sabato
24 giugno 2017

21:08

Intervista con gli Statuto: “Zighidà 25 è un doveroso omaggio al disco più importante della nostra carriera”

di Francesca Monti

Venerdì 21 aprile è uscito “Zighidà 25” (Universal Music), il nuovo disco degli Statuto, per celebrare il 25° anniversario dalla pubblicazione dell’album “Zighidà”. Il progetto della band torinese, composta da oSKAr (voce), Naska (batteria), Enrico Bontempi (chitarra) e Rudy (basso), è stato anticipato da “Qui non c’è il mare”, prodotto da Max Casacci, che ha come ospite d’onore Caparezza. Il singolo è una delle 3 bonus track contenute nel disco insieme a “Noi duri” e “Abbiamo vinto il festival di Sanremo”( con la partecipazione del tenore Romano Doria).

“Zigihdà 25” contiene anche 3 bonus track, tra cui il nuovo singolo: Noi duri”; “Abbiamo vinto il festival di Sanremo” (con la partecipazione del tenore Romano Doria);“Qui non c’è il mare” (feat Caparezza).

Band unica nel panorama musica italiano, gli Statuto hanno calcato tutti i più prestigiosi palchi italiani, da Sanremo al Festivalbar e si sono esibiti anche a L’Avana in un memorabile concerto a Plaza De La Revolution.

Abbiamo incontrato a Milano gli Statuto, ecco cosa ci hanno raccontato.

  

Il 21 aprile è uscito il vostro nuovo disco “Zighidà 25”  che celebra i 25 anni dalla pubblicazione del disco “Zighidà”. Come nasce questo progetto?

“l’idea di “Zighidà 25” è venuta alla Universal Music che ci ha proposto di pubblicare questo disco 25 anni dopo con un paio di bonus track, un cd dal vivo che contiene un live dell’epoca e questa rivisitazione di “Qui non c’è il mare 2017” con un ospite, Caparezza, che si è prestato in maniera encomiabile alla realizzazione del pezzo. In questo disco ci sono almeno la metà dei brani che riproponiamo dal vivo, era quasi un doveroso omaggio ripubblicare “Zighidà” in questa nuova veste dopo 25 anni, anche perchè è il disco che è seguìto alla nostra partecipazione a Sanremo e quindi è indubbiamente quello più importante della nostra carriera”.

Se doveste fermare con un’immagine il momento più bello della vostra carriera a cosa pensereste?

“Alla realizzazione nel 2005 del videoclip di Facci un gol, una canzone dedicata al nostro eroe del calcio, Pulici, che era l’attaccante del Torino dello scudetto, che noi da bambini andavamo a vedere allo stadio. Era veramente un idolo per noi, e averlo nel nostro video, protagonista in prima persona, è stata un’enorme soddisfazione. Poi ci sono tanti altri momenti belli, ad esempio abbiamo iniziato da ragazzi suonando pezzi dei Madness, Paul Weller, The Specials e poi abbiamo avuto modo di incontrali. Con Weller si è creata una conoscenza personale che all’inizio non avremmo mai immaginato”.

Restando in ambito calcistico, c’è un pezzo nel disco che si intitola “Ragazzo Ultrà” che è ancora molto attuale…

“E’ un pezzo di cui siamo molto orgogliosi, è stato scritto nel 1987, il tempo ha dato ragione sul fatto che la parte migliore del calcio nel senso dell’appartenenza e del legame ai colori sia rappresentato dagli ultras. Nel calcio moderno, condizionato dalla tv a pagamento dove dicono di voler portare le famiglie allo stadio ma con operazioni come la tessera del tifoso allontanano solamente la gente, Ragazzo Ultrà è diventato un inno di tutte le tifoserie italiane, al di là dei colori. E’ stata la prima canzone in cui si è parlato di ultras in Italia. Abbiamo suonato per un sacco di tifoserie anche rivali storiche di quella granata”.

“Abbiamo vinto il Festival di Sanremo” è il brano con cui nel 1992 avete preso parte al Festival. Tornereste all’Ariston?

