venerdì
20 aprile 2018

18:47

Politica Attualità

Il Fatto non riconosce i fatti

Forse ieri siamo stati troppo ottimisti ad affermare che anche i più fanatici sostenitori grillini si stanno accorgendo dell’ipocrisia del Movimento Cinque Stelle che grazie ai suoi voti ha affidato la seconda carica dello Stato alla forzista ultraberlusconiana Elisabetta Alberti Casellati (clicca qui). Leggendo la rassegna stampa di oggi scopriamo che nella Redazione de Il Fatto Quotidiano e del suo sito internet (con annessi blog di opinionisti buoni per tutte le stagioni) c’è un covo di “ultimi giapponesi” all’oscuro dei fatti e della realtà. Compiendo un triplo salto mortale carpiato con avvitamento diversi giornalisti del Fatto spiegano che il M5S non ha fatto nessun inciucio con le destre e che per la divisione dei presidenti delle Camere non si può…Vai →

I Cinque Stelle regalano la seconda carica dello Stato alla fedelissima di Berlusconi

Con l’elezione della forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati alla Presidenza del Senato, ovvero la seconda carica dello Stato, il cerchio si è fatalmente chiuso, l’inciucio tra destre e M5S è realtà. Il Movimento Cinque Stelle da partito antisistema che dell’onestà aveva fatto una bandiera ha votato una fedelissima di Berlusconi della prima ora. Il fatto che la Casellati sia una nostra corregionale e che sia la prima donna nella storia repubblicana a ricoprire l’incarico prestigioso di Presidente del Senato non può farci dimenticare che è la stessa persona che sin dal 1994, anno di fondazione di Forza Italia, ha seguito, nel bene e soprattutto nel male, la parabola dell’ex Cavaliere di Arcore. Filippo Tosatto su la Tribuna di Treviso scrive:…Vai →

Come si cambia…

Fa quasi tenerezza pensare a come si comportavano i pionieri pentastellati prima dell’imposizione da parte della cabina di regia di Grillo e Casaleggio jr del curiale Luigi Di Maio. Dall’opposizione dura e pura i grillini sono passati a chiedere il…Vai →

Caos Calmo

Per descrivere l’attuale situazione politica italiana bisogna prendere a prestito il titolo di un libro di Sandro Veronesi: “Caos calmo”. Praticamente sta succedendo l’inimmaginabile, ma pochi si scandalizzano. Anzi i cosiddetti “poteri forti” da Confindustria alle cooperative all’informazione flirtano con…Vai →

Ladri di monopattini

Mentre la politica è intenta a spartirsi le poltrone di Camera e Senato nel paese reale c’è chi, come Elizabethe Aicha Ounnadi, perde il lavoro per aver preso dal deposito della società di smaltimento rifiuti per cui lavorava un monopattino…Vai →

Gigi l’amoroso

“E tutti al suo apparir gridavano così: / Arriva Gigi l’amoroso / Il rabacuori gli occhi neri da insolente / Gigi l’amoroso / Il vincitore senza cuor ma cosi affascinante” (Dalida – clicca qui per ascoltare) Forse Luigi Di Maio a Dalida preferisce…Vai →

In soccorso dei vincitori

La sinistra rancorosa dei D’Alema e dei Bersani (solennemente “trombati” nelle recenti elezioni politiche) di Liberi e Uguali, guidata dall’ex magistrato ed ex presidente del Senato Pietro Grasso, capace di racimolare appena il 5,81% a Palermo, si dimostra possibilista verso…Vai →

I 55 giorni in cui uccisero il futuro

In occasione del quarantennale del rapimento di Aldo Moro (16 marzo 1978) e dell’uccisione della sua scorta, tre poliziotti e due carabinieri, da parte di un commando delle Brigate Rosse, sono stati trasmessi in televisione diversi documentari e speciali di approfondimento. Ora, con tutti i limiti della politica di allora non priva di responsabilità negative, guardando quei filmati non si può non notare la levatura intellettuale dei protagonisti di quella stagione: democratici cristiani, comunisti, socialisti, socialdemocratici, repubblicani, liberali. Le stesse lettere dell’Onorevole Aldo Moro dal “carcere del popolo”, giudicate da alcuni come non autentiche o comunque frutto di una mente annebbiata dalla segregazione, hanno la forza delle parole scolpite nella pietra quando chiamano in causa i colleghi di partito e…Vai →