domenica
19 novembre 2017

14:53

L’ultima spiaggia del duce

di Emanuele Bellato

Dalla spiaggia fascista di Sottomarina all’esaltazione del duce sui social network l’“amarcord del ventennio”, dopo oltre settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, non sembra placarsi. Complice la crisi economica che ha esasperato e messo sul lastrico tantissime famiglie, o più semplicemente per ignoranza, si evoca un periodo aureo che non è mai esistito. E’ un’impresa impossibile spiegare a quelli come Gianni Scarpa, gestore del bagno “Punta Canna” di Sottomarina che il fascismo è stato il male assoluto. Loro sanno solo rispondere: “Me ne frego”, il contrario dell’ “I care” (mi interessa) di don Lorenzo Milani.

Inutile spiegare che il cosiddetto “ordine fascista” fu solo disordine, violenza, corruzione, guerra, morti. Basti ricordare alcune illustri vittime del fascismo: don Minzoni, Giacomo Matteotti, i fratelli Carlo e Nello Rosselli, il carcere per Antonio Gramsci, le bastonature rivelatesi poi fatali a Piero Gobetti e Giovanni Amendola, l’eccidio dei sette fratelli Cervi e poi le devastazioni delle sedi dei giornali di opposizione (tra cui anche la nostra de “Il Popolo Veneto” a Padova), gli incendi delle Camere del lavoro, le manganellate e l’olio di ricino, i rastrellamenti dei repubblichini e le stragi nazifasciste. E ancora le guerre di aggressione in Libia, nell’Africa Orientale, in Albania, in Grecia, contro una Francia ormai già capitolata sotto il giogo nazista, e la tragica spedizione dell’ARMIR. Senza dimenticare le ignobili leggi razziali e la collaborazione con i nazisti nella deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio.

Purtroppo il gestore del bagno Punta Canna ignora questi “piccoli” particolari storici, anzi li ridicolizza, infatti all’ingresso di una cabina ha appeso un cartello con scritto “Camera a gas, vietato entrare”. Tutto questo non c’entra niente con la nobile goliardia! Altrettanto contestabile l’affermazione di Scarpa resa alla stampa: “Qui, a casa mia, vige il regime”. Dobbiamo fare notare, anche noi, che la spiaggia è proprietà del demanio (cioè di quello Stato democratico tanto vituperato, ovvero di tutti) e non è una sua proprietà privata ma data in concessione. Scarpa non è nuovo a queste cretinate, già alcuni anni fa aveva fatto scalpore il divieto ai bambini (e ai “buzzurri”) all’accesso nello stabilimento balneare. Probabilmente si tratta solo di meschine trovate pubblicitarie, ma non bisogna abbassare la guardia.

Dunque, è quanto mai opportuna la proposta di legge dell’onorevole Emanuele Fiano contro l’apologia di fascismo, che andrebbe a completare la legge del 1952 contro la riorganizzazione del partito fascista e la legge del 1993 contro chi istiga o commette atti di discriminazione o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Una legge di buon senso, ma che non ha trovato il consenso di tutto il parlamento. Naturale l’opposizione della destra nostalgica, meno comprensibile quella del Movimento 5 Stelle che, tramite i suoi esponenti, ha parlato di provvedimento: “liberticida”. I difensori, nel referendum dello scorso 4 dicembre, della Costituzione rivelano il loro vero volto.

A dire il vero i segnali non mancavano: dalla collocazione europea con gli anti-europeisti xenofobi di Nigel Farage, ai flirt con Casa Pound, alla stupida richiesta – di alcuni rappresentanti pentastellati – alla Commissione cultura della Camera di cancellare la parola socialista ai martiri Giacomo Matteotti e Giuseppe Di Vagno, fino alle prese di posizione a Roma contro i rom dopo la sconfitta elettorale alle amministrative. Da non sottovalutare le tendenze politiche familiari dei giovani “delfini” grillini Alessandro Di Battista (il padre, Vittorio Di Battista, intervistato da Corriere.tv durante un comizio dei 5 stelle dichiarò: “Io di destra? Sono fascista. E’ un’altra cosa” e ancora a Radio24: “Quindi lei è fascista? Assolutamente sì”)  e Luigi Di Maio (il padre Antonio è stato dirigente del Movimento Sociale Italiano).

Emanuele Fiano, figlio di Nedo sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di concentramento di Auschwitz ed autore del bellissimo libro: “A5405 : il coraggio di vivere” (San Paolo, 2015) ha risposto ai 5 stelle con una citazione del martire socialista polesano Giacomo Matteotti: “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine”

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