giovedì
21 giugno 2018

04:28

Zanoni (PD): “La relazione della Corte dei Conti mette a nudo i problemi della Pedemontana”

Venezia, 20 febbraio 2018 – “Tra due settimane sapremo se la Regione si sbaglia, perché sembra proprio che tutti i problemi economici legati alla realizzazione della Pedemontana stiano venendo a galla. E al momento quella della magistratura contabile appare come una sonora bocciatura: il piano della Giunta Zaia non regge”. È quanto dichiara Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’allarme lanciato dalla relazione della Corte dei Conti alla vigilia dell’adunanza a Roma, in programma il prossimo 6 marzo. 

“Le casse della Regione sono a rischio con la nuova convenzione – evidenzia l’esponente dem ricordando quanto messo nero su bianco dal giudice Antonio Mezzera – tutta sbilanciata a favore di Sis. La Regione Veneto dovrà versare nel giro di 39 anni ben 12.1 miliardi di euro, mentre gli incassi previsti dai pedaggi ammontano a 12.7 miliardi. Una cifra, però, che si basa su flussi di traffico fin troppo ottimistici, ovvero fino a 60mila veicoli al giorno. L’ipotesi di aumento dei transiti grazie al limite massimo di velocità alzato a 130 chilometri orari, inoltre, non può reggere, perché si tratta di una strada di tipo B, con limite a 110. Insomma tra stime di traffico da rifare, così come chiesto anche dall’Autorità nazionale anticorruzione che sollecitava l’inserimento di parametri più oggettivi per il calcolo, slittamento del cronoprogramma, delle procedure legate agli espropri e del closing finanziario, i problemi con le opere complementari e la carenza di controlli amministrativo-contabili il quadro è tutt’altro che roseo. Senza dimenticare l’esplosione dei costi, passati da meno di un miliardo di euro a oltre tre”.

“Le perplessità della magistratura contabile – insiste Zanoni – riportano alla ribalta quanto scritto nello studio di Righetti e Monti commissionato dalla Cassa depositi e prestiti,  che quasi dimezzava i flussi della Pedemontana Veneta. Sulla base di quei numeri, gli incassi in pedaggi con cui coprire il canone di disponibilità che la Regione Veneto si è impegnata a pagare a Sis sono del tutto insufficienti minando i conti pubblici. La Regione sarà chiamata a coprire i buchi con decine di milioni l’anno a solo vantaggio dei privati. Per i veneti c’è solo da augurarsi che la Conte dei Conti si stia sbagliando, ma non credo sia così, visto che i rilievi sono assai circostanziati. Vedremo adesso cosa tirerà fuori dal cilindro la Regione il 6 marzo a Roma per rispondere a queste accuse in un quadro post elettorale che è ancora difficile da immaginare”.

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