martedì
25 aprile 2017

16:32

Recensione del film “La vita possibile” di Ivano De Matteo

di Francesca Monti

Dopo Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo torna al cinema con una storia intensa, raccontando la fuga di Anna, vittima di violenza da parte del marito, a Torino, insieme a suo figlio, dove viene ospitata dall’amica Carla. De Matteo è bravo ad affrontare con sensibilità il tema purtroppo molto attuale, della violenza sulle donne, senza soffermarsi su quelle scene crude e atroci, che troppo spesso vediamo in tv e al cinema, ma puntando la lente di ingrandimento sul rapporto tra madre e figlio, sulle difficoltà di ricominciare tutto da zero in una nuova città, lasciando certezze e affetti, sui dubbi, le paure e il coraggio di una donna che si trova costretta a fare una scelta per sé e per il proprio figlio, ma anche sull’amicizia e sulla solidarietà femminile, importantissime per affrontare una situazione così delicata. Protagoniste della pellicola sono due grandissime attrici italiane: Margherita Buy e Valeria Golino, entrambe bravissime nel dare forma a due personaggi completamente diversi tra loro. Carla, interpretata dalla Golino, è vulcanica, estroversa, sognatrice, Anna interpretata dalla Buy è una donna coraggiosa, materna, raffinata.

Da sottolineare anche l’ottima prova attoriale del piccolo Andrea Pittorino nei panni di Valerio, di Caterina Shulha in quelli di Larissa e di Bruno Todeschini nel ruolo di Mathieu.

Un film, che vi consigliamo di andare a vedere, che regala emozioni e riflessioni e che trasmette un messaggio importante: c’è sempre un’altra vita possibile.

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