“Il pezzo non era stato scritto per andare a Sanremo, doveva uscire in contemporanea al Festival, la casa discografica decise di iscriverlo senza minimamente pensare che sarebbe stato scelto, invece quel brano venne preso e noi siamo rimasti spiazzati e abbiamo fatto un referendum in Piazza Statuto per capire cosa fare, se partecipare o no. Alla fine siamo andati a Sanremo, abbiamo fatto un pezzo che ci rispecchiava, con il nostro look, per fortuna ci siamo andati perché è stato uno spartiacque nella nostra carriera. Dovessimo rifarlo adesso non andremmo al Festival con quella leggerezza e incoscienza di allora”.

Nelle vostre canzoni affrontate tematiche sociali importanti. Pensate che la musica possa invogliare la gente a riflettere su determinati argomenti?

“Quello di cui parlavamo a livello sociale in Zighidà, 25 anni fa, è ancora attuale adesso, un po’ certe situazioni sono anche peggiorate, pensiamo ai disagi metropolitani, ai quartieri periferici, alla pace che non c’è, al razzismo, al diritto alla scuola pubblica, allora noi già segnalavamo queste problematiche. Risolverle attraverso la musica è impossibile, si può cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica parlando di questi argomenti, del resto la musica è un mezzo di comunicazione molto efficace, nel nostro piccolo cerchiamo di portare messaggi importanti. Nelle nostre canzoni mettiamo la nostra vita quotidiana e vivendo queste cose direttamente sulla strada ne parliamo con cognizione di causa”.

Il primo singolo estratto “Qui non c’è il mare” vede il featuring con Caparezza. Come nasce questa collaborazione?

“Caparezza l’abbiamo conosciuto una decina di anni fa in studio da Carlo U. Rossi, che era il suo e il nostro produttore, purtroppo Carlo è mancato due anni fa in un incidente stradale e la famiglia e i suoi amici hanno fondato l’associazione Carlo Ubaldo Rossi creando una borsa di studio per giovani produttori artistici. Quando abbiamo proposto a Caparezza di lavorare con noi, gli abbiamo anche detto che tutti i diritti Siae relativi al brano sarebbero stati devoluti all’associazione, quindi ha accettato ancora più di buon grado. All’interno del pezzo Caparezza è intervenuto musicalmente in modo cospicuo, i testi che ha cantato li ha scritti lui, perché nella parte originale c’era un inserto rap molto diverso. Il suo apporto è stato fondamentale, è stato gentile e disponibile”.

Con quali artisti vi piacerebbe collaborare?

“Ce ne sarebbero tanti, da Tom Weller, ai Madness, a Elvis Costello”.

Cosa vedremo nei live?

“Lo spettacolo è diviso in due parti, nella prima cantiamo le canzoni più importanti di tutti i nostri dischi, eccetto quelle di Zighidà, che invece facciamo nella seconda, con l’inserimento in organico del sassofono”.

E’ partito da Milano il 20 aprile lo “Zighidà 25 Tour”, con cui gli Statuto porteranno il disco in tutta Italia. Queste le prime date confermate: 21 aprile al Fuori Orario di Taneto (RE); 22 aprile al Finger Food Festival (Parco della Zucca) di Bologna; 24 aprile alla Festa Partigiana di Cuneo; 25 aprile in Piazza Mazzini a Macerata; 29 aprile alla Flog di Firenze; 30 aprile al King di Pinarella di Cervia (RA); 1 maggio all’Expo Centre di Bellinzona (SVIZZERA); 2 maggio alla RTSI di Lugano (SVIZZERA); 5 maggio all’Hiroshima Mon Amour di Torino; 12 maggio al Jailbreak di Roma; 19 maggio al Crazy Bull di Genova; 8 giugno al Festival di Vauda Canavese (TO).

Tracklist del disco “Zighidà 25”: “Zighidà”; “Piazza Statuto”; “Abbiamo vinto il festival di Sanremo”; “Senza di lei”; “Piera”; “Ghetto”; “Balla”; “Moskowska”; “Quando quando quando”; “Ragazzo Ultrà”; “Non farmi ridere”; “Le – U”; “Libero”; “Baciami baciami”; “Qui non c’è il mare”.

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