martedì
26 settembre 2017

07:30

Intervista con Gianni Sibilla, Direttore del Master in Comunicazione Musicale

a cura di Francesca Monti

Il Master in Comunicazione Musicale, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, giunto al sedicesimo anno, si rinnova con nuovi corsi e docenti, con l’obiettivo di formare a 360° i professionisti della musica di domani. Nell’edizione 2016/2017 il Master dedicherà un ciclo di lezioni ad ex-allievi, che racconteranno le case histories delle aziende in cui lavorano. Due laboratori verranno affidati ad ex allievi: Luca Di Cataldo, Direttore di produzione e Tour manager presso Ponderosa Music&Art, che terrà il corso di “Marketing e management del prodotto musicale: l’evento”, ed Elia Stabellini, Social Media Manager del team Magnolia, che terrà il laboratorio di “Social Media management per la musica”. Tra i nuovi docenti del Master, anche Gabriele Parisi, manager che in oltre vent’anni di esperienza ha curato gli interessi di artisti come Mannoia, Nek, Pausini, Raf e altri, e che terrà il nuovo corso di “Artist Management”.

Quest’anno il termine per la presentazione delle domande di ammissione è il 10 ottobre, i colloqui di selezione si svolgeranno il 20 e 21 ottobre, mentre le lezioni della sedicesima edizione cominceranno il 7 novembre 2016.

Il Master in Comunicazione Musicale è stato il primo corso universitario in Italia, rivolto a laureati di tutte le facoltà o diplomati in Conservatorio, specificatamente dedicato all’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione. Il percorso prevede un periodo di stage finalizzato all’inserimento formativo del corsista nel contesto reale della comunicazione musicale presso aziende convenzionate che hanno maturato una consolidata collaborazione con il Master, oltre ad altre che vengono ricercate ogni anno in base all’andamento del mercato del lavoro.

Ecco cosa ci ha raccontato Gianni Sibilla, Direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale.

Direttore, ci racconta in cosa consiste il Master in Comunicazione Musicale?

“E’ un master universitario, ovvero richiede un titolo di laurea o equivalente per essere ammessi, che forma professionisti della comunicazione musicale, non musicisti, non serve per diventare famosi tipo X Factor ma per gestire il prodotto musicale, quindi diventare uffici stampa, discografici, promoter, ecc. E’ stato il primo corso in Italia nel suo genere perché la musica pop all’interno dell’accademia italiana ha un ruolo un po’ defilato quindi 15 anni fa ci siamo inventati questo corso per creare un percorso di formazione certificato che rispondesse alle esigenze del mercato e formasse dei professionisti. In un ambito che ha la fama di reclutare più gente sul campo che non attraverso effettive competenze, abbiamo creato in questi 15 anni una nuova generazione di professionisti della musica. Molti uffici stampa, discografici, manager, promoter arrivano dal nostro master, che si articola tra corsi teorici, laboratori, incontri con operatori del settore e uno stage che è la prima porta di accesso al mondo del lavoro”.

Quali sono le principali novità di quest’anno?

“Quest’anno daremo ancora maggior spazio ai nostri ex studenti che ormai sono professionisti di altissimo livello, ci saranno un paio di corsi sul tema attuale di management o sulla produzione creativa che verranno affidati ai nostri ex studenti e inviteremo sempre più operatori del settore perché ormai siamo in una fase in cui gli allievi superano i maestri e hanno le capacità per insegnare a chi aspira a fare questo percorso. Tra i vari docenti ci sono Luca Di Cataldo, direttore di produzione di Ponderosa, ed Elia Stabellini, Social Media Manager del team Magnolia. Sul nostro sito ci sono delle pagine dedicate alle storie dei nostri ex studenti che raccontano il percorso che hanno fatto e che abbiamo avuto e avremo ancora come testimonial”.

La validità del corso ha permesso ad una percentuale tra il 66% e il 90% di studenti di trovare subito un lavoro…

“E’ la cosa fondamentale per un master, io dico sempre che non è un ufficio di collocamento però è un’agenzia formativa, un corso che serve per avere le competenze e un primo accesso al mondo del lavoro. Il fatto che i nostri studenti continuino poi a lavorare è la garanzia migliore che il nostro percorso formativo funziona. Il mio lavoro al di là di direttore del master è quello di giornalista musicale e lavorando nell’ambiente della musica incontro quasi ogni giorno i miei ex studenti. Questa è la nostra più grande soddisfazione”.

L’opportunità di trovare un lavoro nel campo musicale dopo il Master è sicuramente importante vista la situazione lavorativa in cui si trova il nostro Paese in questo momento…

“Il mondo della musica è molto cambiato in questi anni ma allo stesso tempo c’è un ricambio generazionale, come è inevitabile che sia, ci vogliono forze fresche che portino creatività e un nuovo modo di vedere le cose. Poi è chiaro che il mondo del lavoro si stia profondamente trasformando e la musica ne è parte in causa però le opportunità ci sono. Noi abbiamo più stage che non studenti nel senso che sono le aziende musicali che ci vengono a chiedere gli allievi perché siamo inseriti bene nel settore”.

Come si accede al Master?

“Sul sito http://almed.unicatt.it/ComunicazioneMusicale c’è un form online da compilare per essere ammessi ai colloqui di selezione che si terranno  il 21 e 22 ottobre, in cui conteranno il voto di laurea e la coerenza del curriculum rispetto al master nel senso che privilegiamo chi proviene da studi di tipo comunicativo, mentre il colloquio vale la metà del punteggio. Questo determina la graduatoria che stabilisce l’ammissione. Abbiamo 25 posti disponibili, l’ammissione non è automatica perché ci sembra garanzia di serietà vedere tutte le persone che fanno domanda e scegliere chi è più adatto e motivato a fare questo master”.

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