giovedì
21 giugno 2018

04:35

Progetto Fuoco Verona: Idee per costruire attorno al fuoco

Si è svolto ieri il convegno di Platform dedicato alla progettazione del fuoco. Un excursus architettonico, da Peter Zumthor a Lloyd Wright.

Verona, 23 febbraio 2018 – Il fuoco è l’archetipo della casa, fa parte della vita dell’uomo da 600.000 anni e rappresenta quindi un elemento progettuale importantissimo. Parte da questo concetto il convegno Idee intorno al fuoco, organizzato ieri a Progetto Fuoco da Platform. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei principali rappresentanti di settore, a partire dal designer Vincenzo Latina, medaglia d’Oro 2012 dell’architettura e Architetto dell’Anno 2015, che ha presentato un excursus sulle antinomie legate al concetto di fuoco –  vita/morte, terrore/salvezza, sacro/profano – ricordando come questo elemento primario susciti passioni, ma anche paura e come riesca a coinvolgere la parte irrazionale dell’uomo.

“Utilizzarlo richiede abilità, mentre per goderne a pieno occorre lasciarsi andare – ha spiegato Latina – perché il fuoco è ipnotico. Lavorare col fuoco è complesso, ma in compenso regala diversi vantaggi. Favorisce per esempio i rapporti sociali e riduce l’ansia”.

A livello architettonico, il relatore ha ricordato la Bruder-Klaus- Feldkapelle, un’opera verticale realizzata nel 2005 dall’architetto svizzero Peter Zumthor attorno a ciò che restava di un reticolo di tronchi dati volontariamente alle fiamme per creare il cuore della costruzione. E ha poi citato il proprio monumento di Lampedusa, dedicato alla memoria dei 366 richiedenti asilo morti nell’incendio di un barcone nel 2013. 

Fa riferimento invece a una delle più frequenti richieste dei clienti, inserire in casa un caminetto, Pietro Carlo Pellegrini, uno dei principali protagonisti italiani nei recuperi e ristrutturazioni di edifici storici e siti industriali, che non manca di ricordare che tutti i grandi architetti, da Frank Lloyd Wright a Antoni Gaudì, si sono cimentati in questo tipo di lavoro. 

“Il fuoco – ha detto Pellegrini – è un elemento rivoluzionario e purificatore, protagonista di rituali collettivi che vanno dalle feste popolari al Burning Man, il grande evento nel deserto del Nevada, dove i protagonisti costruiscono simulacri in legno per poi bruciarli”.

Sempre a proposito di incendi, Stefano Pujatti, vincitore di diversi concorsi, tra cui l’Archmarathon Awards di Miami, ha posto l’accento, in particolare, sulle emblematiche immagini di un rogo devastante a Los Angeles, dove le uniche strutture a restare in piedi furono i caminetti delle ville. A soffermarsi infine sull’ossessione del fuoco, che ha contagiato alcuni grandi architetti come Lloyd Wright, è Gianluca Peluffo, fondatore dello studio 5+1aa conosciuto in tutto il mondo. Una fissazione che, nel caso di Wright, si evince da due suoi grandi progetti: la Taliesin West nel deserto dell’Arizona Meridionale (patrimonio mondiale dal 2008) e la Ennis House, una villa unifamiliare isolata nel quartiere Los Feliz di Los Angeles, dove nel 1982 furono girate alcune scene del film Blade Runner. Nel primo caso, un incendio appiccato da un domestico nel 1914 causò la morte di sette persone, tra cui la moglie di Wright; nel secondo caso è ancora il fuoco a fare da protagonista, ma questa volta per il gigantesco caminetto nell’architettura dell’enorme dimora.


A Progetto Fuoco confronto sulle politiche forestali. Intervento del Ministero

Nel 2019 l’inventario delle foreste, ma prima la Legge forestale

(Verona, 23 febbraio 2018) “Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è intenzionato a far approvare la legge forestale”. A dirlo oggi a Progetto Fuoco il direttore generale della Direzione Foreste del Mipaaf, Alessandra Stefani, nel corso del convegno “Legna da ardere: mercati, criticità e prospettive per il settore” promosso da AIEL e moderato dal direttore della rivista Sherwood, Paolo Mori.

“Una politica forestale senza dati – ha detto la dirigente – è utopia. In questi giorni abbiamo avviato incontri con Istat, Agea, Crea e altri soggetti per riorganizzarne la raccolta che finora è stata lacunosa per colpa di alcune Regioni che intendono le statistiche forestali a modo loro. Acquisiremo i dati dal satellite Copernicus e il 28 febbraio alla Presidenza del Consiglio ci riuniremo con il servizio Copernicus e con i referenti forestali”.

