giovedì
27 luglio 2017

06:39

Primo Maggio: manifestazione dei sindacati a Portella della Ginestra: “La mancanza del lavoro è il primo problema da risolvere”

In occasionde del 70° anniversario dell’eccidio di Portella della Ginestra, il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, CIsl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo è stato celebrato nella località siciliana. Il messaggio dei sindacati è l’esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà. Oggi infatti sono tantissime le persone disoccupate, o con un lavoro sottopagato, con giovani costretti ad andare all’estero, con un’imprenditoria rivolta allo sfruttamento e alla precarizzazione del lavoro, a volte con gli stessi interessi della criminalità, come troppo spesso accade e un Governo che non è stato finora in grado di risolvere concretamente il problema lavoro, nonostante le tante belle parole. Una tematica, quella della mancanza del lavoro, che deve essere messa al centro, dell’economia e dell’attenzione della politica, con l’abbattimento di tutte le disuguaglianze che ancora esistono.

credit foto Ansa

“La parola d’ordine di questo Primo Maggio è lavoro. Lavoro come necessità, lavoro che manca, lavoro di qualità, lavoro come risposta ai giovani, che altrimenti sono costretti a fare le valigie”, ha ricordato la Camusso. “Portella della Ginestra fu una strage contro il movimento contadino, e fu la reazione di un blocco sociale che non voleva la distribuzione delle terre e la riforma agraria. Quindi non solo un tema di schieramenti politici, ma un grande tema economico di quale era la prospettiva dello sviluppo della Sicilia e delle sue possibilità. Se non si legge nella chiave degli interessi che si muovono e si coalizzano rispetto alla collusione, o utilizzazione della mafia, e della criminalità organizzata, si rischia di parlare molto, ma concretamente non cambiare nulla”.

Sulla stessa linea Barbagallo: “Bisogna continuare a lottare per affermare i valori della legalità sempre, contro tutte le mafie e contro tutti i soprusi. In questo senso, anche il mondo del lavoro ha rappresentato un argine alle ingiustizie sociali, ma il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro è l’architrave su cui è fondata la nostra Costituzione e in cui affondano le nostre radici. Dobbiamo recuperare il senso profondo di quel valore per puntare allo sviluppo di tutto il Paese. Perché questa speranza si trasformi in realtà, occorre cominciare dal nostro Mezzogiorno”.

Queste le parole della Furlan:”Il lavoro è il dna dei valori di una comunità e della persona, perché racchiude in sé anche i concetti di solidarietà, giustizia, eguaglianza e crescita di un Paese. Certo, l’emergenza di maggiore attualità oggi è proprio il lavoro: la sua mancanza, il lavoro che si perde, che si ha paura di perdere o che non si trova”.

Francesca Monti

 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz