lunedì
20 novembre 2017

04:43

Palazzo del Cinema di Venezia: Corti di Lunga Vita

16 Novembre 2017, Ore 18.00, Palazzo del Cinema di Venezia

Proporre “nuove immagini” per parlare di anziani, malattia, demenza, Alzheimer, è una sfida importante. Sono molti i modi e i linguaggi “nuovi” per raggiungere la “prossimità”, quel cambiamento culturale su cui stiamo tanto lavorando per creare una coscienza civile e sociale nei cittadini. Per diffondere uno sguardo diverso sull’anziano.

Per questo AIP, Associazione Italiana di Psicogeriatria presieduta dal Professor Marco Trabucchi, ha aderito alla manifestazione organizzata dall’Associazione 50&Più. Si tratta della prima edizione di un concorso che vede impegnati film makers e documentaristi nella produzione di cortometraggi dal titolo “Corti di Lunga Vita” e dedicati appunti alla trattazione di tematiche che vedono l’anzianità come protagonista.

Il 16 novembre, a Venezia, alle 18.00 verranno proclamati i vincitori di questa prima edizione di “Corti di Lunga Vita”, il cui tema scelto è incontri e riconoscimenti. I vincitori verranno premiati nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.

Spiegano gli organizzatori: “Senza riconoscimento dell’altro, a prescindere da età, etnie, sesso, religione o livello culturale, non può esistere convivenza. La vecchiaia è un’età che dal punto di vista della comunicazione ha stentato ad essere riconosciuta e che fino a qualche decennio fa si preferiva ignorare”. Con questo concorso si è cercato quindi di ricondurre la riflessione su questo tempo della vita, una riflessione affidata a un linguaggio contemporaneo, efficace, in grado di trasmettere emozioni, un linguaggio trasversale e quindi rivolto a tutti: il cinema.

Le opere che verranno premiate (tutti visibili sul canale YouTube del Centro Studi 50&Più) sono state valutate da una Giuria Tecnica composta da Pupi Avati (Presidente), Lidia Ravera, Lina Pallotta, Marco Trabucchi, Anna Maria Melloni.

Sulla base delle valutazioni della giuria tecnica, le prime sei opere classificate verranno sottoposte anche a una giuria popolare che si riunirà a Venezia, il 15 di novembre. I vincitori di entrambe le giurie verranno premiati a Venezia, il 16 novembre 2017, ore 18.00, presso la Sala Grande del Palazzo del Cinema.

La giuria tecnica assegnerà tre premi in denaro: 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 euro per il secondo e 500 per il terzo. La giuria popolare assegnerà un buono viaggio da utilizzare presso l’Agenzia 50&Più Turismo del valore di 1.500 euro.

Le opere finaliste sono:

  1. The colorful life of Jenny P., di Daniele Barbiero
  2. La follia (h)a più voci, di Alessandra Cocciolo Minuz
  3. Ferruccio storia di un robottino, di Stefano De Felici
  4. Perdutamente, di Emilio Guizzetti
  5. Storia di una scatola, di Giovanni Peretti
  6. Caterina guarda Caterina, di Caterina Silva

Breve sinossi delle opere in concorso:

COLORFUL LIFE OF JENNY P. Il nonno di Jenny riesce a farle vedere il mondo a colori. Ma ogni cosa ha una fine e per la piccola è giunto il momento di affrontare una triste realtà…

LA FOLLIA (H)A PIÙ VOCI. Riflessione condivisa sulla necessità di essere sempre fedeli a se stessi, maturi e sereni nell’espressione autentica della propria diversità e unicità esistenziale.

FERRUCCIO STORIA DI UN ROBOTTINO. Duccio è un inventore per vocazione, e nel suo laboratorio casalingo tenta un’impresa eccezionale . Grazie alla sua determinazione e a un pizzico di magia, un cortocircuito darà vita a Ferruccio, un robottino nato dall’assemblaggio di aggeggi a cui è stata stravolta la destinazione d’uso .

PERDUTAMENTE. Italia 1941. In un ospedale militare un giovane soldato osserva i compagni feriti. Attraverso la radio e i giornali giungono gli echi della propaganda fascista che esalta le vittorie delle truppe italiane in Dalmazia. La percezione della realtà muta però repentinamente…

STORIA DI UNA SCATOLA. Questa è a storia di un incontro, inaspettato quanto incredibile, che ha aperto il cuore al ricordo della fanciullezza, al ricordo della casa che non c’è più, al ricordo di un paese raso al suolo e distrutto da una frana (la frana di Val Pola, Valtellina 1987)… alla consapevolezza della propria identità.

CATERINA GUARDA CATERINA. Caterina ha 93 anni e vive in un paesino dell’entroterra ligure. C’è la bellezza di Caterina e c’è la bellezza della vecchiaia, il modo di viverla nelle relazioni, nei silenzi, al lavoro nell’orto o in casa: Caterina è felice non perché cerca di essere quello che non è più, ma proprio perché vive pienamente la sua età. Perché la bellezza è lo splendore del vero. E questo non è solo un fatto privato, bensì un bene per tutti.

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