Tra le altre novità annunciate oggi, l’invio a marzo dei dati sugli incendi boschivi da parte dei carabinieri forestali al Ministero e l’uscita nel 2019 dell’inventario forestale del controllo a terra.

Data l’esistenza di molte aziende fantasma operanti nel settore taglio legna, Alessandra Stefani ha espresso inoltre l’esigenza di far passare a livello politico il concetto di  bosco come ‘capitale naturale’:  “Solo così si faranno i controlli sul lavoro nero, altrimenti interessati solo a illegalità più cospicue”.

In riferimento ai dati poco attendibili, è intervenuto anche Davide Pettenella, docente del dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, che ha citato due casi: quello Calabria , dove all’Istat nel 2014 non risultava alcun prelievo boschivo; quello dell’Italia, dove nel 2013 risultavano tagli boschivi di livelli pari a quelli degli anni Trenta.

“Essere sprovvisti di dati certi – ha commentato il professore – è assurdo in un Paese che è l’unico in Europa ad avere un corpo di polizia forestale”.

I consumi nazionali di biomasse legnose destinate nel 2016 a produrre energia sono stati di 25,5 milioni di tonnellate, di cui 3,3 importati. Il 60% di questi (15,9 milioni di tonnellate) è impegnato come legna da ardere per consumi domestici, mentre 1,9 mln per il pellet. Il 20% delle famiglie si riscalda con biomasse legnose e 9,6 milioni di tonnellate sono impiegate nelle industrie. Secondo ISTAT, nel 2015, due milioni di tonnellate di legna da ardere sono stati prelevati dai boschi, mentre l’import italiano è stato di 3,3 milioni (Italia leader mondiale in questo import).

“Abbiamo tanti boschi, ma molto poveri in quanto si trovano spesso in zone difficilmente raggiungibili e tali da comportare un lavoro di raccolta poco redditizio”, ha spiegato Stefano Grigolato del dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, precisando inoltre che tanti boschi sono abbandonati e in molti casi risultano proprietà di individui che non sanno nemmeno di averli ereditati. E ciò rappresenta un problema, dato che il 65% del patrimonio boschivo italiano risulta privato”.

A fornire un quadro positivo, in compenso, è stato Stefano Campeotto di AIEL che ha posto l’accento sulla certificazione Biomassplus, nata per valorizzare il cippato di qualità, controllato periodicamente da un ente certificatore esterno. “La classe A1plus che abbiamo introdotto definisce prodotti di qualità superiore alle norme di legge”, ha precisato.

Nel corso dell’incontro, è stato dato inoltre spazio ai casi francese e balcanico con Olivier Silberberg, esponente dell’associazione Arbocenter, e con Branko Clavonjic dell’Università di Belgrado. Il primo, che si occupa della filiera forestale, ha spiegato che i boschi d’Oltralpe occupano un terzo del territorio e che il 75% è in mano ai privati (3,3 milioni di proprietari): “Per questo abbattere gli alberi è difficile. Un altro problema è dovuto al fatto che l’inquinamento da particolato dipende dalla presenza di un esiguo 21% di aziende professioniste. Dobbiamo aumentare la professionalità e il numero di imprese qualificate. Due finora i marchi di qualità presenti in Francia”.

Parla invece di un totale di biomassa legnosa pari a 5,2 milioni di tonnellate equivalenti petrolio, con prevalenza di tondame, il professore Branko Clavonjic che ha fornito un quadro sui Paesi Balcani. Qui, sono 44 i produttori certificati ENPlus. “La biomassa legnosa balcanica è insufficiente alla domanda, al punto che sia sta provvedendo a impiantare nuove piantagioni. Non dimentichiamo comunque che la Serbia è leader dell’area”.

La chiusura è stata affidata infine a due italiani:  Silvio Florian della Ronchiato e Vincenzo Giamberardino della Santa Croce Legnami. Il primo ha ricordato la positività dell’impiego dei pallet per la vendita di legna da ardere (abitudine importata dall’Est Europa) e ha auspicato l’apertura di un tavolo di lavoro tra i soggetti della filiera; il secondo ha insistito invece  sul sommerso, un fenomeno sempre più diffuso in anni in cui sono cresciuti i costi ma è calato il prezzo della legna.

Al convegno è intervenuta anche la responsabile di un progetto ONU in Botswana, che ha scelto Progetto Fuoco per lanciare una richiesta di aiuto ai produttori: “Occorre insegnare alle donne africane a conoscere le energie rinnovabili, riducendo quindi il forte inquinamento prodotto dalle loro cucine”.

www.progettofuoco.com

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