sabato
23 giugno 2018

08:15

Rovigo: Celebrato il Giorno del Ricordo 2018

Nella mattinata del 9 febbraio il Comitato Palatucci e l’Amministrazione provinciale di Rovigo, hanno organizzato le celebrazioni del Giorno del Ricordo con un primo appuntamento in Piazza Palatucci, alla presenza delle Autorità civili e militari, di un gruppo di studenti dell’I.I.S. “Viola Marchesini”, delle rappresentanze delle Associazioni combattentistiche e d’arma, dei Maestri del Lavoro polesani.

Il Presidente del Comitato Palatucci/ANPS, Flavio Ambroglini, nel salutare i presenti ha sottolineato l’odierna importanza della commemorazione sia delle Vittime italiane barbaramente uccise nelle foibe a partire dall’8 settembre 1943, che del dott.Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume italiana, Medaglia d’oro al Valor Civile, Giusto tra le Nazioni, morto nel campo di sterminio di Dachau, “reo” d’aver salvato 5000 Ebrei oltre ad un imprecisato numero di oppositori del regime nazifascista ed altre persone inserite nella lista di persone che Hitler aveva deciso di eliminare.

“Oggi più che mai – ha ribadito Ambroglini – il nostro compito è di trasmettere valori positivi alle giovani generazioni; comportamenti ed ideali da osservare per non scivolare nel qualunquistico e becero revisionismo storico che, sempre più, sta pericolosamente scivolando nel negazionismo”.

La mattinata è poi proseguita presso la Sede della Provincia ed a fare gli onori di casa è stato il Presidente Marco Trombini che ha plaudito alla presenza di tanti giovani in sala, proprio nel momento in cui i testimoni delle tragedie, quali la Shoah e le Foibe, stanno, per l’incedere del tempo, scomparendo ed appare oggi più che mei improcrastinabile sensibilizzare i giovani a non dimenticare per non diventare preda dei falsi imbonitori che sempre più frequentemente negano un passato purtroppo realmente accaduto.

Per il Comune era presente l’Assessore Gianni Saccardin il quale ha, a sua volta, delineato le tragedie legate al secondo conflitto mondiale ed anche come, nonostante la tremenda lezione, vi siano ancor oggi guerre, pulizie etniche, conflitti di vario genere, che interessano diverse aree del mondo come se il passato non fosse mai accaduto.

A seguire, il Presidente del Consiglio comunale di Rovigo e cofondatore del Comitato Palatucci, Paolo Avezzù, nell’auspicare una presa di coscienza innovativa, da promuovere in luogo della cultura dell’odio, ha invitato i giovani presenti ad una serie di riflessioni e di approfondimenti storici, utili alla formazione di una cultura della coscienza da anteporre a quella dell’odio.

Il maggiore Giuseppe Bonfiglio, presidente provinciale dell’UNUCI, concordando con quanto espresso dai precedenti relatori, ha ragionato sul ruolo degli eroi che in ogni epoca e durante ogni conflitto hanno sempre assunto comportamenti affini alle regole di guerra, senza mai sconfinare nell’odio e nella sopraffazione. La mattinata è proseguita con l’intervento del Prof.Floriano Cosmi, Delegato dell’A.N.V.G.D., esperto e cultore delle tematiche legate al “confine orientale”, il quale ha ampiamente illustrato le ragioni della presenza italiana da secoli nei territori poi occupati dapprima dai tedeschi e quindi dalle milizie titine, con conseguente costrizione all’espatrio dei nostri connazionali, molti dei quali in Patria purtroppo non fecero più ritorno essendo stati trucidati con la barbara tecnica dell’infoibamento o della reclusione sino alla morte in campi di concentramento che rimasero attivi sino agli anni ’70.

La parola è quindi passata ad Ambroglini che ha contestualizzato la figura e l’opera di Palatucci nello scenario di Fiume: “Un uomo dello stato, un disobbediente per amore di Dio, che ha salvato gli altri senza salvare sé stesso a testimonianza del suo profondo credo cristiano, pronto a pagare le estreme conseguenze del suo operato, tradendo uno stato feroce ed ipocrita, quale quello fascista, per rispondere alle grida disperate di migliaia di innocenti in fuga con l’unica parola che gli sgorgò dal cuore: PRESENTE!”

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