domenica
27 maggio 2018

19:17

Valdagno: Il gusto per le cose giuste

Andrea Segré incontra gli studenti delle scuole superiori di Valdagno. Giovedì 8 febbraio, ore 10.00, Teatro Super (Viale Trento, 28 – Valdagno). Introduce Liliana Magnani, assessore all’Istruzione e Formazione del Comune di Valdagno. Evento del Guanxinet in collaborazione con Zordan

Un’appassionata lettera, che diventa anche manifesto politico, alla generazione Z. A tutti i ragazzi e le ragazze compresi tra i 13 e i 30 anni, a quei centennials nativi digitali che sono cresciuti con lo smartphone in mano. 

«Dovete rendervi i protagonisti del vostro futuro. Perché sarà, comunque vada, soltanto vostro»

Descrizione a cura dell’editore: La loro vita è fatta di post alla perenne ricerca dei like, iperconnessi tra centinaia di amicizie virtuali. Ma la iGeneration è isolata anche quando si trova in mezzo alla gente. Sfuggenti alle categorizzazioni, i giovani di oggi accolgono ogni sfumatura di diversità, criticano la superficialità e cercano passioni autentiche, lottando per rimanere fedeli a loro stessi, per guadagnarsi un futuro in un mondo instabile e precario. A loro si rivolge in queste pagine Andrea Segrè – eclettico professore universitario, ideatore e promotore di tante iniziative visionarie come la campagna europea Spreco Zero e il più grande parco tematico agro-alimentare al mondo (F.I.CO) – per declinare una nuova «grammatica» che sfidi la palese ingiustizia di cui questa generazione Z è vittima: quella di non poter vedere il proprio futuro, bloccata com’è dall’assenza di prospettive. Ma il futuro, comunque vada, sarà solo e soltanto loro: i giovani di oggi ne saranno i protagonisti. E bisogna che vi arrivino preparati, sapendo le cose giuste. Come? Imparando a guardare il presente da diverse angolazioni, perché la diversità è sempre una ricchezza e la contaminazione fra saperi aiuta a crescere; studiando, in una scuola aperta e inclusiva; cercando dei maestri di vita; sapendo dire anche «Basta!»; facendo proprio il rispetto dei limiti naturali; riconoscendo la reciprocità nella condivisione dei beni; rispettando la dignità delle persone e del lavoro; perseguendo – in una parola – un dolce «stilmedio», cioè una condotta, basata sull’equilibrio personale, sulla cura degli altri, sulla sostenibilità ecologica, sulla circolarità dell’economia. Finito il tempo delle ideologie rimangono le idee, le visioni, i progetti e le azioni. E allora, in un mondo in cui l’identità è spesso derivata da ciò che si possiede, l’esortazione più profonda di un adulto ai giovani non può che essere: «Provate a trovare voi stessi». Questo libro spiega come.

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