mercoledì
13 dicembre 2017

23:34

61° Marcinelle

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle, ha inviato il seguente messaggio: “L’8 agosto di 61 anni fa a Marcinelle, dove persero la vita, tra gli altri, 136 nostri connazionali, si consumò una sciagura che ha lasciato un ricordo indelebile nella memoria europea. Il nostro pensiero va ad essi, al Bois du Cazier, luogo simbolo del lavoro italiano nel mondo e, mentre onoriamo la loro memoria, siamo esortati a mantenere vivo il senso di riconoscenza per i sacrifici affrontati da tutti i lavoratori italiani, emigrati alla ricerca di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie. Le loro fatiche sono state feconde – prosegue Mattarella – esse hanno contribuito a edificare un continente capace di lasciarsi alle spalle le devastazioni della seconda guerra mondiale e di offrire alle generazioni più giovani un futuro di pace, di crescita economica, di maggiore equità sociale. Il dramma di Marcinelle ci invita a riflettere anche sul tema irrisolto della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancor oggi di grande attualità: rimane un impegno prioritario delle autorità italiane ed europee. Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza. E’ un motivo di riflessione – conclude Mattarella – verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea. In questo giorno dedicato al ricordo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo rivolgo ai familiari e ai colleghi delle vittime della tragedia di Marcinelle, e di ogni altra nella quale sono periti nostri emigranti, un solidale e affettuoso saluto».

Si unisce al ricordo il Presidente del Veneto Luca Zaia, che commemora anche il tributo dei lavoratori immigrati veneti. Ecco le sue parole:  “8 agosto 1956: sono trascorsi 61 anni dal disastro di Marcinelle, in Belgio, ma quell’evento drammatico continua a essere, e rimarrà per sempre, un simbolo del sacrificio compiuto dai lavoratori italiani e veneti nel mondo. Quello che accadde nella miniera di carbone del ‘Bois du Cazier’ rappresenta contemporaneamente un monito e un ricordo che non si possono e non si devono cancellare: il monito a un continuo impegno per garantire maggior sicurezza nei luoghi di lavoro; la memoria di tanti nostri corregionali che furono protagonisti di un’emigrazione fatta di dignità, di senso del dovere, di rispetto, di legame forte con le proprie radici”.   

Così il Presidente della Regione del Veneto commemora la tragedia di Marcinelle, nella quale morirono 262 minatori, dei quali 136 erano italiani e tra questi 5 veneti, tutti insigniti nel 2005 della medaglia d’oro dall’allora presidente della Repubblica Ciampi, in ricordo del tributo di dolore e di sangue costato agli emigranti italiani.

“Dino Della Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese – conclude il Presidente –: sono loro i cinque nostri corregionali che pagarono un tributo enorme alla povertà di una terra che grazie anche al loro sacrificio, al loro insegnamento, ha saputo riscattarsi. Se il Veneto oggi è una regione con una forte identità economica e sociale, lo deve anche a loro”.

Le celebrazioni ufficiali sono iniziate già domenica scorsa con la consegna, da parte dell’assessore regionale Manuela Lanzarin, insieme al sindaco di Lusiana e all’associazione dei Vicentini nel mondo, della targa d’oro a don Giovanni Bordignon, 74 anni, il missionario scalabriniano veneto che si è battuto, durante il suo servizio in Belgio, insieme ai minatori perché la miniera di Marcinelle fosse salvata dalla demolizione e rimanesse come monumento alla memoria del sacrificio immane dei nostri emigranti.

***

Il segretario del Pd Matteo Renzi, in occasione del 61° anniversario di Marcinelle, ha pubblicato su facebook il seguente commento: “Porto con me una lanterna, una lanterna da minatore. Me l’ha regalata a Bruxelles il signor Mario. Lui si salvò dalla strage di Marcinelle – 61 anni fa – perché era in licenza matrimoniale. Ma molti suoi compagni morirono nella più grande strage di italiani morti fuori dai confini nazionali. Ho incontrato Mario qualche mese fa a Bruxelles. Mi ha consegnato questa lanterna come a dire: ricordati di noi, di chi ha lavorato in miniera, di chi ha perso la vita. E allora oggi nell’anniversario di Marcinelle con una punta di emozione penso a Mario, ai suoi compagni, alle loro famiglie. E mi spiace che qualche politicante in camicia verde abbia colto l’occasione per attaccare il Presidente della Repubblica. Bisognerebbe rispettare sempre i simboli dell’unità nazionale. Il nostro Paese non merita polemiche così meschine, specie in giorni come questo. Siamo l’Italia, noi, non dimentichiamolo, mai”.

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