venerdì
18 agosto 2017

18:29

“Fratello, dove sei?”

A cura di Manuela Bellato

Co-registi e co-sceneggiatori delle loro opere, i fratelli Joel e Ethan Coen, sono sin dagli anni ’80 i re del cinema indipendente statunitense. Con alle spalle una carriera di tutto rispetto, se escludiamo un paio di scivoloni artistici, possono vantare di aver ottenuto importanti consensi sia di critica che di pubblico. Sono noti per riproporre un cinema classico che personalizzano con il loro tocco inconfondibile, per rifarsi a modelli hollywoodiani e miti americani che puntualmente dissacrano con parodie sofisticate e di classe. Umorismo nero, gusto per l’assurdo e il grottesco sono il loro marchio di fabbrica.

Fratello_dove_seiTitolo originale: O Brother, Where Art Thou?
anno: 2000
nazionalità: UK | Francia | USA
regia: Joel Coen, Ethan Coen (non accreditato)
cast: George Clooney, John Turturro, Tim Blake Nelson, John Goodman, Holly Hunter
genere: Commedia | Avventura | Crimine | Musica
durata: 106’
colore: colore

Trama: “Mississippi, Anni Trenta. Ulysses Everett McGill (Clooney), Delmar O’Donnell (Nelson) e Pete Hogwallop (Turturro) sono tre galeotti appena evasi dai lavori forzati. Guidati dal mellifluo ma imbranato Everett, i tre sono alla ricerca del tesoro di un milione di dollari, frutto della rapina ad un furgone blindato, da lui nascosti nei pressi di una diga. Durante il loro avventuroso viaggio attraverso l’America rurale della grande crisi, i tre incontreranno una variopinta galleria di personaggi…” (fonte: Wikipedia.it)

Opinione personale: Fratello, dove sei? è una commedia brillante e genuinamente divertente, ricca di citazioni e metafore. Liberamente ispirata all’Odissea di Omero, racconta il viaggio (precisamente, la fuga da una colonia penale) di un moderno Ulisse con baffetti e gel alla Clark Gable, attraverso il profondo Sud degli Stati Uniti durante la Grande Depressione. La sua terra non è quindi Itaca, ma una cittadina del Mississippi immersa tra le vaste piantagioni di cotone. La sua amata Penny non lo aspetta fedele a casa tessendo e disfacendo la tela, ma è in procinto di sposare un altro uomo. Il Polifemo della situazione è un falso venditore di Bibbie nonché membro del KKK e le Sirene seducono non tanto con il canto, quanto offrendo whiskey proibito. E non poteva mancare il vecchio cieco in stile Tiresia che predice il futuro dall’alto di un carrello ferroviario!

foto1Molti sono anche i riferimenti al cinema classico americano. Le citazioni da La nascita di una nazione, Furore, Nick mano fredda, Gangster Story e persino da Il mago di Oz, aiutano a delineare i tratti di un Paese messo in ginocchio dalla grande crisi economica, dalla corruzione politica, dalla criminalità e dal gangsterismo che il Probizionismo contribuì a diffondere, per non parlare dell’ignoranza e del populismo che spianarono la strada a razzismo, violenza e segregazione.

Sebbene la sceneggiatura possa apparire confusa per il susseguirsi di molteplici personaggi pittoreschi e situazioni surreali il film risulta davvero godibile, con ritmo incalzante, dialoghi mai banali e una trama originale. Ma il vero punto forte è costituito da una colonna sonora azzeccata che va dal country al blues al gospel, e da una splendida fotografia che alterna toni accesi e dorati a sfumature color seppia.

Scena o frase memorabile:

Dopo essere stati battezzati nel fiume da una congregazione di fedeli incontrati durante la fuga, Pete e Delmar si sentono tranquilli e soddisfatti per aver finalmente espiato i loro peccati:

– Pete: “Il Pastore ha detto che siamo assolti”
– Everett: “Da lui ma non dalla legge. Mi stupisco di te, Pete. Ti facevo con un po’ più di cervello, Delmar”
– Delmar: “Ma ci sono dei testimoni che ci hanno visti redenti e puri”
– Everett: “Non è questo il punto, Delmar. Hai pareggiato i conti col Signore ma lo Stato del Mississippi è un po’ più pretenzioso”.

Note o curiosità:

Il titolo è un chiaro omaggio alla pellicola Sullivan’s Travels (I dimenticati, 1941) di Preston Sturges, in cui il protagonista, un affermato regista hollywoodiano stanco di fare musical e commedie, vuol dirigere un dramma impegnato dal titolo O Brother, Where Art Thou?.

Link utili per info e approfondimenti:
– Fratello, dove sei? – Wikipedia.it http://it.wikipedia.org/wiki/Fratello,_dove_sei%3F
– Recensione di Lietta Tornabuoni www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=7601
– Recensione di Bruno Fornara (clicca qui)
– Joel Coen – MYmovies.it www.mymovies.it/biografia/?r=1431
– Ethan Coen – MYmovies.it www.mymovies.it/biografia/?r=8576
– Coenesque: The Films of the Coen Brothers  www.coenbrothers.net/

Fratelli Coen —> 3 film da non perdere:

Fargo (Crimine / Drammatico / Thriller – 1996)
Il grande Lebowski (Commedia / Crimine / Mystery – 1998)
Non è un paese per vecchi (Crimine / Drammatico / Thriller – 2007)

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