venerdì
20 ottobre 2017

10:51

Un libro in rete a Valdagno: Auschwitz 1940-1945

In occasione della Giornata della Memoria, Venerdì 20 gennaio 2017, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari (Corso Italia n.63 – Valdagno) sarà presentato il libro “Auschwitz 1940-1945” (Bur Rizzoli Storia, 2016, 15^ edizione) di Frediano Sessi. L’autore ne parlerà con Alessandra Bertoldi, docente presso i Licei di Valdagno. L’evento è promosso da Guanxinet in collaborazione con Coop Alleanza 3.0. Durante la serata si potrà visionare e acquistare “Auschwitz – Guida alla visita dell’ex campo di concentramento e del sito memoriale” (Marsilio, 2016).

Per informazioni: info@guanxinet.itwww.guanxinet.it tel. 0445 406758

Auschwitz 1940-1945

di Emanuele Bellato

Stamattina, entrando in ufficio, ho appreso con disappunto che il riscaldamento non funzionava. Sbuffando, mi sono subito immaginato di buscarmi un brutto raffreddore o peggio l’influenza. Poi, all’improvviso, sono sfilate nella mia mente le tragiche immagini evocate nel libro “Auschwitz 1940-1945” di Frediano Sessi, appena finito di leggere la sera precedente, e le mie banali preoccupazioni sono svanite lasciandomi un senso di vergogna. Ho visto: il treno merci, l’ingresso del campo con la scritta beffarda “il lavoro rende liberi”, le SS con i loro cani rabbiosi, la selezione, la spoliazione di tutti i beni, la rasatura dei capelli e l’umiliazione di un numero tatuato sulla pelle al posto del nome, il filo spinato elettrificato, le torrette con le guardie ed i fari, le baracche, i prigionieri smunti nella loro divisa lacera grigio-azzurra, la viltà e la ferocia dei kapo, le botte, le randellate e le esecuzioni sommarie, le camere a gas, il fumo del camino, le montagne di cadaveri e le fosse comuni. “Meditate che questo è stato” ammoniva Primo Levi. Il nazismo è stato il “male assoluto” e il sito di Auschwitz è ancora lì a testimoniarlo, insieme a tutti gli altri campi di concentramento costruiti dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Eppure c’è chi si ostina a negare, a voler revisionare una Storia che ha già emesso la sua sentenza definitiva di condanna. Rigurgiti fascisti e populisti stanno interessando il mondo intero per questo è importante trasmettere la memoria di Auschwitz. Ma non solo, in questo clima di incertezza, persino alcuni simboli di libertà e democrazia sono colpiti. Parlo del martire socialista polesano Giacomo Matteotti, la cui lapide è stata distrutta la scorsa settimana a Roma, e i manifesti dell’Associazione Culturale Matteotti (a cui sono iscritto) sono stati imbrattati a Fratta Polesine, in provincia di Rovigo. Papa Benedetto XVI in visita ad Auschwitz domandò “dov’era Dio?”, altri fecero eco: “dov’era l’Uomo?”. Il libro di Sessi mi ha confermato nell’idea che è solo una scorciatoia definire i carnefici di Auschwitz esclusivamente come dei sadici o dei pazzi sanguinari (pur non mancando anche questi). Tra i militari macchiati dei crimini più feroci, alcuni amavano la natura, i fiori, la musica, le loro donne e i loro bambini. Durante i processi quasi tutti gli ufficiali e i soldati delle SS si trincerarono dietro l’obbligo militare dell’obbedienza. In realtà la discrezionalità c’era. Si poteva anche scegliere il bene, ma non è stato quasi mai fatto, e questo è ancora più grave dell’essere “matti”. Ed è qui che si cela il progetto “scientifico” e delirante di Hitler, ovvero quello di innalzare un popolo di cosiddetti “superuomini” sopra tutti gli altri e contro tutti gli altri, in particolare gli ebrei, ed Auschwitz è stato lo strumento più efficace, la fabbrica della morte. Difficile dire se l’Europa di oggi sia “vaccinata” dalle ideologie totalitarie. Tra qualche anno non ci saranno più testimoni, ma Auschwitz r/esisterà ancora, per raccontare l’indicibile. 

Auschwitz

Auschwitz 1940-1945

«Ogni uomo civile è tenuto a sapere che Auschwitz è esistito, e che cosa vi è stato perpetrato: se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» (Primo Levi)

Costruito a tempo di record nel 1940 adattando e ampliando una caserma polacca, Auschwitz evolve in pochi anni da campo di concentramento e di lavoro, a campo di sterminio, soprattutto di ebrei ma anche di zingari, prigionieri di guerra russi, dissidenti, omosessuali, testimoni di Geova ecc. Questo saggio, sulla base di documenti d’archivio, processi, memoriali e testimonianze ricostruisce la vitra quotidiana nel lager sin dai primi giorni del suo funzionamento: l’organizzazione gerarchica, l’uso di criminali comuni come kapo, le selezioni, le frustate e le punizioni, la fame, il lavoro spossante e la macchina industriale dello sterminio. Così come appare la macchina organizzativa delle camere a gas e l’uso di altre forme di eliminazione diretta; viene messa in luce la rete di resistenza all’interno del campo, il gergo dei deportati, il destino terribile delle donne, dei bambini e degli adolescenti. Un capitolo infame della storia umana, un viaggio in un universo di abiezione che sembra impossibile, eppure è stato.

Frediano Sessi, scrittore, traduttore, saggista, consulente editoriale; vive e lavora a Mantova. Insegna Sociologia generale nel Corso di Laurea in Educazione professionale della Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia ed è stato Segretario Generale della Fondazione Università di Mantova dal 2003 al 2013. È stato docente incaricato di Etica Ambientale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, sede di Mantova. Per conoscere la notevole attività di ricerca del prof. Frediano Sessi vi invitiamo ad entrare nella pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Frediano_Sessi

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