venerdì
20 ottobre 2017

10:50

“Matteotti, il combattente generoso”: Intervista con Giancarlo Moschin

A cura di Emanuele Bellato

Dopo un 2016 ricco di eventi, l’Associazione Culturale G. Matteotti di Rovigo ha deciso di fare il punto con un convegno dal titolo “Matteotti, il combattente generoso” (da una definizione di Piero Gobetti) che si terrà Venerdì 13 Gennaio 2017, a partire dalle ore 17.00, presso l’Archivio di Stato di Rovigo. A tirare le fila il Prof. Sergio Garbato, scrittore e giornalista. Saranno presenti i rappresentanti dei soggetti promotori, con la partecipazione straordinaria degli studenti del Liceo Scientifico “P. Paleocapa” di Rovigo. Durante l’incontro saranno presentati e proiettati i dvd delle celebrazioni “matteottiane” realizzati da Carlo Alberto Schiesaro.  Di tutto questo ne abbiamo parlato con Giancarlo Moschin, Presidente dell’Associazione Culturale G. Matteotti di Rovigo. Lo ringrazio per la disponibilità e l’amicizia che ci lega. 

14481748_1060459317407509_1104328826575090610_o

13403223_972305346222907_5866441754005693253_oGiancarlo, come e quando ti sei avvicinato all’opera e alla figura di Matteotti?

Bisogna partire da lontano perché io sono nativo di Fratta Polesine, quindi Matteotti è mio concittadino. Ho imparato a conoscerlo da bambino perché mia mamma e i miei zii erano braccianti. Crescendo l’ho incontrato e conosciuto nel senso che ho imparato ad apprezzare ed amare le sue idee, le sue posizioni e la sua figura non mi ha più abbandonato.

Consideri l’insegnamento di Giacomo Matteotti ancora attuale o appartenente solo alla storia?

Io credo che Giacomo Matteotti abbia anticipato la storia, anche oltre il momento attuale che stiamo vivendo: dobbiamo ancora arrivare a toccare e realizzare le intuizioni e i disegni politici che Matteotti aveva enunciato e che stava portando avanti. Se non fosse stato ucciso a soli 39 anni sarebbe probabilmente diventato un padre costituente; poteva ancora dare molto all’Italia.

Nei tuoi discorsi e negli incontri sottolinei spesso l’importanza della riscoperta di Matteotti  da parte dei giovani …

14481987_1060446030742171_8667952468919470124_oSì perché mi sono accorto che in passato si è fatto di tutto per nascondere questa figura, quindi diciamo che molti sono stati privati di un insegnamento alto. Anche questa generazione che ha vent’anni adesso sta subendo la stessa sorte: non hanno la possibilità di conoscere e praticare idee tuttora valide. Mah, si dice, è un uomo del passato, ma io credo che non sia assolutamente così per le cose che aveva intuito. Porto sempre un esempio: la scuola media unificata la predicava già negli anni ’20, oppure faccio l’esempio degli Stati Uniti d’Europa e forse li evocava anche per un altro motivo: perché capiva che la marea nera si poteva fermare solo con l’unità delle democrazie europee. E’ stato un anticipatore ma non solo in queste cose: anche sul come amministrare i comuni. Ha insegnato come fare politica, ovvero: studiare, studiare, studiare. Era preparatissimo nei bilanci, non per niente si stava preparando nel Giugno 1924 ad intervenire in Parlamento per demolire il bilancio di previsione dello Stato presentato dal governo Mussolini e questo lo poteva fare perché era un acuto e profondo conoscitore dell’argomento. Poi la lotta all’analfabetismo e tutte quelle battaglie tipiche del socialismo polesano ed italiano.

Personalmente hai conosciuto qualcuno della famiglia Matteotti?

Sì, i figli. Li ho conosciuti tutti e li ho frequentati quand’ero nel giovanile socialista: Giancarlo che era il più vecchio, Gianmatteo che era una persona squisita, eccezionale, mi piaceva moltissimo e sapeva ascoltare e Isabella, morta in casa di riposo qui a Rovigo.

tessera_matteottiCome logo dell’associazione avete usato gli occhi di Velia Titta Matteotti (compagna di Giacomo), puoi spiegare questa scelta originale?

La scelta è nata da un fatto: gli occhi di Velia hanno una scrittura sovrapposta che è quella di Giacomo Matteotti ed è il testo dell’interrogazione che è stata fatta a Mussolini per quanto riguardava le camicie nere e le loro violenze, perché già a quel tempo si erano macchiate di sangue. Allora sotto a quella scrittura gli occhi di Velia significano che Velia legge la vicenda umana e politica di Giacomo Matteotti.

01L’anno scorso in occasione del 92° anniversario della morte di Matteotti avete organizzato diversi eventi, coinvolgendo illustri studiosi e associazioni…

Sì, è stato un anno importante. Abbiamo ricordato il centenario del discorso di Matteotti del 1916 (5 Giugno 2016) tenutosi nella Sala del Consiglio provinciale di Rovigo dove condannava ed esprimeva la sua contrarietà alla guerra, attaccando chi l’aveva voluta (la posizione pacifista di Matteotti si era già manifestata con la guerra di Libia del 1911). Direi che mai come in quel momento le posizioni dei cattolici attraverso le parole di Papa Benedetto XV e quelle dei socialisti si avvicinarono. “Inutile strage” per Benedetto XV e inutile mandare a morire i figli della povera gente per i socialisti.

