venerdì
20 ottobre 2017

10:50

Recensione del film “Lion-La strada verso casa” di Garth Davis, con Nicole Kidman e Dev Patel

di Francesca Monti

E’ nelle sale cinematografiche “Lion -La strada verso casa”, di Garth Davis. Basato sul libro di memorie La lunga strada per tornare a casa, racconta la storia vera di Saroo Brierley, interpretato da Dev Patel. Insieme a lui un cast stellare formato da Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham.

Il film è stato girato a Calcutta, in India, e nelle città di Melbourne e Hobart, in Australia.

Il piccolo Saroo vive con la mamma e i due fratelli in un villaggio indiano. La famiglia è molto povera, la mamma trasporta pietre per guadagnare qualche soldo e i due figli, Guddu e Saroo devono darsi da fare. Proprio per seguire Guddu che ha trovato un lavoro fuori dal villaggio, Saroo all’età di 5 anni sale per sbaglio su un treno che lo conduce a Calcutta, lasciandosi alle spalle la famiglia e il piccolo villaggio indiano dove è nato. Sperduto nella caotica metropoli, Saroo sopravvive per strada fino a che non viene portato in orfanotrofio e poi adottato da una coppia di coniugi australiani. Così il bambino parte alla volta della Tasmania. Per tutta la sua vita Sue e John saranno un’amorevole coppia di genitori, ma a un certo punto qualcosa scatta in Saroo e l’impellenza di ritrovare la mamma e il fratello è troppo forte. La sua vita esce improvvisamente dai binari, lascia Lucy, la sua ragazza, allenta i contatti con i genitori a cui non vuole parlare del progetto per paura di ferirli. Dopo molte ricerche su Google Earth Saroo riesce ad identificare il suo villaggio di origine e parte alla volta dell’India per trovare finalmente una risposta alle sue domande e ritrovare la pace.

lion

Una storia intensa, bellissima ed emozionante, affrontata con delicatezza e sensibilità dal regista Garth Devis, che conduce per mano lo spettatore nel viaggio della vita di Saroo, prima bambino e poi adulto, coinvolgendolo dall’inizio alla fine. Il dolore, il senso di smarrimento quando si sveglia alla stazione e non trova il fratello Guddu (Abhishek Bharate), la perdita dei punti di riferimento del piccolo Saroo sono raccontati in modo talmente autentico attraverso gli occhi di Sunny Pawar, da essere struggenti e realistici, così come sono un colpo dritto al cuore le immagini relative alle strade di Calcutta in cui i bambini muoiono di fame, la casupola in cui Saroo vive con la famiglia,l’orfanotrofio diroccato in cui i piccoli ospiti vengono maltrattati e picchiati, i bambini trovati per strada che vengono poi venduti, tutte tematiche purtroppo attuali e veritiere.

E ancora in contrapposizione alla situazione indiana, la vita più occidentale vissuta da Saroo adulto, negli scenari incantevoli dell’Australia, circondato dall’amore dei suoi genitori adottivi, il rapporto con il fratellastro Mantosh (Davian Ladwa), la storia d’amore con Lucy, ma anche quel senso di incompletezza legato al suo passato che spinge Saroo a compiere un viaggio indietro nel tempo, alla ricerca di quella parte di se stesso mancante e di quelle sue origini necessarie per completare la sua persona.

Saroo sceglie di cercare la sua famiglia d’origine, per confrontarsi, per capire cosa sia successo venti anni prima, per riannodare quel filo che non si è mai spezzato e che lo lega a sua madre e a suo fratello Guddu, ma al tempo stesso è eternamente grato ai suoi genitori australiani che l’hanno adottato e salvato.

Impeccabile e commovente l’interpretazione del Premio Oscar Nicole Kidman, nei panni di Sue e quella di David Wehnam nei panni di John, bravissimi sia l’affascinante Dev Patel sia Rooney Mara, sia gli altri interpreti del film.

Lion è una storia di speranza, in cui brillano sentimenti e valori importanti come l’amore materno, il rapporto unico tra fratelli, il legame con i genitori naturali o adottivi che siano. Un film che vi consigliamo di andare a vedere.

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