sabato
21 ottobre 2017

05:06

Venezia73: Monica Bellucci: “E’ fondamentale credere nell’amore in ogni tempo”

photo credit Ansa

Alla 73a Mostra del Cinema di Venezia è arrivata Monica Bellucci, protagonista del film di Emir Kusturica “On the milky road”, in concorso per il Leone d’Oro. Il film racconta l’incontro tra una donna italiana rifugiata, che sfugge da un uomo geloso e ossessivo, e un lattaio, sullo sfondo della guerra dei Balcani. Emir Kusturica, che ha anche scritto la sceneggiatura, interpreta un uomo semplice segnato dal conflitto. Ogni giorno trasporta il latte e attraversa il fronte a dorso di un asino, tenendo un ombrello nero e schivando pallottole, per portare la sua merce ai soldati. Il suo amico più fidato è un falco pellegrino. Una ragazza del paese, Milena (Sloboda Mićalović), temeraria e folle, è innamorata di lui e vuole sposarlo. Ma l’arrivo della “Sposa” (Monica Bellucci), una donna italiana bellissima e promessa in nozze al fratello di Milena, cambia tutto. On the Milky Road) si trasforma così in una rocambolesca fuga d’amore.

“Sono grata a Emir per questo ruolo, forse il più maturo che io abbia mai fatto, un personaggio completo di donna molto femminile, dolce, materna ma anche capace di entrare in azione senza scrupolo. E’ un film che racconta la guerra in Serbia, ma potrebbe essere ambientato ovunque. Nel tratteggiare la storia d’amore di due persone non più giovani che hanno vissuto tutto nella vita e non si aspettano più niente, ma invece si innamorano quasi per magia, lancia, mi sembra, un grande messaggio di speranza. E’ fondamentale credere nell’amore in ogni tempo”, ha detto Monica Bellucci, il cui personaggio è una donna attraente, che definisce la sua bellezza la sua sfortuna: “La bellezza è un’arma a doppio taglio perché genera sia curiosità che violenza. Io la vedo però più come un regalo che come una maledizione perché basta aspettare che passi”.

Il regista Emir Kusturica ha dichiarato: “On the milky road trae spunto da diversi aspetti della mia vita. Se dovessi tracciare un paragone tra il mio cinema di ieri e quello di oggi, direi che oggi tendo a guardare di più alle origini. In altri momenti della mia vita, il cinema esisteva in un dialogo con le altre arti: letteratura, pittura e così via. Questa volta, invece, mi interessava soprattutto concentrarmi sulla purezza del linguaggio cinematografico in sé. “È una storia semplice, ma girarla è stato estremamente faticoso sul piano fisico, e molto più difficile di quanto non si possa immaginare. La lavorazione si è protratta a lungo, e durante tutte le riprese e abbiamo dovuto lottare contro l’ambiente, perché avevo scelto di girare soprattutto in esterni. Cercavo paesaggi in grado di rappresentare la profondità dello spazio interiore dei personaggi principali: un uomo e una donna che si innamorano e sono pronti a sacrificarsi, dentro la natura”.

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