sabato
27 maggio 2017

23:24

Un libro in rete a Valdagno: “L’amore che mi resta” di Michela Marzano

Presentazione del libro Giovedì 4 maggio 2017, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari – Corso Italia n.63 – Valdagno (VI) con Michela Marzano e  Maria Pierdicchi. Evento promosso da Guanxinet in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

Per informazioni: info@guanxinet.itwww.guanxinet.it tel. 0445 406758

Quando un lettore si trova tra le mani un buon libro, avvincente o coinvolgente, è solito dire “l’ho letto tutto d’un fiato” e poco importa il numero delle pagine. Per l’ultimo libro di Michela Marzano, “L’amore che mi resta” (Einaudi, Cles, 2017), che non è solo un buon libro ma un capolavoro, non si può utilizzare la suddetta formula. E’ un libro che va dosato per non rimanere schiacciati dal dolore, un dolore autentico che supera la finzione narrativa. Il racconto narra infatti di abbandoni, assenze e dello straordinario amore di una madre, Daria, per la figlia adottiva Giada che incomprensibilmente, agli occhi degli affetti, si toglie la vita. Daria ripercorre le tappe dall’adozione della bambina al gesto estremo, alla ricerca di risposte. “Col tempo sai, col tempo, tutto se ne va, non ricordi più il viso non ricordi la voce…” cantava Leo Ferré, invece Daria non vuole dimenticare e il tempo non guarirà le ferite. Però resta l’amore, verso chi non c’è più e verso chi, suo malgrado, è sopravvissuto.

L’AMORE CHE MI RESTA

 Daria pensava che l’amore potesse riparare ogni cosa. Poi Giada, sua figlia, si è uccisa. E il mondo è andato in pezzi.

Michela Marzano scrive un commovente romanzo sulla maternità. Affondando il bisturi nel dolore assoluto, trova le parole esatte per nominarlo. Ci racconta che siamo nudi, vulnerabili. Eppure, quando smettiamo di chiedergli salvezza, l’amore ci salva.

«La scrittura di Michela Marzano, icastica, frammentaria, composta di rapidi flash, solleva in alto la materia stessa del narrare, la sua intima felicità» – Marco Belpoliti, TTL – La Stampa

La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia. Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e l’altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo «si è aggiustato», quando credeva di essere una mamma perfetta e che l’amore curasse ogni ferita. Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché «senza amore si è morti, prima ancora di morire».

Michela Marzano,vive a Parigi dal 1999, dove è arrivata dopo un dottorato di ricerca in Filosofia alla Normale di Pisa con Remo Bodei. A 36 anni ha ottenuto l’abilitazione come professoressa universitaria, e attualmente è direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali (SHS – Sorbona) e professore ordinario di filosofia morale presso l’università Paris Descartes.

Fra gli ambiti di ricerca di cui Marzano si occupa o si è occupata, ricordiamo quelli del corpo e del suo statuto etico, l’etica sessuale e l’etica della scienza medica, la filosofia morale specialmente in relazione alle sue implicazioni teoriche nelle norme di comportamento.

Dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF.

Fra le sue pubblicazioni in italiano ricordiamo Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione (2004), Estensione del dominio della manipolazione. Dall’azienda alla vita privata (2009), Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne (2010), La filosofia del corpo (2010), La fedeltà o il vero amore (con M. Albertella, 2011), Etica Oggi. Fecondazione eterologa, guerra giusta, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee (2011), Volevo essere una farfalla (2011), Cosa fare delle nostre ferite. La fiducia e l’accettazione dell’altro (2011), Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri (trad. di Francesca Mazzurana, 2012), L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore (UTET 2013), Il diritto di essere io (Laterza, 2014), Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (con Giovanna Casadio, UTET, 2015), Papà mamma e gender (UTET 2015).

Maria Pierdicchi, ha ricoperto diversi ruoli manageriali apicali con primarie organizzazioni internazionali nel settore finanziario e ha conseguito il Premio Bellisario nella sezione Manager “Finanza”. Attualmente è Consigliere non esecutivo di Luxottica, SP, Nuove Banche Marche, Etruria Cari Ferrara e Cari Chieti. E’ stata socia fondatrice di Valore D, associazione che raggruppa più di 150 società per promuovere la leadership femminile. Amica del Guanxinet.

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