giovedì
21 giugno 2018

04:28

Intervista con Riccardo Inge: “Il disco Giorno di festa rappresenta il mio biglietto da visita”

di Francesca Monti

“Giorno di festa” è l’ep d’esordio del cantautore milanese Riccardo Inge (nome d’arte di Riccardo Diaferia). Da una ballad a una canzone più cantautorale, passando per un raggaeton, il disco rappresenta la voglia di fare musica liberamente, senza vincoli particolari, raccontando storie di vita quotidiana, ed è stato anticipato dal singolo “Cosa resterà di noi” feat. Cranio Randagio, il rapper recentemente scomparso, la cui ultima apparizione è proprio nel video che accompagna il brano, girato presso la diga del Vajont.

Riccardo, puoi raccontarci com’è nato il tuo Ep d’esordio “Giorno di festa”?

“L’EP nasce dall’esigenza di presentarsi ufficialmente al mondo discografico. Nonostante gli anni passati a suonare in giro per l’Italia, non avevo ancora avuto modo di far uscire le mie canzoni. Si tratta di una collezione di 5 brani tutti diversi tra loro che ho unito in quello che ho chiamato ‘il mio biglietto da visita’”.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Cosa resterà di noi” feat. Cranio Randagio, che compare anche nel video, in quella che è stata purtroppo la sua ultima partecipazione prima della sua prematura scomparsa. Che ricordo hai di lui e come si è sviluppata questa collaborazione?

“Ho conosciuto Vittorio (aka Cranio Randagio) diversi anni fa in occasione di un concerto con il mio precedente progetto. Nel tempo siamo rimasti in contatto, ripromettendoci di fare qualcosa insieme se ci fosse stata l’opportunità. Poco prima che andasse a X-Factor lo contattai perché avevo scritto un pezzo a cui mancava qualcosa: era ‘Cosa resterà di noi’. Da lì è iniziato il nostro percorso insieme che ha portato alla realizzazione del video sulla diga del Vajont, l’ultima volta che, purtroppo, ci siamo visti”.

Il video è girato per la prima volta sulla diga del Vajont, in cui la diga simboleggia qualcosa che divide…

“La diga ha una storia triste, nonostante ancora oggi sia una struttura imponente ed eccezionale. Un’opera d’ingegneria imponente realizzata in un luogo dove non doveva essere realizzata. Proprio la tragedia rappresenta l’esasperazione del tema raccontato nella canzone: come l’essere umano sia in grado di farsi del male e di fare del male quando avremmo solo bisogno di restare un po’ più uniti”.

E di “Peter Pan” cosa ci racconti?

“L’ho scritta una sera d’estate. Ho sempre pensato al passato con nostalgia, mentre questa canzone ha la caratteristica di ricordare alcuni momenti di vita che tanti hanno vissuto. Dalle corse in motorino alla piadina dopo la serata con gli amici di sempre al mare, passando per la ricerca di dichiararsi alla ragazza che desideravi”.

Come ti sei avvicinato alla musica?

“Da piccolo mi chiamavano ‘il canterino’ e mi registravo attraverso un vecchio ‘mangiacassette’. Il primo anno delle medie i miei genitori si ritrovarono una domenica con la prima compagnia di mio padre e scoprii che aveva una band. La reunion fu d’ispirazione e da quel momento presi in mano la chitarra per imparare a suonare”.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Battisti ha fatto parte della mia vita fin dall’inizio, ma il mio più grande mito rimane Freddie Mercury. Spesso rimango imbambolato a riguardare i video dei Queen su Youtube per ore. Musica varia, versatile e creativa. Con la voglia di sorprendere e di fare la differenza”.

A luglio 2015 hai preso parte al Rockin’ 1000, un incredibile evento in cui una band composta da 1000 musicisti provenienti da tutta Italia ha suonato ‘Learn to fly’ dei Foo Fighters. Che ricordo hai di quella esperienza?

“Un’esperienza sorprendente e divertente. Non avevo nessuna aspettativa da questo evento che, al contrario, mi ha dato la spinta per iniziare il mio nuovo progetto musicale. Un po’ come se avessi fatto pace con la musica dopo un periodo molto burrascoso. L’anno scorso poi, fu ancora più incredibile: un concerto intero suonato allo stadio di Cesena davanti a 13000 persone. Ancora oggi ricordo il brivido al primo colpo di cassa dei 250 batteristi all’unisono”.

Farai dei live quest’estate?

“Certamente! Ho messo su una band con cui sto lavorando da alcuni mesi per poter essere pronti per questa estate. Iniziamo a fine Maggio a Milano e provincia con la voglia di riempire l’estate della mia musica. Non vedo l’ora di tornare sul palco”.

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