essa. È stato fantastico, in 5 giorni fare 12 atenei universitari, visitare 7 città diverse e confrontarsi con nostri coetanei ci ha lasciato tanta felicità e voglia di fare, ringraziamo tutte le radio che ci hanno ospitato e chi ha permesso questa fantastica esperienza”.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

“Suonare il più possibile, e per fortuna lo stiamo facendo, diventare ricchissimi ed essere più famosi dei Beatles (ridono)”.

 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz