lunedì
26 febbraio 2018

04:28

La storia di Vie, ex profugo ora mediatore ed agricoltore

La storia di Vie, trentenne del Mali con permesso di soggiorno, oggi volontario convivente in una struttura di accoglienza a Legnaro dove vivono altri 11 richiedenti asilo. Tra un mese sarà assunto da una cooperativa agricola di Piove di Sacco. È uno dei 46 migranti accolti dalla cooperativa Gruppo R, una delle 13 realtà del Consorzio Veneto Insieme. Vie ci racconta anche di uno spiacevole episodio di “razzismo sanitario”

Gnarega Dembele – per gli amici Vie –  arriva dal Mali e a giugno compirà 30 anni. È in Italia da 7 anni ma prima ha vissuto in Costa d’Avorio, Algeria e Libia, da dove è scappato nel 2011 quando è iniziata la guerra. È arrivato a Lampedusa con il classico barcone e dopo 15 giorni a Taranto è arrivato a Padova dove ha vissuto per due anni anche nell’ex casa occupata Don Gallo.

Oggi vive a Legnaro in una ex scuola elementare diventata alloggio per 11 richiedenti asilo, gestito da Gruppo R di Padova (afferente a Gruppo Polis www.gruppopolis.it/home/le-cooperative/gruppo-r/), una delle 13 cooperative che gestiscono le accoglienze dei richiedenti asilo nell’ambito del Consorzio Veneto Insieme.

Vie in questa grande casa svolge il compito di mediatore, o meglio detto, volontario convivente. Aiuta cioè la cooperativa a seguire gli ospiti, li aiuta a comunicare, fa sorveglianza notturna, gestisce le piccole urgenze e in caso di emergenza contatta gli operatori.

Come lo scorso fine settimana, ad esempio, quando ha chiamato l’ambulanza alle 3 del mattino perché un migrante ospite della struttura si è sentito male.

Tutto bene se non fosse che gli operatori addetti alle ambulanze, forse per l’accento e la location non gli hanno creduto e canzonandolo gli hanno risposto che le ambulanze “erano in vacanza”.

Vie ha dovuto allora chiamare un operatore della Cooperativa che ha verificato la situazione e constatato l’arrivo imminente dei sanitari.

“Non mi hanno preso in considerazione – racconta Vie – per questo ho deciso di non perdere tempo e di chiamare l’operatore della cooperativa. Non mi sono neanche arrabbiato anche se ci sono rimasto male perché si trattava di un’emergenza”.

A novembre Vie ha terminato un tirocinio in una cooperativa sociale agricola di Piove di Sacco, la Caresà. La stessa a marzo ha in prospettiva di poterlo assumere con un contratto di apprendistato.

In Mali Vie ha frequentato le scuole superiori fino a quando suo padre, che faceva l’autista, è morto in un incidente stradale. Vie a quel punto, essendo primogenito, ha dovuto lasciare la scuola e mettersi a lavorare per aiutare la madre a sostenere economicamente la famiglia.

“Nel mio paese aiutavo mia mamma nei campi – spiega Vie – per questo sapevo già lavorare nell’agricoltura. E questo mi ha aiutato molto quando ho fatto il mio tirocinio a Caresà”.

L’odissea di Vie inizia quando da ragazzino ha iniziato a lavorare in una pompa di benzina. Un brutto incidente, di cui viene accusato responsabile, lo costringono ad andarsene dal suo paese.

Qua inizia il suo peregrinare che l’ha portato a stare 2 anni in Costa D’avorio, uno in Algeria e 4 anni in Libia dove ha fatto il portiere in un albergo di notte e l’aiuto cuoco di giorno nello stesso albergo.

A Padova viene mandato alla Casa Don Gallo, dove sopporta la mancanza di acqua ed elettricità come tutti gli altri 60 inquilini fino a che, grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto tra Confcooperative e la Prefettura di Padova, è stato scelto dalla cooperativa Gruppo R per un progetto di integrazione abitativa e lavorativa. Da qui è iniziato il percorso di riscatto di Vie. Con il giusto supporto ha saputo mettere a frutto le sue esperienze pregresse, le sue competenze e la sua voglia di farcela.

