venerdì
20 ottobre 2017

10:52

Recensione del film “Non si ruba a casa dei ladri” di Carlo Vanzina, dal 3 novembre al cinema

“Non si ruba a casa dei ladri” scritto da Enrico e Carlo Vanzina uscirà al cinema il 3 novembre ed è interpretato da Vincenzo Salemme, Stefania Rocca, Massimo Ghini, Manuela Arcuri, Maurizio Mattioli.

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La commedia racconta la riscossa di un cittadino onesto, Antonio (Salemme) che si vendica di Simone (Ghini), un intrallazzatore disonesto. Antonio inizialmente vorrebbe denunciarlo, ma poi, conoscendo l’Italia, un paese nel quale l’iter della giustizia è lunghissimo e spesso incerto, decide di vendicarsi in un’altra maniera: scopre che il suo nemico ha nascosto in una banca svizzera i proventi delle sue malefatte e decide di organizzare un “colpo” per riprendersi quello che gli è stato rubato. Una grande truffa ai danni di un disonesto della politica. Per compiere l’impresa, perché d’impresa si tratta, Antonio mette su una piccola banda, formata da non professionisti i quali hanno in comune una sola cosa: anche loro sono stati truffati dalla politica corrotta. Il colpo si svolge a Zurigo dove ha sede la banca nella quale Simone ha nascosto i soldi. Con una serie di imprevedibili e divertenti risvolti, e con una buffa sostituzione di persone (Antonio e la moglie si fingono Simone e la compagna), parte un meccanismo comico ad orologeria. E il colpo ha inizio..

“Non si ruba a casa dei ladri” è una commedia autentica, all’italiana, in cui si affronta un tema attuale, quello della crisi e della perdita del lavoro, ma in maniera leggera, facendo riflettere su una società in cui la corruzione è spesso presente, ma non invincibile.

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Le coppie protagoniste del film sono molto diverse tra loro, Simone (Ghini) e Lori (Arcuri) sono due personaggi grotteschi, dai modi rozzi, un po’ cafoni, e sono legati più dalla ricchezza che non da un amore vero, Antonio (Salemme) e Daniela (Rocca) sono invece uniti, complici, e rappresentano l’etica del lavoro che si contrappone a quella dell’imbroglio e del parassitismo. E poi ci sono Teco Celio che interpreta il banchiere svizzero pieno di umane debolezze, Ria Antoniou nel ruolo dell’estetista con il fisico da urlo e l’animo da brava ragazza, Liliana Vitale, attrice napoletana 86enne, che interpreta la spassosa Zia Titina e Maurizio Mattioli, con le sue divertenti battute in romanesco ma anche eccezionalmente in torinese.

Un film divertente e ben interpretato dai protagonisti, che vi consigliamo di andare a vedere per trascorrere un’ora e mezza in allegria.

F.M.

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