lunedì
20 novembre 2017

04:48

DIGITALmeet 2017: web e politica a confronto

Luciano Violante presenta il libro Democrazie senza memoria e analizza il mutamento delle relazioni sociali nell’era digitale. Venerdì 20 Ottobre, ore 18.15, Teatro Ruzante (Padova)

Sono più di 140, per un totale di oltre 300 speaker, gli incontri (tutti rigorosamente gratis) offerti da DIGITALmeet 2017, il più grande e diffuso festival italiano sulla cultura digitale targato Fondazione Comunica e Talent Garden che va in scena dal 19 al 22 ottobre con l’hashtag #DM17. Se molti eventi sono orientati alla logica del bottom up e del contrasto al digital divide, ce ne sono altri che schierano ospiti di altissimo profilo con l’ambizione di stuzzicare i palati fini. Il mutamento delle relazioni sociali nell’era digitale: riflessi politici, giuridici e scientifici è sicuramente uno di questi.

Venerdì 20 il Teatro Ruzante di Padova ospiterà infatti il Presidente Emerito della Camera dei Deputati Luciano Violante, che parlerà del suo ultimo libro Democrazie senza memoria (Einaudi) con l’avvocato Fabio Pinelli, Presidente dell’Associazione Padova Legge, e il professor Maurizio Corbetta, Direttore della Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di un incontro in collaborazione con Padova Legge moderato dal Presidente di Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet Gianni Potti.

La riflessione di Violante prende le mosse dalla constatazione che il mondo digitale ha modificato le modalità della comunicazione ma anche i contesti sociali di riferimento, tant’è vero che la diffusione di Internet incide sullo sviluppo socioeconomico ed anche sui caratteri della democrazia. L’allarme principale riguarda le fake news, distorsioni in grado di alterare gli equilibri che in passato erano minacciati solamente dal ricorso alla violenza: Violante invita a distinguere le iniziative personali dalle vere e proprie centrali dedite alla diffusione di menzogne, espressione di una professionalizzazione diretta a condizionare l’opinione pubblica. Anche perché non tutti i lettori di una bufala leggono la sua confutazione, col risultato che recuperare il danno è difficile.

L’altro grande tema sollevato da Democrazie senza memoria in chiave digitale è quello della rappresentanza politica, che si può esercitare con strumenti inediti e accessibili a tutti. Violante infatti ricorda che in passato il confronto avveniva nelle sedi dei partiti, dove c’erano rapporti «prevalentemente discendenti» tra dirigenti politici e cittadini. Di tutto questo oggi non c’è più traccia o quasi: con i social network, infatti, chiunque può esprimere la propria opinione sulle vicende politiche senza censura né limiti di spazio o tempo. In altre parole, è in atto una laicizzazione delle relazioni politiche che sposta la comunicazione dal piano verticale a quello orizzontale e trasmette una sensazione di protagonismo. Ma la partecipazione, ricorda Violante, è soltanto apparente. E più che costruire, ci si limita a tifare per chi scende in campo in carne ed ossa.

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