Vie, inoltre, in questi anni ha imparato molto bene l’italiano, parla francese e bambara, la lingua del suo paese, ma capisce e parla anche il mandinka, la lingua parlata in Gambia, Guinea-Bissau e Senegal. Questa sua competenza e la volontà di aiutare chi si trova nella situazione in cui si è trovato lui l’hanno spinto a svolgere l’attività di mediatore alla comunità di Legnaro.

Assieme a Vie sono 32 i richiedenti asilo che attualmente gestisce la Cooperativa Gruppo R. Sono 16 uomini e 16 donne divisi in tre strutture nel padovano: Legnaro, Padova e Selvazzano. Di queste 32 persone, tre hanno già un contratto di lavoro.

Da quando nel 2014 Gruppo Polis ha iniziato ad occuparsi di accoglienza di migranti attraverso la cooperativa Gruppo R, ne ha ospitati e gestiti 46 in totale. Otto di questi hanno concluso il loro percorso e oggi sono autonomi, 3 sono andati via dall’Italia, 2 sono rientrati nell’accoglienza tramite il progetto Sprar, altri sono stati spostati in cooperative più vicine al loro posto di lavoro per agevolarli.

In totale sono 4 gli operatori dell’accoglienza operativi per il Gruppo R ai quali si aggiunge una ragazza che sta svolgendo il Servizio Civile Nazionale, un altro in Servizio Volontario Europeo e 4 volontari che aiutano nelle lezioni frontali di italiano e nella conversazione in lingua.

Tra gli operatori c’è Andrea Rigobello, responsabile dell’area inclusione sociale per la Cooperativa.

In particolare Andrea racconta di un’iniziativa lanciata lo scorso anno per gli ospiti della Cooperativa che ha riscosso molto successo e che ora vorrebbe proporre anche alle altre cooperative del Consorzio Veneto Insieme.

“Abbiamo riscontrato nelle persone accolte – spiega l’educatore –  una carenza di educazione sanitaria, dal primo soccorso, all’igiene orale, all’alimentazione fino all’educazione sessuale. Per questo abbiamo messo in piedi un breve corso di 12 ore suddivise in 3 giornate che trattava proprio queste tematiche. I docenti erano studenti di medicina all’Università di Padova che si sono impegnati in forma volontaria. Il corso è stato tenuto in lingua inglese e francese e vi hanno partecipato 27 persone su 32 accolte. Praticamente non hanno potuto partecipare solo quelli che lavoravano essendo il corso in orario diurno.”

Oltre a questo progetto extra, la cooperativa ha proposto lo scorso anno ben 35 percorsi lavorativi in collaborazione con le scuole professionali del territorio, anche più di uno per persona. Per una giovane richiedente asilo nigeriana alla fine di questi percorsi si è aperto un tirocinio che durerà fino al prossimo agosto come addetta alle pulizie nel laboratorio occupazionale di Vigodarzere, sempre gestito dalla cooperativa.

Gruppo R viene costituita come cooperativa nel 2001 all’interno di Gruppo Polis, realtà del sociale attiva a Padova da oltre trent’anni e che riunisce 4 cooperative: Polis Nova, Il Portico, Gruppo R e Sinfonia. Oltre all’accoglienza dei richiedenti asilo, Gruppo Polis si occupa di disabilità, salute mentale, emarginazione sociale, donne vittime di violenza, inserimento lavorativo e Comunicazione.

Gruppo R nasceva qualche anno prima come associazione – siamo intorno ai primi anni ’90 – dallo zelo di don Giuseppe Maniero che operava nelle cucine popolari padovane. Fu il sacerdote a dare occupazione ai senza tetto prima nel patronato per poi allargare i propri confini e attività.

Nel 2018 Gruppo R sarà coinvolta anche in un progetto di sensibilizzazione nelle scuole superiori sui temi delle migrazioni e dei diritti dei rifugiati.

Tra febbraio, marzo e aprile lo stesso Andrea Rigobello terrà una serie di incontri per due ore ciascuno con le classi superiori di Padova.

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