mercoledì
23 agosto 2017

02:27

“Apocatastasi”, l’installazione di Renato Pengo al Centro culturale Altinate San Gaetano

Apocatastasi”, l’installazione di Renato Pengo che sarà inaugurata giovedì 1 giugno 2017 alle ore 18 nell’Agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano, in Via Altinate 71 a Padova è un progetto promosso dal Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova e curato da Barbara Codogno.

Un monolite, una tela completamente bianca e di grandi dimensioni scende dal soffitto dell’agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano. Sparse a terra, a formare un giacimento del sapere, si accatastano cornici preziosamente decorate e una moltitudine di tubetti di colore usati. Una discarica scivolata giù dalla tela bianca. Da questo “giacimento” emerge la voce alterata e a tratti impercettibile del celebre critico francese Paul Restany.

Verso la fine degli anni ’90 Restany definì in un manifesto lo “Shock Tecnologico”, concepito proprio dall’artista padovano e a cui Padova nel 2012 ha dedicato l’omonima mostra ( Shock ) ai Civici Musei Eremitani.

La nobile critica che Restany dedicò a Renato Pengo viene ripresa anche da una serie di pannellature esposte nell’agorà che tratteggiano vita e poetica dell’artista, unitamente ad alcune fondamentali citazioni inerenti all’installazione che Pengo ha mutuato dal pensiero di Erasmo da Rotterdam, Maurice Blanchot, Friedrich Nietzsche, Thomas Stearns Eliot e Pier Paolo Pasolini.

L’installazione “Apocatastasi” si compone inoltre di alcune lavagne, intere e frantumate. Sulle lavagne intere l’artista agisce siglando alcuni numeri e tratteggiando brevi linee di colore. L’intervento vuole richiamare i quattro elementi della natura. Per l’autore si tratta di una sorta di archeologico “microchip”: sulle lavagne vi è simbolicamente impressa tutta la storia a noi conosciuta.

Chiude l’installazione una poetica vasca in ferro. Nell’acqua contenuta nella vasca galleggiano dei fiori perenni – sono di plastica – e alcuni dipinti realizzati su polistirolo.

Sigillano l’installazione alcune opere dell’artista che vanno dal 1990 al 2006: luminose costellazioni della vasta galassia della produzione artistica di Renato Pengo.

L’apocatastasi è il concetto globale di questa installazione. Il monolite bianco, sotto certi aspetti, richiama la celebre scena conclusiva del film “2001: Odissea nello spazio” firmata da Stanley Kubrick, dove un susseguirsi accelerato di colori traghettano il protagonista nello spazio energetico della luce bianca. Luce bianca che è energia pura. Tutto finisce e tutto avrà origine nel vuoto energetico. Il bianco rappresenta allora l’eterno ritorno energetico”. Barbara Codogno

Padova Centro culturale Altinate San Gaetano
2 giugno – 23 luglio 2017
ingresso libero
da martedì a domenica dalle h. 10.00 alle h. 19.00; chiuso i lunedì non festivi
Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
paganinl@comune.padova.it
tedeschif@comune.padova.it
padovacultura.it

RENATO PENGO apocatastasi

Se anche i sogni sognano, allora entriamo nei luoghi della visionarietà che si concretizza in questo progetto. La cultura ha bisogno di essere alimentata e la fame di cultura sfamata. Così, spazio-tempo, archeologia, architettura, pittura, virtualità, si fondono e interagiscono attraverso vibrazioni, sensazioni, emozioni e visionarietà, in un dialogo indispensabile per una ricerca di senso che non potrà avere mai fine.

Siamo in presenza del reale, del virtuale, del visibile e dell’invisibile sempre alla ricerca di nuovi giacimenti del sapere e del comunicare. Questo momento così difficile e inquietante per l’umanità mi trova impegnato, come uomo e artista, nel tentativo, dal mio modesto osservatorio, di proporre e realizzare un progetto che apra nuovi spiragli, nuove speranze, nuove percezioni per un cambiamento che tenga conto delle possibilità-necessità di dialogo, cosciente delle diversità politiche, religiose, economiche e geografiche.

In un mondo globalizzato e tecnologicamente in continua fibrillazione l’unica strada è la cultura che porta dentro di sé armonia (non egemonia) comprensione (non divisione) provocando quel salto salvifico (APOCATASTASI) senza inganni e prevaricazioni verso un nuovo umanesimo più giusto e solidale.

Allora porsi domande che producano sprofondamenti placentari, nel buio involontario senza gravità. Percorrere il sentiero obbligato lasciando impronte di effimere indulgenze verso la luce promessa del vuoto energetico.

Renato Pengo

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