E’ vero, però Matteotti si distingueva anche dagli stessi compagni di partito nel senso che la maggioranza dei socialisti aveva optato per la formula “né aderire né sabotare” .

Né aderire né sabotare è stato un compromesso, per ovviare alle divisioni all’interno del partito, mentre Matteotti non era un uomo di compromessi quindi il suo discorso del 1916 è una carta di presentazione.

02Tra l’altro si tratta di un discorso originale, mai pubblicato…

Sì, l’Associazione ha fatto delle ricerche storiche. Infatti il discorso non fu verbalizzato per l’opposizione di un consigliere della destra. Si sapeva solo qualche frase ma non si conosceva fino in fondo il pensiero organico di Matteotti. Ecco, questo è stato possibile rintracciarlo grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato ed il recupero dei verbali perché Matteotti fu denunciato e dinnanzi al pretore si difese da solo. Nell’accorata autodifesa viene fuori la posizione dell’internazionalismo, del valore dell’uomo, della contrarietà alla guerra, dei rapporti di fratellanza tra i popoli, dell’uguaglianza delle persone al di là di dove si è nati o si vive.

13391464_976129229173852_3277636284006067797_oDopo la drammatizzazione andata in scena in Provincia si è svolto il tradizionale Concerto per la libertà e la pace…

Sono dieci anni che organizziamo il concerto, da quando è nata l’associazione. Non è facile organizzarlo, per via delle risorse limitate. Dunque, permettimi di dire che siamo stati bravi perché abbiamo saputo coinvolgere tanti soggetti: la Fondazione Kuliscioff, il Cedi – Turismo e Cultura, il Centro Luccini, Viva la Costituzione, l’Archivio di Stato e il Conservatorio di Rovigo. Il segreto della buona riuscita di tutti gli eventi è aver saputo coinvolgere ed utilizzare le intelligenze che ci sono all’interno di queste organizzazioni. Il concerto è stato bellissimo con i ragazzi del Conservatorio. Davvero molto bello e partecipato.

14500537_1060472640739510_5007481771202185320_oA proposito di collaborazioni è stata molto importante quella con la Fondazione Kulioscioff che ha portato da Milano a Rovigo due mostre, una a Rovigo sui giornali della Grande Guerra e una a Bosaro su Scalarini.

Certo, grazie in particolare a Marina Cattaneo (Vice-Presidente della Fondazione Anna Kuliscioff) abbiamo fatto conoscere una figura importante come Giuseppe Scalarini, non molto conosciuto, ma che è stato un grande disegnatore satirico dell’Avanti! Fu anche perseguitato dal fascismo.

Il prossimo venerdì (13 Gennaio) c’è un nuovo appuntamento presso l’Archivio di Stato dove verrà ricordato Matteotti, il combattente generoso. Puoi anticiparci qualcosa?

Presenteremo questo evento insieme all’Archivio di Stato. Sottolineavo prima l’importanza della collaborazione con l’Archivio e il direttore Luigi Contegiacomo. Venerdì riassumeremo quello che è stato il lavoro di un anno con una figura autorevole quale il Prof. Garbato, da sempre vicino alla figura di Matteotti, con suoi interventi su Il Resto del Carlino veramente significativi. Poi avremo l’opportunità di sentire dei protagonisti degli eventi a Rovigo e Bosaro. Ricordo che anche Bosaro, grazie all’ospitalità del sindaco Daniele Panella, è stata un’esperienza positiva con una Sala Consiliare piena ed un pubblico attento fino all’ultimo.

Quali sono le prossime iniziative in cantiere?

linaAbbiamo ricevuto ed approvato la proposta da parte della Fondazione Kuliscioff di parlare di Lina Merlin. Lo faremo fuori da quegli schemi stereotipati che l’accompagnano. Infatti, Lina Merlin non è solo la donna delle “case chiuse”, ovvero dell’abolizione della prostituzione legalizzata, ma è una donna che ha dato moltissimo alla democrazia: per esempio quando Matteotti fece il suo intervento alla Camera e parlava in maniera dettagliata delle cose che accadevano nel nostro Veneto, è stato proprio grazie a Lina Merlin che gli forniva notizie fresche, di prima mano. A lei si devono le parole dell’articolo 3 della Costituzione. Poi ha lottato per le donne che venivano licenziate quando si sposavano; e per i cosiddetti “figli illegittimi”. I bambini nati fuori dal matrimonio venivano bollati, nei documenti ufficiali tra cui quelli scolastici (pagelle), come figli di N.N. Lo dico perché io sono “figlio illegittimo” e quindi so cosa vuol dire sentirsi chiamare in classe, davanti a tutti, con questo termine. Ed ancora: aiutò molto le donne artigiane. Tra le sue battaglie anche quella non portata a compimento per evitare la separazione dei bambini nati in carcere dalle madri condannate.

Chi volesse iscriversi o partecipare alle attività dell’Associazione come può fare?

Abbiamo una pagina facebook e un sito internet: www.giacomomatteotti.it dove si possono seguire tutte le iniziative dell’Associazione, commentare, guardare video, relazionarsi etc…

Matteotti vive?

Si, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Nel 90° tutti hanno parlato di Matteotti, ma finite le celebrazioni molti si sono dimenticati, anche nella pratica quotidiana, di applicare quello che Matteotti ha insegnato, perché come diceva Sandro Pertini: oltre ad apparire bisogna anche essere. E abbiamo tanta gente che appare, ma non è.

ricordando-matteotti

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz