mercoledì
23 agosto 2017

02:32

Intervista con il cantautore Davide Peron, tra i protagonisti dello spettacolo “Una calza a salire e una a scendere”

di Francesca Monti

Il cantautore veneto Davide Peron è tra i protagonisti dello spettacolo “Una calza a salire e una a scendere”, ambientato in Carnia, nell’inverno 1916, che dopo aver toccato varie città del centro Italia, ora arriva al nord, precisamente a Rigolato (Ud) il 17 giugno, a Padova presso Palazzo Zuckermann il 25 giugno e a Redipuglia (Go) alla Dolina dei Bersaglieri il 6 luglio.

La Prima Guerra Mondiale ha portato un cambiamento radicale del volto di un’intera generazione e di una intera società. Mentre gli uomini erano al fronte le donne lavoravano nelle fabbriche, cercavano di sostenere la famiglia e in alcune aree del nostro paese hanno avuto un ruolo determinante anche per l’approvvigionamento delle prime linee. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, in Carnia più di 2.000 donne tra i 12 e i 60 anni accettarono volontariamente di fare le portatrici per rifornire le prime linee italiane. Così ogni giorno, per ventisei mesi, dall’anno 1915 all’ottobre 1917, caricati in spalla fino a 30-40 chili di rifornimento (munizioni, cibo, medicinali, attrezzi, di tutto), con ore e ore di marcia dai magazzini di fondovalle li trasportavano fino al fronte. A rischio della vita. Proprio mentre prestava la sua opera, una di loro, Maria Plozner Mentil, fu colpita a morte. Aveva 32 anni. Era nata a Timau il 17 novembre 1884. Sposata, madre di quattro figli e il marito al fronte sul Carso si trovò a vivere in mezzo ai soldati, poiché le montagne attorno al suo paese vennero trasformati in campi di battaglia. Le verrà assegnata una medaglia d’oro al valor militare, diventando un esempio per altre donne che vicino al fronte, daranno man forte ai combattenti. Le compagne ne ricordano il temperamento fermo: “Dava coraggio alle altre”.

Le parole di Maria sono accompagnate dalle intense canzoni di Davide Peron (chitarra, armonium e voce).

Nato nella provincia di Vicenza, nelle terre di nord-est, dove la pianura padana incontra le Piccole Dolomiti, Davide evidenzia in ciò che suona e canta le radici della propria terra, legata al lavoro, inteso come attività reiterata nel tempo, onesta e faticosa caratterizzata dalle bellezze naturali, soprattutto quelle montane.

Sono proprio gli elementi naturali come l’aria, la terra, il fuoco, l’acqua a giocare un ruolo primario nei suoi brani insieme ad uno dei temi che più gli sono cari: l’amore in un contesto di esperienze semplici, genuine, nella musica come nella vita.

Le sue canzoni si nutrono di semplicità, naturalezza, pulizia nella costruzione di musiche e testi. Affiora, forte, nei suoi testi anche l’impegno sociale: “La pallottola” uno dei pezzi di più marcato impegno civile, è stato scelto come inno da LIBERA (coordinamento Veneto), l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro tutti i generi di criminalità organizzate.

Davide, stai girando l’Italia con lo spettacolo “Una calza a salire e una a scendere”, ambientato ai tempi della Prima Guerra Mondiale in Carnia. Ci puoi raccontare qualcosa in più a riguardo?

“Lo spettacolo racconta la storia delle portatrici: ragazze che rifornivano le prime linee di munizioni e viveri a costo della loro vita. Racconta la storia di Maria Plozner Mentil: una storia di coraggio e amore, una storia di speranza per un futuro migliore. E’ una Grande Guerra raccontata dal punto di vista femminile, poco conosciuto”.

Come si è sviluppata la tua collaborazione per questo spettacolo?

“Lo spettacolo nasce da un’idea di Chiara D’ambros, giornalista Rai. Quando Chiara mi ha parlato della storia, subito ho sentito la necessità di metterla in scena. Sentivo il bisogno di raccontare la Grande Guerra in modo diverso, cosi con Eleonora Fontana (mia moglie e attrice di professione) abbiamo allestito lo spettacolo”.

Qualche mese fa è stato presentato il videoclip “V’è un angolo di luce”, frutto di un percorso educativo/pedagogico all’interno della Comunità Alloggio “Gruppo Famiglia”. Com’è nato questo progetto?

“Oltre che di musica come cantautore, mi occupo anche dell’aspetto curativo che essa ha come pedagogista. Seguo da qualche anno a livello educativo i ragazzi della Comunità alloggio “Gruppo Famiglia” della cooperativa Primula per persone con varie forme di disabilità che ha sede a Valdagno. Con i ragazzi è nata l’idea di fare un videoclip di una mia canzone e da lì è partito un progetto educativo-musicale: la totale realizzazione di un video da parte degli ospiti della comunità che si sono occupati della parte scenografica, attoriale e di regia dell’intero lavoro. I ragazzi per 8 mesi sono stati seguiti non solo da un’equipe multidisciplinare che li ha in cura ma anche da uno staff artistico (il regista Michele Reghellin, l’art director Mauro Boscarato e l’attrice Eleonora Fontana). Questo progetto è stato riconosciuto come uno dei migliori progetti di inclusione sociale del Veneto”.

Il brano “La pallottola”, invece, è stato scelto come inno da LIBERA, l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro la criminalità organizzata…

“Da sempre seguo Libera nelle scuole o nei convegni contro le Mafie. Credo nella lotta contro la corruzione, di qualsiasi forma sia. E’ stato naturale per me scrivere una canzone a riguardo. Don Luigi Ciotti e Don Luigi Tellatin (ex referente di Libera Veneto) si sono innamorati de “La pallottola” che è divenuta l’inno di Libera Veneto”.

A cosa ti ispiri per scrivere i testi delle tue canzoni?

“Io scrivo di ciò che vivo. Qualsiasi situazione è humus fertile per le mie canzoni. Parlo delle mie radici, delle mie montagne, della gente semplice in cui ritrovo tutta la verità. Anche l’aspetto sociale è molto presente nelle mie canzoni perchè è una parte di me che non riesco ad ignorare: l’altro, l’apertura verso il nuovo, il diverso, che non vuol dire inferiore o superiore, semplicemente un’altra cosa da quello che sono io, e quindi interessante da conoscere perchè in essa mi riconosco”.

Com’è nata la tua passione per la musica?

“Da quando sono piccolo la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a studiare musica alle elementari, poi crescendo ho frequentato il Conservatorio per un periodo. Ma ho sempre sentito anche l’esigenza di scrivere, di raccontare quello che vivevo. Con il tempo è divenuto naturale legare la musica alle parole e così ho cominciato a scrivere e a comporre le mie canzoni”.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Il mio maestro è Bob Dylan. Ma stimo moltissimo cantautori italiani come Ivano Fossati e De Andrè. Anche se da sempre ho l’impressione che ascoltando la musica classica, le opere di Bach o Vivaldi o Mozart, tutto sia già dentro lì”.

A quali progetti stai lavorando?

“Al momento sto lavorando al mio prossimo cd che uscirà a breve. In cantiere però c’è anche un nuovo progetto teatrale-musicale. Vi terrò aggiornati!”.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz