sabato
26 maggio 2018

14:02

Profughi che recitano in dialetto veneto

Sono le attività culturali che propone la cooperativa  Villaggio Globale ai 212 richiedenti asilo che gestisce e  accoglie nel padovano

Una commedia in italiano e dialetto veneto messa in scena da 6 profughi ospiti della cooperativa Villaggio Globale, una delle 13 realtà del Consorzio Veneto Insieme.

Succederà a giugno, ad oggi i ragazzi stanno provando tutti i venerdì pomeriggio nella sede della cooperativa a Vigonza.

 Metteranno in scena “Un giorno in pretura” grazie alla regia di Gianni Mazzucato che reciterà lui stesso assieme ai giovani richiedenti asilo, tutti africani, 3 donne e 3 uomini e all’educatore e anima della cooperativa Elias Salloum.

Ma questa è solo una delle iniziative culturali e di inclusione che la cooperativa Villaggio Globale organizza per i 212 richiedenti asilo che gestisce a Padova con l’accoglienza diffusa, in 23 appartamenti tra la città e la provincia.

Di questi 212 ragazzi però,tra le quali 30 donne, 4 famiglie e 8 minori, solo una quarantina hanno un progetto lavorativo in corso, soprattutto in ambito metalmeccanico o agricolo, attraverso accordi con le aziende del territorio.

Per questo la cooperativa propone agli altri attività educative, culturali e artistiche, per riempire loro la giornata e contemporaneamente formarli ed includerli nella società. Tra queste la sartoria, la cicloofficina e l’attività del mosaico che vengono proposte anche a 3 soggetti vulnerabili sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Tra i ragazzi c’è Akhimien Edetalen , nigeriano di 25 anni. Nel suo paese ha lasciato la  famiglia e due fratelli. Come tutti è arrivato dalla Libia con un barcone. In Nigeria faceva l’autista di camion, per questo oggi sta studiando per prendere prima la patente B poi quella per guidare autobus e camion. Le patenti infatti non sono equiparate.  Akhimien sta anche studiando per prendere il diploma di scuola secondaria di primo grado. “E’ dal 2015 che sono qui – racconta il ragazzo – ho imparato bene l’italiano e qui vorrei rimanere e diventare un autista. Mi piace anche recitare. Nella commedia che metteremo in scena avrò il ruolo di pubblico ministero”.

La cooperativa Villaggio Globale nasce a Mestre nel 2000. Ad oggi ha sedi sia nel veneziano che a Padova. E’ impegnata in 5 progetti sprar e in 2 Cas, 1 a Padova assieme al Consorzio Veneto Insieme e 1 nel veneziano. E’ protagonista anche di un progetto per potenziali vittime di tratta e gestisce un cas per minori stranieri non accompagnati nel veneziano, unico di questo genere nel Veneto, che ospita 17 minori. Si occupa anche di housing sociale e di servizi di mediazione abitativa per alcuni comuni .Per l’accoglienza padovana sono occupati 12 educatori.

“Per integrarli al meglio – spiega Marco Zamarchi direttore della cooperativa  Villaggio Globale – la parola d’ordine è alloggio e lavoro. Per questo cerchiamo di dar loro opportunità lavorative, confrontando la domanda e offerta di lavoro dei territorio anche attraverso una chat di whatsapp dei nostri operatori. I qiali eventualmente spostano la persona con la proprie attitudini ed esperienze lavorative nei territori dove c’è un tipo di offerta di lavoro confacente.” I contratti di lavoro sono nella maggior parte di casi tirocini o assunzioni vere e proprie di almeno 6 mesi.

Tra gli educatori e tutto fare della cooperativa c’è Elias Salloum, che oltre a recitare nella commedia prossimamente in scena, occupa il suo tempo libero da medico di base in pensione ad aiutare questi ragazzi.

In prima persona offre loro assistenza sanitaria gratuita una volta la settimana e così pure visite odontoiatriche a Mellaredo di Vigonza. “Nella maggior parte di casi il problema è la tubercolosi – spiega il medico siriano – che a volte ci costringe a far ricoverare il soggetto. Così come sul versante odontoiatrico troviamo bocche che non hanno mai visto un dentista e che necessitano di curare carie così come di estrarre alcuni denti”

Salloum mette anima e corpo per i profughi. Per domenica 29 aprile ha pronta addirittura una mostra di disegni realizzati dai richiedenti asilo che raccontano il loro “viaggio della speranza” in gommone, dalla Libia all’Italia. L’occasione è la giornata interculturale in programma domenica 29 aprile nel Castello dei da Peraga a Vigonza dalle 10 alle 19 intitolata “Noi e loro” che prevede anche degustazione di cibi etnici, giochi e screening sanitario.

Ad insegnare l’arte ai giovani profughi, quelli che non lavorano c’è Samer Sibai, anche lui originario della Siria,  coordinatore del Cas di Padova per la cooperativa,  mediatore culturale e nella sua “prima vita” anche maestro d’arte.

Ai profughi insegna l’arte della tessitura e quella del mosaico in uno spazio concesso alla cooperativa nella zona industriale di Vigonza, dove si trova anche una ciclofficina aperta a tutti. 

“Impieghiamo così – spiega Sibai – il loro tempo in attività utili, culturali e che magari possano  diventare un’esperienza importante ai fini lavorativi. Bisogna cominciare infatti a vedere questi ragazzi non solo come braccia da lavoro ma anche come soggetti portatori di arte. Questa è la vera inclusione sociale, è un modo diverso per loro di rappresentarsi e di donare anche qualcosa di diverso a noi”

Tra qualche settimana nello spazio di lavoro arriverà anche un telaio a muro per creare arazzi grazie ad un videoproiettore che darà l’immagine da tessere poi sull’arazzo stesso. Il tutto con scarti di tessuto, che arrivano direttamente dalla Siria o dalle aziende del posto.

Naturalmente non manca l’accompagnamento scolastico ai ragazzi.

Il 35% di queste persone infatti è analfabeta, sia perché non è mai andato a scuola sia rispetto al segno, al fatto che ha sempre utilizzato un’altra grafia, quella araba.

Molti di loro stanno anche prendendo la patente di guida, visto che non sono equiparate alle nostre.


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