martedì
17 ottobre 2017

11:47

Intervista con Giulio Wilson: il nuovo singolo “L’oro un giorno” e la collaborazione con Bobby Solo

di Francesca Monti

“Soli nel Midwest” (Immaginazione / Believe Digital) è il nuovo album d’inediti del cantautore Giulio Wilson, che ha scritto tutti i testi delle canzoni, con la collaborazione dello scrittore Roberto Piumini nei brani “Vento Arlecchino” e “Parole tra noi”. L’album, che contiene anche “Dove corre il tempo” in duetto con Bobby Solo, ha sonorità country utilizzate come espressività di un mondo rurale di cui l’artista fa parte, un punto d’incontro tra Nashville e la campagna toscana, fondendo perfettamente melodie italiane e sonorità internazionali folk.

Da maggio, poi, Giulio Wilson sarà impegnato in due appuntamenti live: il 19 maggio al Bq De Not di Milano e l’11 giugno a Scarperia nel Mugello.

Giulio, è uscito il tuo nuovo disco “Soli nel Midwest”. Come hai lavorato a questo album?

“Io sono sempre stato un musicista ma non avevo mai fatto musica come professione. Mi sono laureato in enologia, ho aperto un ristorante biologico a Firenze, e ho sempre tenuto la musica dentro, non mi ero mai messo in prima persona, poi ho sentito questa esigenza di scrivere e ho composto 50 brani. Per casualità ho mandato dei provini a un produttore, gli sono piaciuti e ho iniziato a dedicarmi alla musica più seriamente. Dopo aver fatto un Ep sono andato su Facebook, ho scritto produzioni musicali, il primo nome che mi è capitato è stato Immaginazione e ho mandato una mail con le mie canzoni. Mi hanno risposto subito e mi hanno invitato nella loro casa discografica, di cui Iacchetti è uno dei soci. Quindi sono andato a Milano e dopo aver parlato e ascoltato alcuni pezzi hanno deciso di produrre il mio disco”.

Come sono nate le collaborazioni con Roberto Piumini e con Bobby Solo?

“Ho iniziato a pensare con chi avrei voluto collaborare, mi sono ricordato che mia mamma quando ero piccolo mi leggeva una filastrocca di Roberto Piumini e quindi gli ho chiesto se voleva scrivere un brano assieme e lui ha accettato. E’ un testo poetico bellissimo, si sente che c’è dietro una penna importante. Poi a me è sempre piaciuto Bobby Solo, ascoltavo lesue canzoni quando andavo da mia nonna, così gli ho inviato una mail con dei provini e il giorno dopo mi ha chiamato sul cellulare. Sono rimasto senza parole. Lui ha sempre avuto questa visione un po’ americana della musica e abbiamo deciso di scrivere un brano insieme. Mi ha mandato un provino un po’ old style, però alla fine abbiamo fatto un pezzo rockabilly con accordi vintage resi più moderni, dal titolo Dove corre il tempo. Il testo l’ho scritto io e questa estate aprirò i concerti di Bobby Solo. E’ un grande onore ma prendo questa cosa anche con molta leggerezza. Sono un po’ imprenditore di me stesso perchè ho investito su questo mestiere dove un ritorno economico non c’è. Non ho l’ambizione di cercare successo ma di poter fare quello che mi piace, far sentire la mia musica. Oggi non è semplice vivere di musica, se non sei una persona affermata. In Italia il valore artistico e il talento non sempre vengono colti”.

E’ in radio il tuo nuovo singolo “L’oro un giorno”, accompagnato da un video, diretto da Alessandro Tresa e scritto da Roberta Colombo, con la partecipazione di Enzo Iacchetti…

“Il brano esprime un concetto importante, quasi buddista, “ciò che sei lo ricevi, quello che dai indietro avrai, brillerà l’oro un giorno, ma la ricchezza dentro te è ciò che sei”. Sono convinto che funziona nel senso che quello che ci circonda è lo specchio di quello che siamo, se vogliamo una cosa veramente possiamo mettere delle variabili affinchè questa cosa succeda, se aspettiamo che accada stando seduti è un po’ difficile, bisogna agire, mettersi in discussione. E poi quando dai ricevi, non è una regola che va presa al 100% ma le persone generose poi hanno un riconoscimento, è un concetto messo su una musica pop non banale ma ha anche un sound radiofonico. “L’oro un giorno” è il brano che introduce l’album, è il meno country, con un video in cui Enzo Iacchetti si è prestato per interpretare un senzatetto, in cui vengono raccontate scene della mia vita, particolari che solo io conosco, come ad esempio quando dico che a Milano ho perduto il mio cane e la fantasia, perchè dopo aver vissuto a Milano per diversi anni quando sono tornato a Firenze ho visto le cose in modo diverso”.

Il brano “Soli nel Midwest” è un omaggio a Johnny Cash. Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

“Non ho un riferimenro musicale preciso e non sono un artista country. perchè è un genere musicale americano non italiano. Io ho usato certe sonorità internazionali, ma scrivo e canto in italiano. Mi ispiro alla vena americana, a tutte le hit degli anni sessanta, anche al blues, ormai c’è maggiore contaminazione anche se in Italia siamo molto tradizionalisti in tutto. A Sanremo se uno porta un banjo viene visto come strano, eppure lo usava anche Secondo Casadei. Ho ascoltato tanta musica italiana, ad esempio Guccini. In ogni brano ho tratto ispirazione da un artista, ad esempio per Sulle rive mi sono ispirato a The river di Bruce Springsteen, non ho canoni precisi. Tra i miei artisti preferiti ci sono i Nomadi, Guccini, Gaber, Zucchero, mi piace la musica che emoziona. Vorrei colaborare con una persona lontana dal mio mondo musicale, ad esempio Ryan Bingham, un famoso artista country ma anche con Raphael Gualazzi o Federico Motta”.

Farai dei live questa estate?

“Canterò il 19 maggio al Bq De Not a Milano, l’11 giugno a Scarperia, nel Mugello, alla Sagra delle fragole, e poi speriamo arrivino altre date. Ho una band fantastica di musicisti professionisti. Poi mi concentrerò sull’apertura dei concerti di Bobby Solo”.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz