martedì
25 aprile 2017

16:39

Intervista con Jax Jones: “You Don’t Know Me è un brano pop, con un ritornello che tutti possono cantare”

di Francesca Monti

Jax Jones (nome d’arte di Timucin Fabian Kwong Wah Aluo) è il dj e producer inglese che sta spopolando in Italia e nel mondo con la sua hit “You don’t know me”, brano trascinante in collaborazione con la vocalist Raye, il cui video su Youtube ha superato 83 milioni di views.

Il singolo sta scalando le classifiche mondiali, è stabile tra i brani più ascoltati su Spotify nel nostro paese (top 10) e nel mondo (top25) e nella Top15 di iTunes Italia, ed è stato certificato disco d’Oro in Italia.

Jax Jones trae ispirazione per la sua musica dall’hip hop, dal grime e dalla house music che lo hanno circondato fin dall’adolescenza. Queste influenze musicali traspaiono sia in studio che nei suoi live set dove suona tutti gli strumenti, arricchendoli con beat e bassi per dare ad un suono old school un tocco più fresco.

Dopo aver lavorato come autore e coproduttore al successo del 2014 di Duke Dumont “I Got U” (n.1 in UK e nominato sia a Brit che ai Grammy) e ai successivi due singoli, Jax Jones ha remixato i brani di Charli XCX e MissyElliot e Pharrell, decidendo poi di intraprendere la strada solista.

Abbiamo incontrato Jax Jones a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Jax, com’è nata la tua passione per la musica e quando hai capito che sarebbe diventata la tua professione?

“A nove anni ho cominciato a suonare la chitarra classica e mi sono iscritto a un corso musicale pagato dal governo, poi ho iniziato a scrivere canzoni e i primi beats. Mio padre voleva che diventassi un medico mentre mia madre voleva che lavorassi in banca. A scuola andavo bene e volevano per me una carriera che mi facesse diventare ricco o che mi permettesse di salvare le persone. Ma a me piaceva suonare, così a diciotto anni ho iniziato a pensare alla musica come un mestiere. Per far felici i miei genitori sono andato all’università, continuando comunque a suonare nei club. Ci sono stati anche dei momenti difficili. Faccio musica a livello professionale da quando ho ventuno anni e i soldi non arrivano così facilmente. La mia famiglia voleva che rimanessi a casa fino a quando fossi completamente autonomo. Inizialmente ho fatto tanti lavori per guadagnare qualche soldo, mi sono esibito nei club e nelle chiese e quando ho firmato un contratto con l’Atlantic Records ho pensato che avrei potuto svoltare e diventare una rockstar ma così non è stato. Alla discografica il mio album non è piaciuto e non l’ha pubblicato. Così ho pensato che forse sarebbe stato meglio andare a lavorare in un negozio. Fortunatamente sono andato avanti seguendo la strada musicale e ora sono qui”.

Quali sono le tue influenze musicali?

“Il mio imprinting musicale è legato agli ascolti della mia famiglia. A mia madre piaceva Kylie Minogue, a mio padre l’R&B, il Blues e il Soul. Poi ho ascoltato tanto la South African House che mi ha insegnato le basi dell’EDM. La House Music è arrivata verso i vent’anni, ma la consideravo come un genere commerciale che sentivo alla radio e in tv. Poi ascoltando le produzioni French Touch è nato dentro di me il desiderio di approfondire questo genere”.

Come mai hai scelto di chiamarti Jax Jones?

“È un modo di dire inglese “I’m on my Jack Jones”, cioè fare qualcosa per proprio conto. Mi sembrava il nome più adatto. Poi ho aggiunto la “x” perché nella musica house la mettono ovunque”.

Nel 2014 c’è stata la collaborazione con Duke Dumont e poi hai iniziato la carriera da solista…

“Quando ho incontrato Duke stavo cercando nuove opportunità, così abbiamo fatto un brano insieme, I Got U. All’inizio mi sembrava tutto fantastico, ma poi è diventato un po’ frustrante stare nell’ombra, mentre tutti gli applausi erano per lui e nessuno mi riconosceva. Così ho deciso di concentrarmi su me stesso, di non nascondermi più dietro a qualcuno, di scrivere le mie canzoni. Essere qui adesso è meraviglioso”.

You Don’t Know Me, il tuo nuovo singolo, ha avuto un successo mondiale. Ti aspettavi tutto questo? Com’è nata la collaborazione con Raye?

“You don’t know me è un brano più pop, con un ritornello che tutti possono cantare, e il mio obiettivo era poter arrivare a partecipare a qualche festival prestigioso. “House work”, il mio precedente singolo, ad esempio, era un brano da discoteca ma con un testo e un concetto dietro di valore e mi ha permesso di suonare in uno dei club più importanti del mondo. Quando è uscita You Don’t Know Me ho detto alla mia fidanzata che mi sarebbe piaciuto entrare in Top200 su iTunes e quando ho raggiunto la Top20 non ci potevo credere. E’ stato pazzesco. Raye è una nuova artista, una bravissima vocalist già molto conosciuta dagli addetti ai lavori e sono felice che abbia collaborato con me a questo pezzo”.

Sono stati realizzati due videoclip del singolo. Come mai questa scelta?

“Il primo videoclip è una versione cartoon di me stesso. Ho sempre voluto fare qualcosa di questo tipo, ma era necessario arrivare a più persone possibile. Quindi è stata realizzata una nuova clip. Personalmente mi piace molto il secondo video con la ragazzina che balla nella casa vuota. A tutti è capitato di essere soli in casa e cominciare a ballare come pazzi e sentirsi bene con se stessi”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sto preparando un tour nel Regno Unito, mi esibirò per la prima volta da solo, con il mio nome e senza altri artisti di supporto. Poi arriverà nuova musica, sempre sull’onda della club music radio. In futuro vorrei costruire una carriera solida e lunga, come quella di Drake e fare tanti tour mondiali”.

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz