martedì
26 settembre 2017

16:41

Intervista con i Kasabian: “For Crying Out Loud! è un disco pieno di speranza e positività”

di Francesca Monti

Il 5 maggio arriva For Crying Out Loud! (Sony Music), il nuovo disco dei Kasabian, anticipato dal singolo “You’re In Love With A Psycho”. L’album contiene dodici tracce che hanno per protagoniste le chitarre, e che fondono suoni rock, punk e funk. I testi delle canzoni guardano all’attualità, ma con la consueta ironia che caratterizza la band inglese formata da Sergio Pizzorno, Tom Meighan, Chris Edwards, Ian Matthews e Tim Carter, dando al disco energia positiva e speranza, che aiutano a guardare il mondo in modo migliore.

I Kasabian presenteranno il nuovo disco live in Italia il 19 luglio al Teatro Antico di Taormina, il 21 luglio al PostePay Sound Rock’in Roma, il 22 luglio all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta, il 23 luglio al Lucca Summer Festival e il 3 novembre al Mediolanum Forum di Assago.

Qual è lo spirito con cui avete inciso il disco?

“L’obiettivo era fare un disco allegro, felice, che ti fa sentire bene, pieno di speranza e di positività, e anche la struttura delle canzoni è quella classica con cui si racconta una storia. La tendenza a parlare di cose che riguardano l’attualità c’era già nel precedente disco, in questo momento in Europa c’è poca gioia e volevamo portare un po’ di felicità. L’album è influenzato dalla musica anni Settanta, costituita da tre elementi fondamentali: classic rock, post punk e la musica disco, però modernizzati alla nostra maniera. Non c’è nessun genere musicale che ci spaventi, l’ispirazione arriva da qualsiasi cosa”.

Quali sono gli artisti che vi piace ascoltare?

“Gli artisti che ci piacciono maggiormente e che hanno influenzato anche il nuovo disco For Crying Out Loud! sono T.Rex, Stooges, Sex Pistols, Talking Heads, Ramones, Blondie, il periodo d’oro della psichedelia. La struttura dei pezzi è quella classica, con un tempo di tre minuti e mezzo, abbiamo poi aggiunto dei brani per raggiungere i 50 minuti”.

Sul piano dei suoni, rispetto all’album precedente, c’è una maggiore presenza delle chitarre…

“È stato qualcosa di istintivo, anche se in realtà le chitarre ci sono sempre state nella nostra musica, fin dall’inizio, anche perché siamo nati come guitar band. Con questo disco siamo tornati alle nostre radici ed è stato tutto molto naturale. L’album è stato scritto in sei settimane, poi verso fine anno Sergio aveva altri due pezzi killer, Bless This Acid House e Ill Ray (The King) e li abbiamo aggiunti. Il titolo di quest’ultimo pezzo deriva dal modo in cui mi chiamava mio padre, è un’opera italiana, il Re, ma chiaramente in Inghilterra non riescono a pronunciare bene la parola Re, allora ho scritto Ill Ray (The King)”.

Da dove viene l’ironia che traspare dal disco?

“Questo senso dell’umorismo l’abbiamo sempre avuto, forse in questo disco emerge di più. Noi scherziamo su tutto, siamo inglesi…(ridono). Il linguaggio utilizzato ci rappresenta, è un dare il nostro benvenuto alle persone, accogliendole nel nostro mondo, a partire dalla cover”.

E a proposito della cover com’è nata?

“In copertina abbiamo scelto di mettere il nostro tecnico delle chitarre, lavora con noi da quindici anni e adesso ha il suo momento di gloria”.

Come mai avete scelto di chiamare il disco “For Crying Out Loud!”?

“For Crying Out Loud” è un modo di dire antiquato, un’esclamazione tipo “accidenti”, me lo dicevano i miei nonni prima di darmi uno scappellotto. E poi ci è sembrato bello perchè cry vuol dire piangere ma anche urlare, l’idea era anche quella di fare musica che viene dal cuore, da urlare a squarciagola”.

Cosa ci raccontate riguardo il primo singolo You’re In Love With A Psycho?

“In realtà è una canzone d’amore però in ogni relazione c’è quel momento in cui si arriva a fare una follia, quindi tutti possono immedesimarsi in questa canzone. Siamo tutti un po’ Psycho. E’ l’amore stesso che trasfigura, c’è sempre un pizzico di pazzia in una relazione amorosa”.

Il passaggio allo streaming ha cambiato il vostro modo di pensare gli album?

“In realtà no. Il disco per noi è un’opera d’arte, una forma che va presa nel suo insieme, se penso ai dischi che ho amato sono lavori interi, non singoli, perchè un album è qualcosa che deve rimanere con te e quando lo ascolti ti ricorda un momento della tua vita, quello che era la band in quel preciso istante. La musica moderna che cavalca le classifiche è pianificata, scritta in riunioni di dodici autori che si ritrovano a tavolino per decidere a chi deve rivolgersi quella canzone. Per cui quel tipo di musica non ha cuore o anima, invece questo disco è potente perchè è vero, sentito, e quando ci metti il cuore si sente”.

Sarete in tour in Europa e verrete anche in Italia. Che differenza riscontrare per quanto riguarda il pubblico che incontrate nei vari Paesi?

“Sembra strano ma il pubblico reagisce in modo diverso nei vari Paesi. In Italia ad esempio è divertente sentire le persone che cercano di cantare in inglese ma con il loro accento. Ed è curioso e fantastico che da voi siamo famosi per la ballad Goodbye Kiss, benchè noi siamo in primis una rock band”.

Siete una delle ultime rock band esistenti…

“È un onore, siamo sopravvissuti mentre gli altri si sono estinti, sono fossili ormai. Siamo stati bravi”.

Una delle vostre passioni è il calcio, siete tifosi del Leicester. Cosa ne pensate riguardo l’esonero di mister Ranieri?

“Ranieri per noi è un mito, ci è dispiaciuto tantissimo che sia stato cacciato in quel modo, lui resterà per sempre nel nostro cuore e in quello di ogni tifoso del Leicester City”.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz