mercoledì
23 agosto 2017

02:29

Chuck Berry, un uomo inquieto liberato dal Rock and Roll

di Carlo Zannetti

“Fermi tutti questa é una rapina !”. Recitava così il “testo” della prima “canzone” del grande Chuck Berry, il quale,  in quella particolare occasione non si trovò a sfoggiare la sua mitica chitarra Gibson “ES – 335” , ma solo una volgare, vecchia e mal funzionante pistola.

Era il 1944.  Era un anno che iniziava decisamente male per quel diciottenne allampanato che contro ogni più rosea previsione da lì a poco sarebbe diventato una vera leggenda del Rock and Roll.

Alla fine si beccò una  delle sue prime condanne, nello specifico per  rapina a mano armata, con una pena da scontarsi nella casa di detenzione  “Algoa” di Jefferson City, nel Missouri.

Quell’episodio sconcertante purtroppo non fu l’unico sporadico errore di un giovane incosciente e ribelle, ma solo l’inizio di una serie di comportamenti delinquenziali molto spiacevoli che purtroppo si susseguirono  nella vita  sgangherata di un vero e proprio mito , incoronato per sempre da John Lennon in una sua  famosa frase : “Se tu volessi dare un altro nome al Rock and Roll, lo potresti chiamare Chuck Berry”.

Dove c’é amore per la musica, spesso c’é solo bontà e non c’é cattiveria. La musica unisce. La musica é quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che  riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita.

Charles Edward Anderson “Chuck” Berry nacque a Saint Louis nel 1926 e morì nel marzo del 2017 alla veneranda età di 91 anni dopo aver vissuto una vita a dir poco rocambolesca.

Fu un grande chitarrista, un buon cantante dotato di una bella voce tagliente , un cantautore sopraffino che firmò tra i tanti uno dei capolavori di sempre ovvero il brano “Johnny  B. Goode” scritto nel 1955 ma pubblicato nel 1958, che in italiano recita più o meno così: “Nella bassa Louisiana, vicino a New Orleans, nel profondo della foresta tra i sempreverde, c’era una capanna fatta di terra e legno, dove viveva un ragazzo di campagna chiamato Johnny B. Goode.  Non imparò mai a leggere ne a scrivere bene, ma suonava la chitarra come fosse un campanello. Vai!Vai!Vai, Johnny, vai! Vai, Johnny, vai! Vai, Johnny, vai!Vai, Johnny, Vai Johnny B. Goode. Portava la sua chitarra in un sacco di iuta , si sedeva sotto l’albero vicino alle rotaie , ed i vecchi ingegneri lo vedevano seduto nell’ombra mentre suonava con il ritmo che davano i conducenti. Quando la gente passava si fermava e diceva, oh, che suoni riesce a fare quel piccolo ragazzo di campagna . Vai!Vai!Vai, Johnny, vai! Vai, Johnny, vai!Vai, Johnny, vai!Vai, Johnny, Vai Johnny B. Goode . Sua madre gli diceva un giorno sarai un uomo, sarai a capo di una grande band musicale, molta gente verrà da lontano, e ti sentirà suonare mentre scenderà il tramonto. Forse un giorno il tuo nome sarà su un insegna, che dirà:  Stasera Johnny B. Goode .

Vai!Vai!Vai, Johnny, vai! Vai, Johnny, vai! Vai, Johnny, vai!Vai, Johnny, Vai Johnny B. Goode”.

In pratica semplicemente la storia della sua vita e di come nacque in lui quel nuovo ritmo così coinvolgente e pazzo.

La colonna sonora perfetta per questo racconto potrebbe essere la magnifica “Tony’s Theme” un tappeto musicale concepito in modo magistrale dal grande Giorgio Moroder per il film “Scarface”. Anche in questa storia é’ il tormento che fa da padrone, che avvelena i migliori momenti della tua vita, che strozza la gioia di un  successo, che ti fa sentire come un poveretto che si vede costretto a mangiare ogni giorno con il mal di stomaco. Forse é proprio vero che é  necessario nascere ribelli alle regole comportamentali per avere dentro quella rara scintilla che piano piano si trasforma in una fiammata innovativa e che ti conduce a creare qualcosa di assolutamente nuovo in un ambito che deve evolversi in continuazione come quello artistico. Così  Chuck Berry si distinse subito con la sua immagine sgangherata di ballerino bizzarro, e divenne famoso non solo per quel nuovo ritmo ma anche per il cosiddetto “Duck Walk” il passo dell’anatra, ovvero la sua caratteristica camminata. Chuck era diverso da tutti  ed iniziò una nuova strada resa più celebre in seguito dal grande Elvis Presley.

Chuck Berry vs Elvis Presley é  un argomento sul quale ancora adesso si interrogano molti critici.

Indimenticabile il suo duetto proprio con John Lennon che insieme a lui canta e suona “Johnny B. Goode “ nel 1972 durante il “The Mike Douglas Show”.

Charles Edward Anderson “Chuck” Berry, fu un fuorilegge salvato dal Rock and Roll, un uomo inquieto liberato dal Rock and Roll.

Forse é proprio così!  La musica a volte ti può salvare la vita.

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