mercoledì
22 novembre 2017

14:02

Storie di emigrazione veneta

di Geremia Mancini*

Padre Arthur Garbin, fondò e diresse un istituto per bambini con gravi disabilità che divenne d’esempio per gli interi Stati Uniti, era di origini bellunesi. Il padre era nato a Fonzaso.

Arthur Garbin nacque, il 19 marzo del 1916, a Pittsburgh in Pennsylvania da Luigi ed Emma Scavino. Il padre era nato a Fonzaso, in provincia di Belluno, nel 1890 e la madre a Cravanzana in provincia di Cuneo. Il padre, viste le condizioni di grave crisi economica dell’intera zona, a soli 16 anni decise di emigrare. Voleva ad ogni costo conquistare condizioni di vita migliori e che Fonzaso in quel momento non poteva offrirgli. Luigi arrivò ad “Ellis Island” nel 1906 a bordo della nave “La Lorraine”. Inizialmente conobbe il duro lavoro della miniere e successivamente lavorò alla costruzione di una ferrovia. Poi incontrò la cuneese Emma Scavino e la sposò. Dal matrimonio nacquero due figli Mario e Arthur. La famiglia Garbin religiosissima, non aveva grandi possibilità per far studiare i ragazzi, decise di mandare Arthur, su consiglio di un sacerdote italo-americano, presso un seminario. Sarà qui che maturò la sua vocazione. Intelligente e determinato conquistò giovanissimo la laurea e già nel 1941 fu ordinato sacerdote dal Vescovo di Pittsburgh Hugh Charles Boyle presso la “Saint Vincent Archabbey” di Latrobe. Fu vice-parroco alla “St. Vincent De Paul” di Leisenting, alla “St. Clare” di Swissvale e alla “St. Januarius in Renton”. Nel 1952 fu inviato alla nascete “Saint Anthony’s School for Exceptional Children” a Oakmont in Pennsylvania, che voleva essere e sarà un Istituto d’aiuto ai bambini con gravi problemi di disabilità (soprattutto mentali). Lui ne sarà prima cappellano e poi direttore. Adorato ed amato dai bambini e dai loro famigliari. Lui amava dire ho inventato un metodo tutto mio: “Amore, amore e ancora amore”. In realtà seppe avvicinare al suo Istituto, spesso gratuitamente, il meglio di medici psichiatri e psicologi. Quando l’istituto aprì ospitava 45 bambini e quando Padre Arthur, nel 1959, lo lasciò ne contava 200. A Padre Arthur toccò poi un’altra impresa. Realizzare una Chiesa tutta nuova a Brookline un difficile quartiere di Pittsburgh. Naturalmente riuscì nell’impresa e la chiesa si chiamò “Our Lady of Loreto”. Creò intorno alla sua parrocchia una intensa attività in favore dei più poveri con mensa e scuole serali . Nel 1968 fu inviato come parroco nella Chiesa di “St. Michael” a Butler. Sarà poi direttore distrettuale della “Holy Nome Society” di Braddock/Swissvale, giudice dell’ufficio di pianificazione familiare di diocesano di Butler, direttore del programma “ Ministry to Priest” e ancora direttore de “Cardinal Wright Center” e del “St. John Vianney Manor” di Crafton. Ma ovunque sia andato e ovunque abbia operato Padre Arthur non dimenticò mai i ragazzi Oakmont che lui chiamava “i miei figli adorati” e che spessissimo si recava a visitare. Morì il 14 ottobre del 2001, dopo ben 60 anni di sacerdozio, a Coraopolis in un istituto di suore dove, fino all’ultimo, fu cappellano.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame” 

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