giovedì
21 giugno 2018

04:29

In soccorso dei vincitori

La sinistra rancorosa dei D’Alema e dei Bersani (solennemente “trombati” nelle recenti elezioni politiche) di Liberi e Uguali, guidata dall’ex magistrato ed ex presidente del Senato Pietro Grasso, capace di racimolare appena il 5,81% a Palermo, si dimostra possibilista verso un governo a guida 5 stelle. Ultimo in ordine di tempo a lanciare segnali in questo senso è stato Nicola Fratoianni, deputato Leu e segretario di Sinistra Italiana. Intervistato ieri da Giancarlo Loquenzi a Zapping Radio 1 Fratoianni ha manifestato la volontà di dialogare apertamente con tutti per dare un governo al paese, dichiarando di non voler essere “ideologici” e di non voler fare l’opposizione dura e pura. A questo punto il conduttore radiofonico ha incalzato Fratoianni chiedendogli se intendesse incontrare anche Salvini, ricevendo un No secco perché – ha sottolineato l’erede di Vendola – ci sono dei valori non negoziabili. Il bravo Loquenzi ha tentato di dimostrare l’incoerenza delle sue parole, vista la precedente disponibilità, ma alla fine ha preferito glissare. Dall’intervista si è capito che Leu, nonostante i numeri irrisori del suo gruppo parlamentare, brama per entrare in un possibile governo grillino, e come al solito accusa il PD di non volere fare altrettanto. Gli stessi valori non negoziabili (quali?) che chiudono le porte a Salvini le spalancano all’amico di Farage Luigi Di Maio. La motivazione principale di Fratoianni per capitolare alla corte del giullare Grillo è quella che molti ex elettori di sinistra hanno scelto le 5 stelle. Per fortuna Fratoianni non è vissuto nei primi anni del ventennio quando, grazie alla cura del santo manganello e dell’olio di ricino, tutte le amministrazioni di sinistra nel volgere di poco tempo diventarono fasciste. Un buon politico più che seguire la folla, spesso volubile, dovrebbe indicarle la retta via da seguire… Naturalmente Fratoianni non è il solo a pensarla così e non è neppure il peggiore. All’interno del Pd è presente un discreto numero di “lagnoni”, sempre scontenti, che con il loro “fuoco amico” hanno danneggiato il partito molto più delle scissioni o degli attacchi avversari. Stiamo parlando dei vari Orlando, Emiliano e Cuperlo che forti del loro “noi l’avevamo detto che sarebbe finita male” vogliono proseguire nell’opera di annientamento del partito, dicendo che non si può dire “arrangiatevi” ai 5 stelle; in parole povere non vogliono stare all’opposizione ma comandare senza aver avuto alcun mandato popolare. Se nel parlamento esistessero davvero delle persone responsabili queste si appellerebbero al ritorno al voto. E chi li schioda più dalla poltrona? “Tengo famiglia”, il motto coniato da Leo Longanesi, è più che mai attuale così come il deprecabile vizio tutto italiano di correre in soccorso del vincitore.

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